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C’è un po’ di Uomo di Neanderthal in tutti noi

NeanderthalLo rivelano un team di genetisti di Harvard. 
Si sono estinti più di 30.000 anni fa, eppure con loro abbiamo in comune molto di più di quanto avessimo immaginato. Sul New York Times Carl Zimmer racconta una nuova affascinante scoperta dell’antropologia, che ci avvicina ancora di più a uno dei nostri antenati: l’uomo di Neanderthal.

IL DNA DELL’UOMO DI NEANDERTHAL – Nel 2010, spiega Zimmer, gli scienziati hanno scoperto che i Neanderthal avrebbero dato origine a una specie ibrida, accoppiandosi con gli esemplari di Homo sapiens – da cui discendiamo tutti noi. Dal quella scoperta le ricerche sul DNA dei Neanderthal non si sono fermate, e oggi gli esperti hanno annunciato di aver trovato alcuni geni che, migliaia di anni dopo, sono al centro di numerose questioni mediche come ad esempio gli studi sul diabete sulle malattie della pelle o sulla fertilità.

SELEZIONE NATURALE – I primi ibridi sarebbero nati tra i 37.000 e gli 85.000 anni fa, quando i Neanderthal erano una specie molto numerosa, ma per riconoscerli come tali agli scienziati dei nostri giorni serviva una mappatura completa del genoma dei Neanderthal, che è stata completata dopo anni di studi. Confrontando i geni di questi uomini preistorici con quelli degli uomini attualmente viventi si è palesata la presenza di geni che, ieri come oggi, sono ancora attivi e molto comuni nella maggior parte della popolazione globale. «Questo fatto si deve al meccanismo di selezione naturale – ha spiegato David Reich della Harvard Medical School, leader dello studio pubblicato su Nature  – I geni utili vengono tramandati di generazione in generazione e questo dimostra che quei geni erano utili ai ceppi non africani per adattarsi al nuovo ambiente» come, ad esempio, per adattare la propria pelle ai climi dell’Asia e dell’Europa.

QUEI GENI ARRIVATI FINO A NOI – Oggi, quei geni sarebbero responsabili delle caratteristiche di capelli e pelle, e hanno a che fare con la predisposizione genetica verso il diabete, la cirrosi, il morbo di Crohn e addirittura il lupus. Ora gli scienziati vogliono andare avanti: «L’esperimento è già stato fatto, milioni di anni fa – conclude Reich – Ora possiamo studiarlo».

http://www.giornalettismo.com/archives/1330435/ce-un-po-di-uomo-di-neanderthal-in-tutti-noi/

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