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Caso Banca Etruria: la difesa della Boschi in cinque punti

Le rivelazioni del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, sui colloqui con Maria Elena Boschi su Banca Etruria, aumentano la pressione sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio, accusata di conflitto di interessi per la presenza del padre Pier Luigi nel management dell’istituto in qualità di vicepresidente di una società legata al territorio dove Boschi è stata eletta. L’ex ministro delle Riforme, però, non cede e nega di aver agito per aiutare la sua famiglia ma di aver rispettato il proprio ruolo istituzionale nel manifestare preoccupazione per la possibile acquisizione della banca aretina da parte di Popolare Vicenza (anch’essa poi finita nella bufera per una gestione poco trasparente che ne ha affondato i conti con gravi danni per gli obbligazionisti). E, dopo essersi difesa in un’intervista a Otto e Mezzo, torna sul punto in un colloquio con Repubblica

“Ho incontrato Vegas su mia richiesta solo una volta”

“Ho incontrato più volte il presidente Vegas. La prima su mia richiesta, poco dopo la mia nomina a ministro, andai a trovarlo in Consob nel marzo 2014 per presentarmi, come capita con i rappresentanti delle istituzioni. In quell’occasione mi invitò a pranzo in un ristorante a Milano, tanto era segreto il nostro incontro. In seguito, l’ho visto altre volte su sua richiesta. Alcune volte ci siamo incontrati al ministero, una volta a casa sua a cena con molte altre persone, comprese personalità pubbliche. E rare volte ci siamo visti da soli al ministero”. Quanto all’sms di Vegas che le chiedeva un incontro privato a casa sua alle 8 del mattino a casa sua, risale al maggio 2014. “Mi sembrò inusuale”, osserva Boschi, “visto che non avevamo un rapporto di confidenza, e gli dissi che avrei preferito vederci al ministero o alla Consob. Mi pareva più corretto per il ruolo di entrambi vederci in un luogo istituzionale. Mi stupisce che oggi (ieri, ndr) in commissione Vegas si sia ricordato di tante cose e non di questo sms tra i vari che mi ha inviato”.

“Non ho mai chiesto di intervenire sulla fusione”

“Abbiamo parlato dell’attività di Consob e del programma di riforme del governo Renzi. Abbiamo quindi parlato delle difficoltà in generale del sistema bancario italiano, anche quelle di Banca Etruria. Mi sono limitata a rappresentare le preoccupazioni mie e del territorio aretino rispetto alla prospettiva di una aggregazione con la Popolare di Vicenza per il futuro del settore orafo. Come ha sottolineato lo stesso Vegas, non ho chiesto alcun intervento sulla possibile fusione, nessun interessamento a favore di Banca Etruria e tanto meno di mio padre. Nessuna pressione, nessuna interferenza. Ho fatto quello che fanno normalmente i membri del governo e del Parlamento”. 

“Ho menzionato mio padre per ragioni di trasparenza”

“Parlando di banche, ho rappresentato a Vegas la possibilità che mio padre diventasse vicepresidente di Banca Etruria. Tutto qui. Sarebbe stato strano il contrario, visto il ruolo di Consob. Era una questione di trasparenza”.Conflitto d’interesse? “Ma di cosa parliamo? In cosa avrei favorito mio padre che, grazie al governo di cui facevo parte, è stato mandato a casa, né più né meno degli altri membri del cda”.

“Non ho seguito io il dossier banca Etruria”

“Ho espresso preoccupazioni come le ho espresse per i risparmiatori di altre banche ma non sono stata io a seguire la vicenda Etruria. Lo hanno fatto Padoan e Delrio. Non le sembrerebbe strano, però, se a fronte di una situazione che rischiava di lasciare senza lavoro 2000 dipendenti e di privare dei risparmi i correntisti non avessi mostrato interesse e preoccupazione? Non potevo esprimere un’opinione?”

“Mi attaccano per attaccare il Pd”

“Non ho intenzione di dimettermi sulla base di bugie dette da altri. Sono due anni che ripetono che ho mentito in Parlamento ma non è vero. Si cerca, attaccando me, di mettere in discussione un intero progetto politico”. E proprio dalla commissione d’inchiesta sulle banche “si scopre che, a differenza di quello che si legge sui giornali, non è una piccola banca del territorio come Etruria l’origine di tutti i mali del Paese”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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