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Cazeneuve, ancora incerto legame tra stragista Nizza e Isis

Parigi – Il governo francese non è ancora convinto che vi sia un legame tra lo stragista di Nizza e lo Stato islamico, nonostante quest’ultimo abbia definito Mohamed Lahouaiej-Bouhle un “soldato” a disposizione del califfato. Le connessioni, ha spiegato il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, a Rtl, “non sono state ancora stabilite” e, ha continuato, “non possiamo escludere il caso di un individuo squilibrato e molto violento” che “attraverso una rapida radicalizzazione è arrivato a commettere questo crimine”. Cazeneuve se l’è poi presa con Nicolas Sarkozy, che domenica aveva accusato il governo di “non aver fatto in 18 mesi ciò che andava fatto”: le dichiarazioni dell’ex capo dello Stato, ha sottolineato il ministro dell’Interno, sono “vergognose” e “irrispettose del momento di lutto”. 

La polizia francese ha intanto arrestato un uomo e una donna albanesi che avrebbero aiutato l’autore della strage di Nizza a procurarsi la pistola calibro 7,65 trovata nel camion. Con questa arma Mohamed Lahouaiej Bouhlel sparò contro i poliziotti che cercarono di fermare la corsa del camion. Secondo l’emittente Bouhlel non entrò in contatto diretto con i due albanesi, ma riuscì ad avere la pistola da un “intermediario”, che e’ tra le altre 4 persone fermate dopo la strage. Lo stesso intermediario sarebbe il destinatario dell’sms inviato dal 31enne tunisino 18 minuti prima di cominciare il massacro in cui chiedeva di avere “piu’ armi”. E’ stata invece rilasciata la moglie di Lahouaiej-Bouhlel, tornata libera una volta scadute le 48 ore del fermo di polizia senza che nei suoi confronti venisse richiesta un’incriminazione per terrorismo.

Gli inquirenti hanno rivelato che Bouhlel fece almeno due sopralluoghi  sulla promenade di Nizza con il Tir noleggiato per la strage lunedì e martedì, i due giorni precedenti la strage. Una fonte vicina alle indagini citata dal quotidiano ha precisato che dall’esame del telefono cellulare e di un computer trovato nell’appartamento di Bouhlel non è stato trovato però alcun “materiale di propaganda”. 

Dagli interrogatori di centinaia di persone seguiti all’attacco, in molti hanno affermato che l’attentatore mostrava di aver fatto un percorso religioso. ​Sabato l’Isis ha rivendicato l’attacco in un comunicato in cui ha sostenuto che Lahouaiej-Bouhlel  “è uno dei soldati dello Stato islamico, e ha risposto agli appelli che incitavano a colpire i cittadini dei paesi della Coalizione”. Il messaggio è stato diffuso sui social network dall’agenzia di stampa “Amaq”, che fa capo alla formazione jihadista, ed è stato ripreso da diversi media arabi tra cui “Sky Arabia”.

Sul fronte delle vittime, sono stati rintracciati altri italiani che si trovavano a Nizza nel giorno della strage e che risultavano dispersi. Lo si apprende dalla Farnesina, che non vuole fornire numeri in questa fase delle ricerche. Dopo giorni di ansia è stata rintracciata una famiglia ebraica italo-canadese – Salvatore Sal Sermoneta con la moglie Wioleta e la figlioletta Siead – della quale non si avevano notizie dalla sera dell’attentato. La famiglia si trovava in vacanza in Inghilterra. Sabato era stata ritrovata all’ospedale Pasteur Marinella Ravotti, la donna del Cuneese di cui non si avevano notizie dalla sera del tragico attentato di Nizza. Il marito della donna, Andrea Avagnina, era stato trovato ieri sempre al Pasteur, ed è tutt’ora ricoverato in prognosi riservata. (AGI)

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