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“Caro sindaco Orlando, quest'anno vorremmo aule riscaldate. Possibile?”

“Caro Sindaco, si ricorda di noi? Siamo quelli del Liceo Danilo Dolci di Brancaccio. Le ho scritto una lettera, qualche mese fa, e ci siamo incontrati a Palazzo Comitini, a conclusione della nostra ultima (ennesima) manifestazione in piazza. Noi siamo ancora in attesa di risposte alla gran parte delle nostre (ultime e minimali) richieste. Il tempo stringe e davvero ci vorrebbe poco per darci un minimo di serenità, in vista del prossimo anno scolastico”.

Un post su Facebook al rieletto sindaco

Comincia così un lungo post scritto su Facebook da Roberto Alessi, 53 anni, professore di lettere al liceo Dolci di Palermo, nel quartiere Brancaccio. Un liceo nato il primo settembre del 2000 che ha una storia particolare. Nella sua ancor giovane storia non ha mai vissuto l’ebrezza di avere il riscaldamento. Sì, proprio così. In 17 anni, mai un anno con i caloriferi accesi. Scrive il professor Alessi a Leoluca Orlando, sindaco di Palermo appena rieletto: “Siamo nati piccoli, ma siamo cresciuti in fretta. Così, abbiamo chiesto altre aule, di quelle libere lì, vicino alle nostre, ma ci hanno detto che non sono per noi. Abbiamo chiesto il riscaldamento, perché d’inverno fa freddo e si sta in classe con cappotti e coperte, ma ci hanno detto, già più di dieci anni fa, che non si possono sprecare soldi per l’impianto di riscaldamento di un edificio che deve essere totalmente ristrutturato e che bisognava aspettare la ristrutturazione. Del resto, la ristrutturazione sarebbe partita l’anno venturo, e poi l’altro ancora e poi l’altro: insomma, l’anno che verrà. Ma i soldi non erano mai abbastanza: perché è vero che il nostro è un edificio confiscato alla mafia, ma l’affitto andava pagato lo stesso, 600.000 euro all’anno. L’affitto? A chi, ai mafiosi a cui è stato sequestrato?”.

“Servirebbe qualche altra aula”

La speranza di Alessi e di tutto il corpo docente (come delle famiglie degli studenti, naturalmente) è che il prossimo anno scolastico, quello che comincerà tra pochi giorni, l’anno della maggiore ‘età’ per il liceo Dolci possa essere l’anno giusto. Quello con i riscaldamenti accesi. “Abbiamo chiesto le pompe di calore per tutte le aule, ma ci hanno detto che no, l’impianto elettrico non è a norma e rifare l’impianto non si può, perché tanto l’anno che verrà parte la ristrutturazione e…lo sappiamo già. Così, abbiamo continuato a chiudere, di tanto in tanto, due, tre, quattro, cinque aule: perché c’è un’infiltrazione lì, un filo scoperto là, un buco nel pavimento qua. Ci siamo stretti, rinunciando all’Aula Magna, ai laboratori, all’aula dei professori. Abbiamo manifestato quell’anno e poi l’altro e poi l’altro ancora. Siamo persino riusciti a farci ricevere dalla signora prefetta in persona, nel 2016. Abbiamo chiesto di nuovo qualche altra aula, di quelle libere lì, vicino alle nostre, ma ci hanno detto di nuovo che non sono per noi: vedrete che quel vecchio palazzo delle Poste, ormai dismesso, quello farà al caso vostro, ci hanno detto. Dateci almeno il tempo di ristrutturarlo…

Mancano anche palestra, parcheggio…

Al Dolci servirebbero anche più aule, un parcheggio per le auto (il piazzale antistante la scuola non si sa perché non è utilizzabile), una palestra. Non sono bastate due manifestazioni di piazza, nemmeno una donazione: i fondi sono ancora bloccati per beghe burocratiche e non si sa quando i 5mila euro messi a disposizione dal senatore Francesco Campanella potranno essere spesi dalla scuola. Il Miur, interrogato sul tema, non ha fornito tempi certi:  “Si precisa che la procedura per l’assegnazione di tale risorsa è in corso di perfezionamento e che, con la presente nota si intende dare a codesta istituzione scolastica una comunicazione in via anticipata

dell’importo”.

Quella donazione inutilizzabile

Volete sapere qual è la “procedura in corso di perfezionamento”, scrive Alessi, per una scuola pubblica ? “Il MIUR scrive una lettera al MEF (Ministero Economia e Finanza), il quale deve predisporre nientepopodimeno che un Decreto interministeriale (DIM) di trasferimento dei fondi all’apposito capitolo del bilancio del MIUR. Preventivamente, però, questo questo DIM deve passare al vaglio della Corte dei Conti (!), senza il quale non è possibile il passaggio al suddetto capitolo. Quando il visto della Corte dei Conti arriverà e il DIM diverrà esecutivo, finalmente il MIUR potrà accreditarci la donazione (4950 euro dei 5500 donati, al netto del 10% destinato al fondo perequativo previsto dalla Legge107)”.

Caro sindaco, ti scrivo

Ora non resta, per gli studenti e i professori del Dolci, che l’intervento del sindaco. “È vero che gli antichi classici ci hanno insegnato che la speranza è l’ultima a morire. Ma qui da noi si dice che chi vive di speranza crepa disperato”, scrive ancora Alessi nel suo post. All’apertura delle scuole mancano tre settimane.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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