TwitterFacebookGoogle+

Catene, alcol e alunni seviziati «Provolo, la stanza dell’orrore»

Minori abusati in Argentina, mandato di cattura internazionale per una suora.

Un «nascondiglio segreto» dove le vittime venivano incatenate e seviziate. In Argentina l’hanno subito definita «stanza degli orrori». E così l’inchiesta sugli abusi, denunciati da almeno una sessantina di sordomuti che frequentavano la sede argentina del Provolo, approda a una delle due pagine più inquietanti. Mentre scatta il mandato di cattura internazionale per una suora.

Un «nascondiglio segreto» dove le vittime venivano violentate e da cui non sarebbero mai potute fuggire. In Argentina l’hanno subito definita «stanza degli orrori». E così l’inchiesta sugli abusi, denunciati da almeno una sessantina di sordomuti che frequentavano la sede argentina del Provolo a Lujàn, approda a una delle due pagine più inquietanti.

Tutto è partito dall’interrogatorio di una ragazza: al magistrato che indaga sul prete veronese don Nicola Corradi e su altre quattro persone tra religiosi e dipendenti dell’Istituto, quell’ex alunna (che ora ha 18 anni) stava raccontando delle violenze perpetrate su di lei al Provolo quando, a un certo punto, ha fatto riferimento a una «stanza segreta» dove sia lei che altre vittime sarebbero state costrette a soggiacere alle più turpi nefandezze da parte degli arrestati. Dentro quella specie di «nascondiglio», ha continuato la giovane nel corso della sua sconvolgente testimonianza resa davanti al pubblico ministero Gustavo Stroppiana, quei «cinque bruti ci tenevano prigionieri legandoci con delle catene attaccate al muro e così ci impedivano di fuggire mentre ci costringevano a piegarci alle loro volontà».

Sconvolto da tanti particolari e dettagli di cui finora la procura non aveva mai avuto notizia, nelle scorse ore il magistrato ha chiesto e ottenuto di poter effettuare una perquisizione urgente all’interno dell’Istituto, che da qualche settimana è chiuso su decisione del governo argentino proprio alla luce degli agghiaccianti crimini di cui sarebbe stata teatro la sede argentina del Provolo, crimini che via via stanno venendo alla luce grazie alle denunce di decine e decine di vittime. Scortato da telecamere e fotografi, il pm si è dunque recato di persona presso l’Istituto per trovare conferma o meno sull’esistenza della «stanza degli orrori». E, purtroppo, la ragazza nulla aveva aggiunto alla più cruda e terribile verità: uscendo dal Provolo, infatti, lo stesso magistrato ha comunicato ai giornalisti di aver «visto il nascondiglio segreto dove avvenivano le violenze».

Trovarlo, però, non è stato agevole: «Arrivarci è difficile: dopo cinque rampe di scale che non sono continuative ma ad ostacoli – ha riferito il pm Stroppiana –, l’abbiamo finalmente individuato. Siamo giunti fino alla soffitta, un percorso impervio. Devi salire al primo piano, camminare alcuni metri, salire ancora a un altro piano, fino a giungere alla soffitta. Lì è tutto molto tetro e oscuro, proprio come ci aveva detto la ragazza. La stanza si apre attraverso una botola nascosta. Dentro, poi, al posto delle catene descritte dalla giovane abbiamo trovato il buco alla parete dove, a prima vista, dovevano trovarsi proprio le catene». L’ipotesi è che qualcuno, dopo che è scoppiata l’inchiesta scandalo, abbia provveduto a rimuoverle e così adesso, per appurarlo, è tutto sotto sequestro e in mano alla locale polizia scientifica per i rilievi.

Intanto, l’avvocato Silvio Salinas che assiste gli ex alunni e i loro familiari in qualità di parte civile ha aggiunto che, a detta della ragazza, in quella stanza dell’orrore sarebbero entrate anche alcune suore e avrebbero assistito alle violenze senza nemmeno cercare di intervenire. A supporto di questa tesi va registrato il mandato di cattura internazionale per la suora giapponese Kosaka Kumiko, che avrebbe nascosto gli abusi denunciata dalla ragazza ora maggiorenne.La testimone ha riferito che ad averla portata per la prima volta in quel nascondiglio sarebbe stato Horacio Corbacho, il prete di 56 anni tuttora detenuto insieme ai coindagati (tranne Corradi a cui sono stati concessi i domiciliari in ragione dei suoi 82 anni) nel carcere di Boulogne Sur Mer, ma che lì dentro avrebbero abusato di lei anche gli altri quattro arrestati.

Non è ancora finita: nel film dell’orrore, infatti, va aggiunto che per voce della procura è giunta conferma che dalla «stanza segreta» sono spuntati anche centinaia di dvd e video dai contenuti pedopornografici, tutti camuffati con insospettabili copertine come quella sul disneyano «Re Leone». Trovate inoltre «quasi 300 chiavi dentro due grandi insalatiere» oltre a sette computer e a «una grande quantità di bottiglie di bevande alcoliche come Fernet, birra e vino». Alcolici che, hanno subito tenuto a precisare gli investigatori, non erano certo quelli che si utilizzano nelle messe. Tutt’altro.

Laura Tedesco

Dal Corriere di Verona del 2-4-17

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.