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Carceri: Dap, da inizio anno 29 suicidi; 12 casi in estate

(AGI) – Roma, 1 set. – Dal 4 gennaio al 31 agosto di quest’anno si sono verificati 29 casi di suicidi di persone detenute: 12 casi si sono verificati tra giugno e agosto. Lo comunica il Dipartimento dell’amministrazione penitanziaria, osservando che “il periodo estivo presenta indubbiamente maggiori criticita’ rispetto agli altri periodi dell’anno, dovute non solo all’aumento della temperatura, particolarmente elevata questa estate, bensi’ anche agli aspetti organizzativi, sui quali incide il periodo feriale del personale penitenziario, con la conseguente riduzione delle attivita’ trattamentali”. Nello stesso tempo, il volontariato, “che negli altri periodi dell’anno assicura sempre la sua massima preziosa attenzione – rileva il Dap – registra una minore presenza”. La serie storica dei suicidi di detenuti (a partire dal 1990) dimostra, secondo il Dipartimento, che “non puo’ essere attribuito a un unico fattore (sovraffollamento, condizioni climatiche, stato giuridico, fine pena, rapporti con la famiglia, aspettative per il futuro, malattia, nazionalita’, ecc.) la causa scatenante del gesto suicidario, quanto piuttosto a un insieme di cause”. Dunque, in riferimento agli articoli di stampa che hanno evidenziato l’intensificarsi del fenomeno nel periodo estivo, il Dap precisa che ha richiamato “l’attenzione delle direzioni degli istituti penitenziari a mettere in atto tutti i necessari interventi per agevolare condizioni detentive meno afflittive a causa delle elevate temperature di questa stagione estiva”. In particolare, e’ stato raccomandato di consentire un piu’ frequente utilizzo delle docce e l’apertura dei blindati anche nelle ore notturne per consentire un maggiore flusso di aria, di intensificare il consumo di frutta e verdura con disponibilita’ di borse termiche e di ghiaccio per raffreddare le bevande e per la conservazione dei cibi, di garantire la possibilita’ di usufruire, come per il resto dell’anno, di colloqui pomeridiani e festivi. Per fronteggiare poi l’emergenza idrica, in atto da mesi presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dovuta al mancato collegamento dell’impianto idrico dell’istituto all’acquedotto comunale, “e’ stata notevolmente diminuita la presenza dei detenuti – aggiunge il Dap – disponendo, tra l’altro, il trasferimento di circa 130 detenuti, di cui 30 del circuito Alta Sicurezza, presso altri istituti campani. Cio’ ha reso possibile liberare i piani alti dell’istituto”. Il Provveditorato regionale della Campania ha inoltre emanato provvedimenti per attenuare il disagio derivante da questa criticita’, con la distribuzione di due litri di acqua potabile al giorno a ogni detenuto, in aggiunta al vitto ordinario, ed ha fornito taniche di 20 litri per ogni stanza da utilizzare come riserva in caso di improvvisa mancanza di acqua, nonche’ frigoriferi nei reparti per il deposito di bottiglie d’acqua o di altri generi alimentari, ed installato 6 cisterne di acqua potabile nelle cucine detenuti e nella mensa agenti. (AGI)
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