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Carife: perquisite 5 banche, 21 informazioni garanzia

Ferrara – Perquisizioni in 5 banche in relazione all’aumento di capitale da 150 mln di euro effettuato nel 2011 dalla Cassa di Risparmio di Ferrara: la Guardia di Finanza, su disposizione dell’autorita’ giudiziaria, ha perquisito lo stesso istituto di credito, una societa’ controllata e altre quattro banche (Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Cividale, Banca Popolare Valsabbina, Cassa di Risparmio di Cesena) che hanno partecipato all’operazione. Le perquisizioni sono state eseguite da militari del Nucleo pt di Ferrara con l’ausilio di unita’ specializzate in computer forensics and data analisys dei Nuclei pt di Bari, Bologna, Brescia, Forli’ e Udine. Le indagini, tuttora in corso, sono state avviate nel febbraio 2015 dal Procuratore della Repubblica di Ferrara, Bruno Cherchi. Acquisita una imponente mole documentale presso l’istituto di credito ferrarese sull’ipotesi di reato di falso in prospetto, aggiottaggio, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorita’ di pubblica vigilanza; gia’ sentiti numerosi testimoni, tra cui dirigenti e funzionari dell’autorita’ di vigilanza. Notificate 21 informazioni di garanzia.

L’intervenuta dichiarazione dello stato d’insolvenza di Carife da parte del Tribunale di Ferrara, in relazione alle indagini sull’aumento di capitale,ha condotto gli inquirenti a rivalutare i medesimi fatti nell’ambito della disciplina fallimentare. Contestato fra l’altro, il disvelamento, in sede di indagine, dell’esistenza, seppur mediata, di una reciproca sottoscrizione di azioni tra Carife da un lato e gli istituti Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Cividale, Banca Popolare Valsabbina e Cassa di Risparmio di Cesena dall’altro; tali istituti di credito risultano intervenuti nell’operazione di aumento di capitale di Carife nella misura complessiva di oltre 22.800.000 euro, col risultato che la reciproca sottoscrizione ha annullato, per il medesimo importo, l’incremento di capitale. La sottoscrizione reciproca di azioni (vietata ex art. 2632 c.c.) si verifica, spiegano le fiamme gialle, quando una societa’ sottoscrive o acquista azioni appartenenti ad altra societa’ la quale e’ contemporaneamente socia della prima societa’. Nel caso in questione, a causa della sottoscrizione reciproca, la stessa somma, nella misura della reciprocita’, ha concorso a formare il capitale sociale delle banche intervenute col risultato che al capitale cosi’ formato non e’ corrisposto un patrimonio effettivo. Tra i reati contestati, oltre all’aggiottaggio, la formazione fittizia di capitale richiamata dalla legge fallimentare fino alla bancarotta. Ventuno le informazioni di garanzia notificate: indagati i componenti pro-tempore del C.d.A. e del collegio sindacale di Carife, di una societa’ “veicolo” utilizzata da Carife nella reciproca sottoscrizione di capitale oltre ai vertici pro-tempore degli istituti di credito partecipanti e ad un dirigente di una societa’ di revisione. Nel corso delle perquisizioni sono state notificate alle 6 persone giuridiche coinvolte avvisi inerenti la responsabilita’ dei predetti enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato ex L. 231/2001. (AGI)

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