TwitterFacebookGoogle+

Chi di smartphone ferisce, di smartphone perisce

Di ilsimplicissimus –

In questi giorni ha suscitato un certo interesse l’intervista al giurista Ugo Mattei fatta da Byoblu che spiega perché da quache tempo non si possa più togliere la batteria agli smartphone: perché il sistema non può permettere che siate in qualche modo disconnessi. Sebbene da un punto di vista tecnico non è una risposta del tutto soddisfacente ( vedi nota) e l’impossibilità di cambiare la batteria è volta più a forzare l’obsolescenza programmata di quei veri e propri terminali che sono diventati i telefonini, da un’angolatura più generale essa calza a pennello al mondo contemporaneo sorvegliato, guidato  e socialmente controllato a partire da alcuni centri di potere tra di loro collegati che partono dai gestori di telefonia per passare attraverso le major che gestiscono la ricerca web e i social. per finire ai grandi server madri che gesticono il traffico e che di fatto sono controllati del governo Usa. Questa governance reale che di fatto è l’impalcatura di sostegno del capitalismo contemporaneo è diventata la vostra reale proprietaria e anche la fonte di ogni giurisdizione.

Come sia forte questa capacità di condizionamento  e dunque anche di nascondimento della stessa lo dimostra il fatto che mentre cresce l’ossessione per la privacy del computer, dello smartphone e ormai pure dei televisori e dei frigo, tanto da spingere i produttori a proporre, naturalmente a caro prezzo, soluzioni di sicurezza anti coniuge o colleghi o genitori, che vanno  dall’impronta digitale e quella facciale e persino a quella dell’iride, di fronte all’abolizione della batteria estraibile che pure qualche interrogativo dovrebbe suscitarlo, l’unica domanda che ci si pone è come riavviare un telefonino andato in tilt, cosa che prima si faceva semplicemente togliendo l’accumulatore. Del grande fratello che conosce tutti i tuoi movimenti, le tue spese, le tue lettere, persino i tuoi amorazzi, nessuno si occupa, anzi nessuno ne vuole sapere nulla per non dover agire.

Naturalmente tutto questo ha bisogno di grandi capacità di calcolo e sempre di più anche di una gestione intelligente diventata impossibile per gli umani. Così veniamo alla notizia di qualche mese fa che al contrario dell’intervista a Mattei è rimasta in sottofondo ed è stata poco valutata: l’intenzione espressa dal leader cinese Xi Jinping di fissare il prossimo obiettivo del Paese di Mezzo nella battaglia per la supremazia nell’intelligenza artificiale. Già la Cina ha superato gli Usa per potenza di calcolo globale e per capacità dei singoli supercalcolatori, ora entro il 2025 vuole  diventare prima della classe anche nell’evoluzione intelligente dell’informatica, un obiettivo che è perfettamente alla sua portata non solo delle sue scuole eccellenti (i cui studenti regolarmente battono quelli americani) ma anche del flusso economico visto che la Cina ha il primato nel campo delle trattative economiche online e detiene il 40% dell’e commerce planetario. Questo per non parlare dei successi nel campo del riconoscimento vocale già più avanti rispetto alla Silicon Valley, dei droni o anche dei veicoli senza conducente, cose sulle quali il cittadino occidentale non viene minimamente edotto, portandolo a pensare che queste cose nascano e si facciano solo in occidente. La risposta di Trump è stata quella di ridurre dell’ 11% i finanziamenti pubblici alla ricerca sull’intelligenza artificiale e del 20% quelli dedicati alla ricerca in genere, in maniera da trovare soldi per i voraci azionisti e la loro ulteriore detassazione.

Come però abbiamo visto non si tratta solo di progressi da sventolare e da commercializzare, si tratta di acquisire una superiorità in ciò che è divenuta la trave portante del capitalismo finanziario ormai impossibile da immaginare in sé e nei suoi massacri di civiltà senza intelligenza al silicio. Solo Putin sembra aver compreso lucidamente che “chi dominerà l’intelligenza artificiale dominerà il mondo”, ma non le elites occidentali che ormai sono volte al massino profitto possibile in un modo che coincide anche col loro suicidio, una volta perso il monopolio del controllo.

Nota In realtà i telefonini possono avere  anche una batteria supplementare piccola e nascosta per alimentare l’orologio ovvero il chip di clock e perfettamente in grado di inviare ad intervalli i burst che permettono alla rete cellulare di essere sempre pronta a trasmettere e a sapere quanti dispositivi (e quali) sono in zona pure a telefono spento o nei vecchi sistemi anche senza la batteria principale e senza sim. Inoltre non è difficile isolare completamente uno smartphone anche senza togliere la batteria: è sufficiente usare il metodo cartoccio ai frutti di mare: ricoprirlo con tre strati di comune carta di alluminio da cucina sigillandolo bene da ogni parte e porlo in una scatola di metallo come quelle d’antan dei biscotti, anch’essa sigillata attorno alla chiusura con nastro adesivo all’alluminio o ancor meglio mettere l’apparecchio con il suo “cartoccio” in uno shaker d’acciaio. Nemmeno gli alieni saranno in grado di rintracciarlo.

Chi di smartphone ferisce, di smartphone perisce

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.