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Catalogna, vittoria indipendentisti Il Cup incita alla "disobbedienza"

(AGI) – Barcellona, 28 set. – Nelle elezioni in Catalogna i due partiti indipendentisti hanno conquistato il 47,8% dei voti e 72 seggi su 135: quindi maggioranza assoluta dei seggi ma non quel plebiscito di oltre meta’ dei voti che avrebbe voluto il governatore Artur Mas per lanciare la sua campagna per la secessione da Madrid. La conferma e’ arrivata dai dati definitivi diffusi nella notte che hanno assegnato alle due formazioni piu’ di un milione e 900mila voti. Al principale blocco secessionista, Junts pel Si, e’ andato il 39,6% dei consensi e al Cup l’8,21%. Intanto il leader di Candidatura d’unita’ popolare (Cup), Antonio Banos, ha invitato a una campagna di disobbedienza civile contro lo Stato spagnolo. “La sovranita’catalana e’ chiara”, ha affermato il leader della formazione di sinistra in un discorso davanti ai suoi sostenitori nella notte, “da domani, la legge potra’ e dovra’ essere disobbedita dai catalani”. L’invito alla popolazione e’ a disobbedire quelle che ha definito come “le leggi ingiuste”. Ora il Cup, formazione di sinistra anticapitalista, dovra’ negoziare con il blocco conservatore di Mas (formato da conservatori, da una piccola formazione della sinistra repubblicana e da associazioni indpendentiste) un governo che punta a proclamare la secessione entro il 2017. Possibile che in cambio dell’osteggiata conferma di Mas, il Cup chieda un programma di ambiziose riforme sociali. L’affluenza e’ stata del 77,46% dei cinque milioni e mezzo di aventi diritto, un record storico superiore del 9% rispetto alle elezioni del 2012. Male le formazioni anti-indipendenza in quella che era vista come la piu’ importante consultazione elettorale della Spagna post-franchista: cantano vittoria solo i centristi moderati anti-sistema di Ciudadanos (17,9% e 25 seggi). I socialisti tengono ma si fermano a 16 seggi (12,7%), la sinistra di Catalunya Si’ que es Pot ne ottiene 11 (8,9%), come il Partito popolare del premier Mariano Rajoy (all’8,5%) che ora rischia di venir spazzato via alle elezioni politiche di dicembre, in cui proprio Ciudadanos potrebbe sottrargli voti moderati. (AGI) .
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