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Cav per linea dura, poi frena. FI divisa, sbagliate mosse Colle

(AGI) – Roma, 29 gen. – La colpa e’ tutta di Matteo Renzi. E’ lui che ha tradito, che non ha mantenuto la parola data, che ha deciso di andare avanti da solo, ponendo cosi’ lui, e non Silvio Berlusconi, “un preciso altola’ sulle riforme”. E’ questa la linea ufficiale di Forza Italia al termine di una giornata convulsa, in cui il leader azzurro ha tentato fino all’ultimo di ‘salvare la faccia’, non dare l’immagine di colui che subisce i diktat del premier. Certo, la rabbia e’ tanta. Berlusconi con i suoi parla apertamente di una pugnalata alle spalle, Renzi mi ha ingannato, mi ha fatto fare la figura del fesso. Ieri, a palazzo Chigi, e’ stato ancora lo sfogo del Cavaliere, mi ha messo all’angolo, spalle al muro, mettendomi davanti ad un semplice e categorico ‘prendere o lasciare’. Ma fino a questa mattina, viene raccontato da autorevoli fonti azzurre, Berlusconi e’ apparso ai piu’ stretti e fidati collaboratori un po’ indeciso, tentato dal non rompere completamente con Renzi. A spingere affinche’ non si mettesse la parola fine su Mattarella anche Gianni Letta, di buon mattino ricevuto a palazzo Grazioli assieme a Fedele Confalonieri. Rumors interni a Forza Italia accreditano parte della responsabilita’ del no a Mattarella a famiglia e aziende (brucerebbe ancora lo ‘smacco’ subito sulla legge Mammi’). Per altre fonti il pressing perche’ non si cedesse ai ricatti renziani sarebbe arrivato dal ‘cerchio magico’, dai big azzurri che fanno la spola tra palazzi e residenza romana del Cavaliere. Ma c’e’ una larga fetta del partito, che finora ha appoggiato la linea del Nazareno, che rimprovera a Berlusconi un errore su tutta la linea: dovevi intestarti subito – e’ il ragionamento – la candidatura di Mattarella, rivendicarla come frutto di una condivisione. E comunque, e’ la critica mossa al ‘capo’, se poi decidi di non votarlo, allora si va avanti con la schiena dritta e si lascia l’Aula, come facemmo due anni fa per Prodi. Insomma, se da una parte Fitto e i suoi ‘gongolano’, e mirano ad andare subito all’incasso (l’europarlamentare azzurro chiede subito l’azzeramento di tutti i vertici del partito), dall’altra chi e’ sempre stato fedele a Berlusconi non gli risparmia, seppure in camera caritatis, critiche e errori. La partita Quirinale ce la siamo giocata malissimo, scuote la testa un big di piazza San Lorenzo in Lucina. E ora, con la scelta di votare scheda bianca magari, e’ l’amarezza manifestata da un altro berlusconiano della prima ora, rischiamo persino che nel segreto dell’urna qualcuno dei nostri o di Ap aiuti Renzi al quarto scrutinio. Si’, perche’ la convinzione che si sta diffondendo tra i forzisti e’ che non e’ cosi’ scontato il risultato: vediamo, ci sono ancora due giorni davanti. Nel mirino finiscono alcuni ‘consiglieri del capo’, rei a dire di diversi azzurri di aver garantio al Cavaliere che il nome di Renzi sarebbe stato un altro. Per il momento Berlusconi – che in serata ha dovuto far rientro ad Arcore – resta dell’idea che il tradimento di Renzi non possa passare sotto traccia (sono dispiaciuto, confessa, ma rimango combattivo). E cosi’, complice la forte irritazione e lo smacco che ancora brucia, ma anche la necessita’ di non prestare il fianco ai suoi detrattori, si presenta davanti ai grandi elettori azzurri e prova a mostrare i muscoli: “Vediamo se hanno i voti per eleggerselo da solo…”. Indica in Renzi il traditore, ipotizza una fuoriuscita di Ap dal governo (non subito, pero’), spingendosi fino ad affermare che il Patto del Nazareno allo stato attuale non ha piu’ ragione d’essere. Poi, entrato in macchina, si gira verso un fedelissimo e chiede: ho esagerato? Tanto da inviare piu’ tardi Toti davanti alle telecamere per correggere il tiro: “Il patto del Nazareno non riguarda il Quirinale. Quindi, togliamolo dal tavolo, e ritengo che sia ancora in vita, ma e’ piu’ debole e fragile”. In serata, la responsabile comunicazione Bergamini dichiara: “Renzi ha deciso da solo e questa condotta ha l’effetto di porre un preciso altola’ al prosieguo del percorso delle riforme”. Del resto, Berlusconi e’ consapevole di non avere il coltello dalla parte del manico. Anche Alfano, che sul Quirinale tiene il punto e non molla Berlusconi, precisa pero’ che la vicenda non ha nulla a che fare con il governo. Rompere il patto del Nazareno per il Cavaliere avrebbe un prezzo troppo alto. Cosi’ avere al Colle un ‘nemico’. Da qui anche, viene spiegato, la scelta di votare scheda bianca, “per rispetto”, spiega l’ex premier agli azzurri. Non solo. Berlusconi si premura di farlo sapere al candidato, e lo chiama al telefono. La partita Colle sara’ pure persa, e’ stato in larga misura il ragionamento, ma non possiamo farci terra bruciata intorno. .
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