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Carri armati turchi in Siria, Erdogan "basta terrore"

Istanbul – “La guerra in Siria e’ la ragione per cui la Turchia e’ stata colpita dal terrorismo, sia dei curdi che dell’Isis”. Cosi’ il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’avvio l’intervento delle truppe turche in territorio siriano, “Scudo dell’Eufrate”, scattata alle prime luce dell’alba. L’obiettivo e’ liberare la provincia siriana di Jarablus dai miliziani del ‘califfato’. Raid aerei hanno preparato il terreno all’ingresso dei blindati dell’esercito, la cui avanzata e’ stata possibile grazie al lavoro dell’artiglieria pesante e dei carri armati.Gli obici e i razzi dell’esercito di Ankara hanno iniziato a colpire postazioni dello stato islamico alle 4 del mattino, un’ora e mezza piu’ tardi, secondo l’agenzia Dogan, 63 obiettivi risultavano raggiunti.

Le forze speciali turche sono penetrare in territorio siriano circa 2 ore dopo l’inizio delle operazioni. Il loro ingresso e’ stato facilitato dall’intervento degli F16, che per la prima volta dallo scorso 24 novembre, giorno dell’abbattimento del Sukhoi russo, sono tornati a operare in territorio siriano. Contemporaneamente la zona di confine di Gaziantep veniva dichiarata “Area sottoposta a misure di sicurezza speciali”, il tutto mentre fonti militari riportate dai media turchi, dichiaravano la distruzione di altre 12 postazioni Isis da parte dei carri armati. Le stesse fonti hanno reso nota la distruzione di 70 obiettivi Isis alle 9:30 locali, destinati a diventare 81 un’ora dopo. Contemporaneamente, colpi di mortaio esplosi da postazioni Isis colpivano la cittadina turca di Karkamis, ieri evacuata quasi del tutto per motivi di sicurezza. Le operazioni sono tuttora in fase di svolgimento, in base a quanto riferito dai media turchi, l’esercito di Ankara avrebbe preso posizione all’interno del territorio siriano.

Erdogan ha precisato che le operazioni militari hanno come obiettivo non solo l’Isis ma anche la milizia curda. “Dalle 04:00 di stamane le nostre forze hanno avviato una operazione contro i gruppi terroristici Daesh e PYD che mettera’ fine ai nostri problemi al confine”, ha annunciato.

In Siria la Turchia mira a colpire anche le postazioni delle milizie curde che combattono i jihadisti e che finora erano state supportate dagli Usa che le considerano “la fanteria della coalzione anti-Isis”. Sia l’Isis sia i curdi, infatti, sono considerati da Ankara organizzazioni terroristiche. Dura la reazione ai bombardamenti di Saleh Muslim, leader del Partito dell’Unione democratica (Pyd),la forza politica dei curdi siriani, che ha avertuto: “La Turchia verrà sconfitta in Siria così come l’Isis”. Un altro esponente della Pyd, Aldar Khalil, ha definito l’intervento turco “una violazione della sovranità siriana e una vera dichiarazione di guerra”. Allo stesso modo, l’offensiva turca viene condannata come violazione di sovranità dal governo siriano, secondo cui l’incursione militare ha il solo scopo di sostituire i terroristi dell’Isis con altri terroristi come i ribelli sunniti cosiddetti ‘moderati’.
 
Poche ore dopo l’avvio dell’offensiva, ad Ankara è arrivato il vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden: una visita importante, visto che i rapporti tra Turchia e Usa sono ormai tesissimi dopo il tentato golpe del 15 luglio. Al termine della visita al Parlamento nella capitale turca, Biden ha paragonato le immagini del tentato golpe a quelle degli attacchi dell’11 settembre a New York. Al centro dei colloqui che il vice di Barack Obama avrà con Erdogan e con il premier turco Binali Yildirim ci sarà anche la richiesta avanzata dalla Turchia di estradizione dell’imam Fethullah Gulen, che vive in Pennsylvania ed è considerato la mente del fallito colpo di Stato. (AGI) 
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