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Case e terreni, Chiesa da nababbi

Messa inaugurale del pontificato, piazza San Pietro vista dall'altoNella Capitale almeno 115 mila indirizzi sono riconducibili al Vaticano Il patrimonio mondiale supera i duemila miliardi.

Un “tesoro” più ricco del gigante degli Stati Uniti. Un patrimonio mondiale prudenzialmente stimato per un valore che supera i duemila miliardi di euro. Ogni anno oltre 10 mila testamenti lasciati da persone che affidano alla Chiesa i loro beni. A Roma almeno 115 mila indirizzi riconducibili al Vaticano, ciò che in termini assoluti equivarrebbe al 20% dell’intero patrimonio immobiliare italiano. Il forziere del Vaticano è a cinque stelle. Oltre ai soldi, vanta palazzi e terreni. E non tutti abitati e non tutti coltivati. In buona parte dei casi si tratta di proprietà libere e a disposizione. Per cui “ospitare” non è un verbo che indica l’impossibile. È una parola che racchiude sconfinate possibilità. L’apertura di papa Francesco ai profughi, all’esodo di migranti, mette un’ampia toppa al fenomeno disperato dello spostamento di genti da un continente all’altro, dall’Africa e dal Medioriente all’Europa e all’Occidente in genere. Spalanca le porte delle chiese a chi una casa non ce l’ha più e fugge da chi gliel’ha distrutta.

Dal Vicariato di Roma alla Caritas, passando per le Ancelle Francescane del Buon Pastore e l’Arcipretura di Magliano Romano, la Capitale custodisce gran parte del portafoglio che batte bandiera bianca e gialla. Gli addetti lavori citano un dato consolidato negli anni, anche se non ufficiale: in totale, dal nord al sud del Paese, sarebbero almeno 115mila gli indirizzi riconducibili al Vaticano, ciò che in termini assoluti equivarrebbe al 20% dell’intero patrimonio immobiliare italiano. Scorrendo le liste, il caso più impressionante è quello di Propaganda Fide, Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, che conta nel proprio “portfolio” qualcosa come 957 beni tra terreni e fabbricati, in aree spesso di pregio come piazza di Spagna, via Margutta, via del Babuino o via del Governo Vecchio. Dai big agli sconosciuti: anche l’associazione religiosa Santa Sofia per i cattolici ucraini può contare su 24 immobili tra piazza della Madonna dei Monti, via dei Serpenti fino a Grottaferrata. Non solo chiese e luoghi di culto, dunque, come insegna la cronaca in molti cadono nella “tentazione” del turismo religioso, bed & breakfast e case per ferie improvvisate che comunque stimolano tra fatturato e indotto un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Il rischio che il “Dio denaro” prenda il sopravvento c’è, almeno a sentire le parole pronunciate dal prefetto Gabrielli – alle prese con l’emergenza rifugiati – nelle settimane addietro: «Alcuni istituti religiosi – aveva detto il prefetto – hanno fatto marcia indietro perché vedono nel Giubileo maggiori possibilità di business. Mi è crollato il mondo addosso. Ho detto di riferire a questi signori che di business ne faranno poco perché gli requisisco l’immobile».

Luca Caso

http://www.iltempo.it/esteri/2015/09/07/case-e-terreni-chiesa-da-nababbi-1.1454578

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