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Charlie non deve morire, i medici non staccano la spina

I medici dell’ospedale londinese Great Hormond Street non staccheranno le macchine che tengono in vita il piccolo Charlie Gand. La comunicazione ai genitori, come riferisce la Bbc, è stata fatta dallo stesso ospedale “alla luce dei nuovi elementi” emersi su un possibile nuovo trattamento sperimentale del bimbo malato sulla base delle ricerche effettuate da due ospedali internazionali. “Elementi che ci sono stati comunicati nelle ultime 24 ore e che crediamo che sia giusto studiare”.

La sorte di Charlie nelle mani del giudice

Adesso sarà il giudice Nicholas Francis, responsabile della sezione minori dell’Alta Corte di Giustizia che esaminerà il caso lunedì alle 14 locali (le 15 in Italia) a decidere se approvare la decisione dell’ospedale. Lo stesso giudice che l’11 aprile scorso aveva sancito il diritto dei medici a staccare la spina. Sono stati i medici del Great Hormond Street a chiedere un nuovo parere alla Corte di Fleet Street dopo che 7 esperti della rara malattia che ha colpito sin dalla nascita Charlie hanno scritto una lettera ai colleghi londinesi ponendo alla loro attenzione i risultati di ricerche non ancora pubblicate sulle riviste scientifiche sulla malattia del piccolo di 11 mesi. 

I due metodi sperimentali

Uno dei due trattamenti è italiano e l’altro americano. Ieri l’associazione ‘Mitocon’ che raccoglie i familiari di bambini colpiti da malattie mitocondriali aveva raccolto l’appello della mamma di Charlie: “Connie Yates ci ha chiesto aiuto: ‘Stanno per staccare le macchine a Charlie’ ha detto” – si legge in un post sulla pagina Facebook dell’associazione – “vi preghiamo, fermatevi. lo statement scientifico è pronto”.

E oggi un ospedale di New York si è offerto di spedire un farmaco sperimentale a Londra per aiutare il piccolo Charlie e di ospitare il bambino, nel caso si potessero superare gli ostacoli legali per il suo trasferimento. Lo riferisce il Guardian che spiega come i farmaco in questione sia ancora in attesa dell’approvazione della Food and Drug Administration (Fda).econdo l’Independent l’ospedale ha presentato una nuova istanza all’Alta Corte di Giustizia di Fleet Street, che aveva autorizzato i medici a staccare la spina, per ottenere nuove linea guida su come occuparsi del caso.

L’intervento del Papa e di Trump

E’ probabile che il Great Hormond Street Hospital di Londra abbia deciso di rivalutare il caso del piccolo Charlie, dopo l’intervento di Papa Francesco e del presidente Usa, Donald Trump. I medici dopo due sentenze, una della Corte Suprema britannica e della Corte dei Diritti dell’Uomo Ue, avevano ottenuto infatti il diritto di staccare la spina al bimbo, contro la volontà dei genitori.

“Soltanto altri sedici casi al mondo”

“I dottori sostengono che Charlie non può sentire, muoversi, piangere o deglutire e che i suoi polmoni funzionano solo grazie alla macchina a cui è attaccato”, si leggeva sul Corriere della Sera di qualche giorno fa, “il piccolo avrebbe anche subito danni cerebrali irreversibili. A loro giudizio, il trattamento sperimentale americano cui i genitori vorrebbero sottoporlo non avrebbe migliorato le sue condizioni. Ma appena a metà giugno fa la madre aveva pubblicato su Facebook una foto di Charlie con gli occhi aperti: ‘Un’immagine vale più di mille parole’, aveva scritto. 

Il calvario giudiziario dei genitori era cominciato a marzo, quando la coppia si era rivolta a un tribunale per tentare di fermare la mano dei medici, i quali ritenevano di aver esaurito tutte le opzioni di trattamento disponibili”.

“Il piccolo era nato apparentemente in buona salute lo scorso 4 agosto. Ma dopo otto settimane aveva cominciato a perdere forze e peso. Portato in ospedale, gli era stata diagnosticata la sindrome di deperimento mitocondriale, che provoca il progressivo indebolimento dei muscoli”, continua l’articolo del ‘Corriere’, “ci sono soltanto sedici casi al mondo, ma purtroppo entrambi i genitori sono portatori del difetto genetico e quindi Charlie è venuto al mondo segnato dal destino. Da allora il bambino è in terapia intensiva, intubato, e secondo i medici non ha speranze di sopravvivere: per cui meglio staccare tutto per evitargli ulteriori sofferenze”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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