TwitterFacebookGoogle+

Carabinieri, ecco il calendario 2017

di Enzo Castellano

Roma – Un mix delle tendenze della grafica di ieri e di oggi, con in primo piano i simboli dell’Arma dei carabinieri e così facendo viene raccontato mese dopo mese il significato e il modo di operare e anche di intendere l’appartenenza all’Arma stessa. E’ il Calendario Storico 2017 presentato in una gremita Aula magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e naturalmente del comandante generale dell’Arma, Tullio del Sette. Le tavole del Calendario sono state ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, intervenuta con lo storico dell’arte Philippe Daverio, del presidente-sovrintendente e direttore artistico dell’Accademia di Santa Cecilia, Michele Dall’Ongaro, e il grafico Armando Milani. Interventi guidati da Massimo Giletti, ormai ‘carabiniere ad honorem’ visto che è la nona volta che presenta l’evento. Contributi video di Gillo Dorfles, 106 anni, grandissima figura della storia, della filosofia e dell’arte italiana e appassionato da sempre dell’Arma – tanto che, come mostrato dalle immagini, il generale Del Sette gli ha donato una divisa da capitano dei carabinieri, un grado di ufficiale che Dorfles ha scherzosamente ritenuto basso rispetto alle aspettative…e alla fedeltà nel tempo – e del Maestro Antonio Pappano, direttore musicale dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia.

88 ANNI E NON SENTIRLI…
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dei carabinieri e della stessa storia d’Italia. E’ divenuto ormai un cult, quest’anno è stato tirato in un milione 300mila copie, di cui quasi 10mila in altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo), indice dell’attenzione per un prodotto editoriale apprezzato e presente in piu’ ambiti (dalle case agli uffici). E’ un cammino attraverso l’arte grafica si è evoluta nel tempo, a partire dall’anno di fondazione dei carabinieri, il 1814. L’immagine della prima di copertina mostra i contorni dei volti vicini di due carabinieri – l’uno nell’uniforme solenne e l’altro in quella ordinaria – e sullo sfondo i tetti di edifici e case di una città anonima, a rappresentare – è stato sottolineato – l‘amicizia, il vegliare sulla tutela e sicurezza di tutti, ovunque sia, dal piccolo al grande centro urbano. La seconda e la terza di copertina sono due enormi lettere C, quelle che caratterizzano la sigla dei carabinieri, lettere in carattere Bodoni con all’interno dell’una riflessioni di Dorfles e Daverio e all’interno dell’altra l’intervento del generale Del Sette che spiega per l’appunto come i simboli siano “rappresentazioni estetiche” del significato del’Arma. E quindi ecco la carabina (da cui l’Arma prende il nome d’origine), l’elmo dei corazzieri, la daga, l’alamaro, la bandoliera, la giberna, la banda rossa dei pantaloni dell’uniforme, la fiamma, il pennacchio rossoblu, il mantello, la lucerna, il basco (le diverse colorazioni richiamano i reparti che l’indossano, ultimo arrivato il verde del Cfs che dal primo gennaio sara’ parte dell’Arma). Per chiudere con la saetta e il numero di emergenza 112 e, mese di dicembre, il polso di un carabiniere il cui orologio dice cos’è l’Arma, cioè tute le sue articolazioni operative. Nella tavola finale, in carattere Helvetica (il più diffuso al mondo), ecco una sorta di scala i cui gradini rappresentano virtù e qualità dei carabinieri: e quindi, dal basso verso l’alto, ecco indicate etica, onore, integrita’, rispetto, competenza, impegno, efficienza, coesione, serenità, tradizione, fedeltà e fede. Quanto all’Agenda 2017, è in un formato moderno e funzionale e con l’inserto dedicato alla “Musica nell’Arma”, con un dettagliato excursus storico sui complessi musicali dell’Arma, dalla mitica Banda alle varie Fanfare.

#calendariostorico #Carabinieri @robertapinotti: “grande progetto comunicativo ed evento culturale dedicato a simboli dell’Arma” pic.twitter.com/OGlvsw6fzA

— Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) 9 novembre 2016

 

MEMORIA COLLETTIVA DEL PAESE
Il generale Del Sette nel suo intervento ha sottolineato che il Calendario “fa parte della memoria collettiva del Paese”, ricordando quanto detto nel 2014 dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e cioè che l’Arma e’ “simbolo che è parte integrante e nutrimento continuo della nostra identità nazionale”. Del Sette ha parlato di Arma dei carabinieri come “una forza coesa, affidabile, efficiente, moderna e dinamica, protesa al futuro, che guarda con ottimismo e rinnovato vigore”. E ha anche sottolineato che nel calendario da tavolo l’ultima immagine è quella di alberi tra i più longevi al mondo, a ribadire la sensibilità  dell’Arma per i temi ambientali e che a breve si arricchirà appunto con l’integrazione con il Corpo forestale dello Stato. A sua volta il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Graziano, ha evidenziato la capacità continua di rinnovarsi del calendario, e definito quella dei carabinieri una “forza armata che svolge servizio permanente di pubblica sicurezza”, e sono proprio i simboli rappresentati nel Calendario ad evidenziarlo una volta di più. E a proposito di ruolo dei militari in genere, Graziano ha anche rilevato: “mai avrei pensato in passato, nel mio percorso in Accademia e nei primi anni di attività, che avremmo avuto militari italiani a Mosul o impegnati a contribuire all’attivazione e ai compiti dell’ospedale di Misurata in Libia o ad occuparsi di migranti, oppure del loro impegno nella sicurezza interna o che sarebbero tornati ad essere l’essenza stessa del Paese e a continuare a servire la patria”. Infine il ministro della Difesa, Pinotti ha parlato di “evento, di momento di vissuto culturale condiviso, un momento per nulla retorico ma molto significativo”. Il Calendario è un momento culturale, che lega simboli del passato a quelli del presente, e questa scelta “è un’idea originale, non era facile” percorrerla ma quanto cominciato con l’edizione di un anno fa e proseguita dimostra che si è riusciti in quest’opera. A proposito della scala dei valori che animano l’operato dei carabinieri, il ministro ha voluto richiamare le ‘Lezioni americane’ di Italo Calvino, in particolare la professione di fede proprio nei valori morali.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.