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Casaleggio, guru M5S che sognava nuovo ordine da Web

Roma – Stratega, ideologo, guru, Gianroberto Casaleggio, morto a 61 anni, e’ stato l’uomo ombra dei 5 Stelle, un’eminenza grigia discreta ma inconfondibile, anche per quella folta capigliatura alla Branduardi che lo faceva sembrare piu’ un cantante che un ‘dirigente’ politico. Casaleggio e’ stato anche accusato di spionaggio e ritratto come l’uomo che dal suo elegante ufficio nel cuore di Milano muoveva segretamente le fila del movimento, decidendo promozioni ed epurazioni. “Siamo i pazzi della democrazia”, soleva dire dei vertici e dei militanti pentastellati. Di certo era stato lui a mettere a punto l’ideologia e la struttura dei Cinquestelle, offrendo una disciplina alle armate guidate dal carisma di Beppe Grillo.

A denunciare i lati oscuri del guru erano stati soprattutto i dissidenti, cacciati dal Movimento a colpi di clic. Si e’ parlato di consulenti di “programmazione neuro-linguistica” ingaggiati per istruire i parlamentari e persino di una spy story, scoppiata dopo la rivelazione di un controllo che la Casaleggio Associati avrebbe esercitato sulle email dei deputati. “Da noi la democrazia non esiste”, scandi’ Giovanni Favia, consigliere regionale M5S in Emilia Romagna, in un fuori onda trasmesso su Piazzapulita e costatogli l’espulsione.

Esperto di comunicazione, marketing e informatica, Casaleggio ha sempre evitato i riflettori, apparendo in pubblico solo quando ‘costretto’ dall’amico Beppe, sul palco delle manifestazioni del Movimento. Ieratico, schivo (pochissime le interviste), amante dei gatti persiani e visionario al punto da proiettarsi in una sorta di realta’ parallela, Casaleggio profetizzava un nuovo ordine mondiale. Si sarebbe dovuto fondare sulla Rete, con “corrotti e corruttori esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle citta’”. La Casaleggio Associati, fondata nel 2004, era nata con l’obiettivo di sviluppare in Italia una “cultura della Rete”.

Prima dell’avvento del Movimento 5 Stelle, di cui gestisce tutte le infrastrutture informatiche, la societa’ si era occupata del blog di Beppe Grillo e della pagina di Antonio Di Pietro. Oltre a Casaleggio, quote della societa’ appartengono al figlio Davide e ad altri due soci, Luca Eleuteri e Mario Bucchich. (AGI)

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