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CECILE KYENGE

Dall’Unità  La battaglia contro le nuove forme di schiavitù riguarda tutti. La ricattabilità degli stranieri si ripercuote sugli italiani, perché quando il mercato del lavoro è malato, tutti sono costretti a concorrere facendo sconti sui diritti acquisiti. Inoltre il caporalato e il grave sfruttamento nelle campagne non sono nati con i braccianti stranieri: è una piaga che l’Italia conosce da secoli. Chissà se proprio sulle terre dove ritorna la pratica arcaica e vile del caporalato, potrà nascere una nuova stagione di lotte e conquiste, se è proprio dagli ultimi che potranno tornare a crescere i diritti di tutti e la dignità del lavoro.Il principio da cui dobbiamo partire è: mai più ghetti, mai più schiavitù. Il mio ministero seguirà da vicino quello che accade in questi territori. Ma per raggiungere il risultato c’è bisogno di mettere insieme le forze: il governo, i sindacati, le associazioni, le forze dell’ordine, gli enti locali, il mondo produttivo. Ed anche scuole, parrocchie, la società civile tutta deve aprire gli occhi e guardare cosa succede a pochi passi dalle loro case ed intraprendere un cammino di consapevolezza e responsabilità.

Original Article >> http://donfrancobarbero.blogspot.com/2014/01/cecile-kyenge.html

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