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Che succede se cercate di partire con una delle 300 mila carte di identità elettroniche 'fallata'

Le circa trecentomila carte d’identità elettroniche emesse “con chip difettoso”, cioè “con dati non riportati correttamente in una parte secondaria del microprocessore”, sono “perfettamente funzionanti”, assicura il Poligrafico dello Stato.

A sollevare il dubbio era stato il Messagero che nella sua edizione cartacea dà conto della decisione del poligrafico di scrivere a 300 mila cittadini per mettere a disposizione la sostituzione gratuita del documento. Una notizia che il Poligrafico contesta come fonte di “un inutile allarme per i cittadini”.

“Ribadiamo che nessun cittadino italiano è stato respinto alle frontiere, né potrà esserlo in quanto queste carte mantengono inalterata la loro caratteristica di strumento sicuro di identificazione fisica e digitale, come tutte le altre Carte di identità elettroniche (Cie), dal momento che assicurano la verifica di autenticità dei dati obbligatori normalmente letti durante i controlli – i dati personali, la foto, le impronte e la firma digitale del ministero dell’Interno”, si legge ancora nella nota in cui si torna a osservare che “alcuni dati secondari pur essendo riportati correttamente sul fronte della carta, non sono correttamente riportati sul chip”.

E’ per evitare rischi di disagio per i cittadini, nel caso delle CIE valide per l’espatrio, che il Poligrafico con tutte le Amministrazioni di riferimento, ha avviato tutte le procedure previste a livello nazionale ed internazionale per la corretta gestione di questi documenti in caso di attraversamento di frontiere, con la compilazione di ‘white list’ di queste CIE, che potranno quindi continuare ad essere utilizzate.

D’altro canto, il Poligrafico fa anche sapere che già a febbraio ha “individuato la criticità risolta attraverso un’accurata analisi del processo di produzione, e non – si sottolinea – un audit, risolvendola in 24 ore, ed ha avviato un piano di sostituzione gratuita di queste carte per i cittadini che comunque manifestassero la volontà di sostituire la propria. Operazione, ribadiamo, non necessaria”.

Iinfondata, secondo il Poligrafico, anche la stima dei costi di sostituzione che, secondo il Messaggero, sarebbe di cinque milioni di euro. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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