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Ceta avvicina sponde Atlantico ma restano critiche

(AGI) – Bruxelles, 30 ott. – Unione europea e Canada hanno firmato il Ceta, l’accordo bilaterale per il libero scambio. La firma e’ stata apposta in occasione del summit Ue-Canada, in corso a Bruxelles. Per il Canada ha firmato il primo ministro, Justin Trudeau. Per l’Unione europea hanno firmato i presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, insieme a Robert Fico, primo ministro della Slovacchia, il cui governo detiene la presidenza di turno del Consiglio.
La firma permette l’avvio di ratifica dei ventotto parlamenti degli Stati membri dell’Ue. Solo una volta completati tutti gli iter di ratifica il Ceta potra’ essere in vigore. E’ prevista tuttavia l’applicazione provvisoria, dopo che i ministri dei Ventotto daranno il loro assenso e dopo che lo avra’ dato anche la Plenaria del Parlamento europeo, probabilmente il prossimo gennaio (sessione del 16-19 gennaio).
Con la firma dell’accordo di libero commercio tra Ue e Canada, il cosiddetto Ceta, le due sponde dell’oceano Atlantico sono piu’ vicine. “E’ un gran giorno per l’Unione europea”, ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. L’accordo prevede la soppressione del 99% delle tariffe doganali tra le due regioni, e’ considerato un modello per futuri accordi commerciali dell’Unione ma e’ stato fortemente criticato, esattamente come quello ancora in discussione con gli Usa, il Ttip.
In sintesi, ecco cosa prevede.
– UN UNICO SPAZIO DI LIBERO COMMERCIO: l’Accordo Economico e Commerciale Globale, meglio noto come Ceta dal suo acronimo in inglese, unira’ circa 35 milioni di canadesi e circa 510 milioni di europei in unico spazio di libero commercio. In sostanza saranno cancellate circa 9mila tariffe.
– IL CONTESTO, UE E’ il SECONDO PARTNER COMMERCIALE DEL CANADA DOPO GLI USA. IL CANADA IL 12ESIMO DELL’UE
L’Ue e’ per il Canada il secondo partner commerciale dopo gli Usa e rappresenta quasi il 10% del suo commercio estero. Il Canada e’ il 12* partner commerciale piu’ importante dell’Ue. Il volume degli scambi di merci tra Ue e Canada ha raggiunto nel 2015 i 53 miliardi di euro l’anno, 28 miliardi in servizi. La Commissione Ue stima che con il Ceta gli scambi possano aumentare di 12 miliardi l’anno. Nel 2012 gli investimenti europei in Canada ammontavano a circa 260 miliardi di euro, mentre gli investimenti diretti canadesi nella Ue hanno superato i 142 miliardi di euro.
– RAPIDA ELIMINAZIONE DI QUASI TUTTI I DAZI, MA NON PER I PRODOTTI ‘SENSIBILI’
Il Trattato prevede la rapida eliminazione di quasi tutti i
dazi doganali. Entro 7 anni dall’entrata in vigore non ci sara’
piu’ alcun dazio doganale sui prodotti industriali e sulla
quasi totalita’ dei prodotti agricoli ed alimentari (inclusi
vino ed alcolici). La soppressione dei dazi doganali non interessera’ i prodotti considerati ‘sensibili’, come la carne di bovino e di maiale canadesi esportati in Ue. L’accordo garantira’ inoltre una protezione aggiuntiva a 145 prodotti europei con denominazione di origine controllata.
– CHIAVI DI LETTURA: il Canada ottiene maggiore e miglior accesso a un mercato di 500 milioni di persone, con vantaggi per le sue imprese che non hanno altre grandi potenze come gli Usa o il Giappone. Gli europei risparmieranno piu’ di 500 milioni di euro l’anno in tariffe doganali. La protezione dei brevetti europei in Canada passa da 20 a 22 anni, si rafforzano il diritto d’autore, migliora la convalida dei titoli universitari e professionali, piu’ facile l’espatrio di lavoratori.
-ACCESSO AGLI APPALTI PUBBLICI CANADESI PER LE AZIENDE EUROPEE
Per le imprese europee aumenteranno le quote di accesso agli appalti pubblici in Canada, in settori come le telecomunicazioni, l’energia, i trasporti, anche a livello di citta’ e province che gestiscono una parte importante della spesa pubblica (un notevole passo in avanti, perche’ e’ gia’ assicurato un ampio accesso ai mercati europei alle imprese canadesi).
– SICUREZZA ALIMENTARE E AMBIENTALE IN EUROPA NON CAMBIANO
L’accordo non modifichera’ le regole europee su sicurezza alimentare o protezione dell’ambiente, perche’ le aziende canadesi non potranno esportare prodotti che non rispettino le norme dell’unione. Non sara’ permesso l’export canadese di organismi geneticamente modificati ne’ della carne bovina trattata con ormoni della crescita.
– LE PERPLESSITA’
I movimenti di sinistra e no-global hanno criticato il Ceta innanzitutto per l’opacita’ con cui e’ avvenuto il negoziato; lo considerano inoltre il ‘cavallo di Troia’ dell’accordo Ttip e ritengono che porti vantaggi alle multinazionali ma non ai cittadini.
L’ambito che ha destato maggiori tensioni e che ha creato lo stallo per l’opposizione del Parlamento regionale bellga della Vallonia e’ stato quello degli arbitraggi. L’accordo prevede infatti che le multinazionali che si ritengano penalizzate da una qualche decisione dello Stato ospite (una decisione che abbia cambiato le condizioni stabilite nell’intesa iniziale) possano cercare una soluzione della controversia con una conciliazione o un arbitrato. E’ il meccanismo che ha consentito per esempio alla multinazionale del tabacco Philip Morris di agire contro l’Uruguay per la sua politica contro il tabagismo e al gigante minerario Oceanagold di portare dinanzi alla giustizia El Salvador che gli aveva negato un permesso di esplorazione per motivi ambientali. Proprio per le perplessita’ che suscitavano gli arbitraggi privati, si e’ stabilito che saranno Ue e Canada a scegliere i 15 giudici dell’ICS, Investment Court System, le cui udienze saranno pubbliche e che dovranno risolvere le controversie. Si sono inoltre rafforzati i codici di condotta ed e’ stato introdotta la possibilita’ di appello.
– CALENDARIO, UN PROCESSO CHE POTREBBE ESSERE MOLTO LUNGO:
Il Parlamento europeo approvera’ l’accordo il prossimo 17 gennaio e automaticamente si applichera’ il 95% dell’accordo. Ma per essere pienamente vigente il Ceta dovra’ essere ratificato dai Parlamenti dei 28 Paesi membri, un processo che si preannuncia lungo e incerto, oltreche’ inedito. In particolare il meccanismo di arbitraggio tra Stati e multinazionali non sara’ vigente fino a quando non sara’ terminato il complesso processo di ratifica da parte dei 28 paesi dell’Unione, un processo che pero’ potrebbe richiedere anni. (AGI)
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