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Chi è Driss Oukabir, arrestato dopo la strage di Barcellona, venuto in Italia per lavoro

Driss Oukabir, 28 anni, è stato in Italia, a Viterbo, a cercare lavoro ospite di una donna, Silvia Acciaresi. In queste ore la donna, che ha parlato a Repubblica descrivendolo come un ragazzo assolutamente normale, religioso ma capace di concedersi eccezioni, è stata sentita dalla polizia. Perché Driss secondo la polizia catalana fa parte della cellula jiadista che ha compiuto la strage di Barcellona del 17 agosto. La sua foto è stata la prima a circolare dopo gli attentati.

La polizia lo cercava, lui si è consegnato spontaneamente: “Non sono io l’attentatore, mi hanno rubato i documenti”, aveva detto. Probabilmente da suo Fratello, Moussa, 18 anni, morto dopo uno scontro a fuoco con la polizia. Moussa è stato parte attiva della cellula terroristica. Di Driss non si sa molto altro se non che è in stato di fermo dal giorno dell’attentato. Forse davvero non c’entra nulla con l’attacco della Rambla, forse è davvero il bravo ragazzo descritto dalla donna italiana che lo ha ospitato. Ma l’intelligence spagnola non lo rilascia, vuole capire se davvero è del tutto estraneo ai fatti di venerdì o se invece è in possesso di informazioni utili a comprendere la dinamica dell’attentato, alla sua genesi e al ruolo di tutti I componenti della cellula

Cosa si presentava su Facebook

Ma chi era? Facebook poche ore dopo l’attentato aveva oscurato il suo profilo. Sul popolare social network il suo nome era Driss Oukabir Soprano. Al suo vero nome quindi aggiungeva Soprano, forse ricordando la famosa serie televisiva che racconta la vita dei gangstar italoamericani, e alcuni riferimenti ad un gruppo rap chiamato Mafia Maghrebine. 

Il selfie, la foto in spiaggia

L’ultima foto l’aveva caricata appena due giorni fa, il 15 agosto alle 21.27. Lo ritrae in costume e in spiaggia, sotto un ombrellone, mentre indossa un paio di cuffie bianche. Nel suo profilo si leggeva che è originario di Marsiglia, ma che viveva a Ripoll, una piccola cittadina a nord di Barcellona, nella Catalogna interna, a pochi chilometri dal confine francese. La sua foto profilo era un selfie, come molte altre che si è scattato in questi anni, sempre di fronte a quello che sembra lo specchio di un bagno. In tutte le foto è sempre ben rasato e molto curato.

Il pitbull, la macchina, la Mafia del Magreb

Tra le foto che ha pubblicato si vedono un cucciolo di pitbull nero, probabilmente il suo cane con cui si è fotografato, e una una Peugeot grigia con il cofano anteriore aperto. L’unica foto che ricordava la sua probabile origine nordafricana è una bandiera dei berberi del Marocco, pubblicata mentre era a Ripoll, e una foto con delle bandiere marocchina e algerina su cui campeggiava la scritta ‘Mafia Maghrebine‘.

Sul suo profilo qualche giorno fa ha anche condiviso un video musicale di una cantante araba: l’unico aggiornamento aperto al pubblico, che in poche ore e’ stato riempito di commenti e di insulti da parte degli utenti del social network. Fino a quando Facebook non ha deciso di oscurare la pagina. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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