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Ceta, come funziona l'accordo Ue-Canada che vale 65 miliardi

Via libera del Parlamento europeo al Ceta, l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione Europea. Con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astensioni a Starsburgo è stato ratificato il Comprehensive Economic and Trade Agreement. Dopo l’accordo politico il Parlamento europeo lo ha ratificarlo, ma per entrare in vigore l’accordo dovrà essere approvato anche dai parlamenti nazionali e regionali dei 28 Stati membri.

L’Ue è per il Canada il secondo partner commerciale dopo gli Usa e rappresenta quasi il 10% del suo commercio estero. Un rapporto impari, visto che per l’Europa il Canada è dodicesimo nella classifica dei rapporti commerciali.


Quello che c’è da sapere

  • Il volume degli scambi di merci ha raggiunto nel 2015 i 53 miliardi di euro l’anno
  • Ue e Canada si scambiano 28 miliardi in servizi 
  • La Commissione Ue stima con il Ceta un aumento di 12 miliardi l’anno.
  • Nel 2012 gli investimenti europei in Canada ammontavano a circa 260 miliardi di euro
  • Gli investimenti diretti canadesi in Ue hanno superato i 142 miliardi di euro

Cosa prevede l’accordo commerciale 

Il Comprehensive Economic and Trade Agreement ha l’obiettivo di generare crescita e posti di lavoro attraverso la promozione degli scambi commerciali e il rafforzamento delle relazioni economiche e introduce nuovi standard su salute, diritti sociali, sicurezza alimentare e ambientale.

  • Un unico spazio di libero commercio: l’Accordo Economico e Commerciale Globale, meglio noto come Ceta dal suo acronimo in inglese, unirà circa 35 milioni di canadesi e circa 510 milioni di europei in unico spazio di libero commercio. In sostanza saranno cancellate circa 9mila tariffe.
  • Eliminazione del 99% dei dazi: Il Trattato prevede l’eliminazione di quasi tutti i dazi doganali. Entro 7 anni dall’entrata in vigore non ci sarà più alcun dazio doganale sui prodotti industriali e sulla quasi totalità dei prodotti agricoli ed alimentari (inclusi vino ed alcolici). 
  • Sicurezza alimentare: La soppressione dei dazi doganali non implicherà un abbassamento degli standard dell’Ue; le importazioni dal Canada dovranno essere conformi a tutta la regolamentazione e a tutte le disposizioni europea in materia di prodotti e non interesserà i prodotti considerati ‘sensibili’, come la carne di bovino e di maiale canadesi esportati in Ue. Il Ceta garantirà, inoltre, una protezione aggiuntiva a 145 prodotti europei con denominazione di origine controllata. 
  • Accesso agli appalti pubblici canadesi per le aziende europee: Per le imprese europee aumenteranno le quote di accesso agli appalti pubblici in Canada, in settori come le telecomunicazioni, l’energia, i trasporti, anche a livello di citta’ e province che gestiscono una parte importante della spesa pubblica (un notevole passo in avanti, perché è già assicurato un ampio accesso ai mercati europei alle imprese canadesi).
  • Nuovo modello per le controversie fra investitori e Stati: il tradizionale meccanismo per le controversie tra investitori e Stati fondato sugli arbitrati privati è sostituito da un nuovo sistema giudiziario per la protezione degli investimenti. E’ il meccanismo che ha consentito per esempio alla multinazionale del tabacco Philip Morris di agire contro l’Uruguay per la sua politica contro il tabagismo e al gigante minerario Oceanagold di portare dinanzi alla giustizia El Salvador che gli aveva negato un permesso di esplorazione per motivi ambientali. Proprio per le perplessità che suscitavano gli arbitraggi privati, si è stabilito che saranno Ue e Canada a scegliere i 15 giudici dell’ICS, Investment Court System, le cui udienze saranno pubbliche e che dovranno risolvere le controversie. Si sono inoltre rafforzati i codici di condotta ed è stata introdotta la possibilità di appello.    
  • Facilitazioni per l’espatrio: Il Canada ottiene maggiore e miglior accesso a un mercato di 500 milioni di persone, con vantaggi per le sue imprese che non hanno altre grandi potenze come gli Usa o il Giappone. Gli europei risparmieranno più di 500 milioni di euro l’anno in tariffe doganali. La protezione dei brevetti europei in Canada passa da 20 a 22 anni, si rafforzano il diritto d’autore, migliora la convalida dei titoli universitari e professionali, più facile l’espatrio di lavoratori.

Chi si schiera contro

Dopo sette anni di negoziati, il Ceta rimane un accordo giudicato dai suoi avversari antidemocratico e troppo favorevole alle multinazionali. I movimenti di sinistra e no-global hanno criticato l’accordo innanzitutto per l’opacità con cui è avvenuto il negoziato. L’accordo prevede che le multinazionali che si ritengano penalizzate da una qualche decisione dello Stato ospite (una decisione che abbia cambiato le condizioni stabilite nell’intesa iniziale) possano cercare una soluzione della controversia con una conciliazione o un arbitrato. A schierarsi contro il Parlamento regionale belga della Vallonia; l’ambito che ha destato maggiori tensioni e che ha creato lo stallo per l’opposizione è stato quello degli arbitraggi. 

Ceta e Ttip, due negoziati “diversi” 

Il Ceta non ha nulla a che vedere con il Ttip (l’accordo commerciale negoziato con gli Usa): “Sono due negoziati distinti con due partner diversi. Negoziamo ciascun accordo separatamente e con condizioni differenti”, ha sottolineato la Commissione europea.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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