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C’è più corruzione che ai tempi di Tangentopoli. Lo pensa un italiano su due

Quasi un italiano su due ritiene che oggi in Italia ci sia ancora più corruzione che ai tempi di Tangentopoli. E, rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti, è comunque un miglioramento. Questo emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo su un campione di mille intervistati. Venticinque anni dopo quel 17 febbraio del 1992, quando l’arresto di Mario Chiesa avviò la stagione delle inchiesti milanesi del pool di “Mani Pulite”, il 48% degli italiani ritiene che il problema della corruzione si sia addirittura aggravato, mentre per il 42% rimane diffuso come prima. “Appena un intervistato su 10 è convinto che il fenomeno in Italia sia oggi meno grave rispetto ai giorni di Mani Pulite”, sottolinea il direttore di Demopolis, Pietro Vento.

Eppure si tratta di un risultato migliore di quanto era emerso da un’altra rilevazione di Demopolis condotta per conto dell’Espresso nel marzo 2015, nei mesi successivi alla bufera di Mafia Capitale. Allora erano stati sei su dieci gli italiani che avevano affermato di ritenere la piaga della corruzione ancora più purulenta che ai tempi delle inchieste che decapitarono un’intera classe politica. Il 37% aveva sostenuto di ritenere la situazione immutata mentre solo il 3% aveva segnalato un miglioramento. 

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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