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Cassazione: unioni di fatto, casa assegnata a chi ha affido figli

(AGI) – Roma, 11 set. – Nelle convivenze di fatto – proprio come per le coppie sposate – in presenza di minorenni nati dall’unione, la casa familiare e’ assegnata al genitore che vive con i figli anche se non e’ proprietario dell’immobile, titolare di un contratto di affitto o di altra posizione giuridica qualificata. Lo stabilisce la prima sezione civile della Cassazione, sottolineando che il genitore con cui i figli vivono, “in virtu’ dell”affectio’ che costituisce il nucleo costituzionalmente protetto della relazione di convivenza e’ comunque detentore qualificato dell’immobile ed esercita il diritto di godimento su di esso in posizione del tutto assimilabile al comodatario, anche quando proprietario esclusivo sia l’altro convivente”. La Suprema Corte ha cosi’ accolto il ricorso di una donna, citata in giudizio da una societa’ immobiliare: quest’ultima voleva ottenere il rilascio di una casa, a suo dire occupata senza alcun titolo dalla signora. L’immobile, di proprieta’ dell’ex convivente della donna, era stato poi venduto, ma in esso aveva continuato a risiedere la signora con le figlie minorenni nate dall’unione di fatto. I giudici di merito avevano dato ragione alla societa’ immobiliare, ma i giudici di piazza Cavour hanno ribaltato il verdetto. Un convivente ‘more uxorio’ del proprietario dell’immobile “riveste la qualita’ di detentore qualificato – si legge nella sentenza depositata oggi – essendo il suo diritto personale di godimento sul bene del tutto equiparabile a quello riconducibile alla posizione del comodatario”. Altro principio da tenere a mente, ricorda la Cassazione, e’ “l’equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio a quelli nati all’interno di esso”, per cui “il diritto dei figli minori nati fuori dal matrimonio alla conservazione dell’habitat familiare costituisce una soluzione interpretativa – conclude la Corte – costituzionalmente necessitata”. .
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