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Chi è la sindaca M5S di Anguillara che accusa la Raggi sulla crisi idrica

“La Raggi? Alle riunioni sul lago di Bracciano non è mai venuta. Da novembre abbiamo allertato i tavoli con i rappresentanti di Acea sul territorio. Poi a marzo sono cominciate le riunioni periodiche in regione. Gli attori c’erano tutti, Acea, la Regione, l’unico sempre assente è stato la Città Metropolitana, che non si è mai presentata”. A parlare è Sabrina Anselmo, sindaca M5S di Angullara Sabazia, uno dei tre paesi che affacciano sul lago di Bracciano (il terzo è Trevignano). Tre comuni che con Roma Capitale formano il Consorzio del lago. Oggi la Anselmo in una intervista a Jacopo Jacoboni della Stampa non risparmia Virginia Raggi, in una polemica che potrebbe costargli cara dentro al Movimento di Beppe Grillo.

“Anselmo è una grillina convinta – scrive il quotidiano torinese – ambientalista, e sta facendo da molto tempo una battaglia affinché Acea e il Comune di Roma (che ne detiene il 51%) stoppino le captazioni di acqua dal lago. In coincidenza con questa battaglia, è spuntata giovedì una lettera anonima spedita in comune che ricorda una vicenda cui fin qui i vertici M5S non avevano prestato attenzione: Anselmo omise nel suo curriculum di candidata di aver subito una condanna per calunnia nove anni fa. La pena fu condonata e estinta per indulto, non compare sul casellario giudiziale, ma ora la storia è stata fatta tornare a galla, e il M5S ha motivo per espellerla. “È fango contro di me… I fatti parlano chiaro. Pago la battaglia per fermare le captazioni di acqua dal lago, battaglia che ho fatto assieme agli altri due sindaci del lago”. 

Sulle assenze della Raggi alle riunioni sullo stato del lago, la Anselmo ha dichiarato: “Ho avuto occasione di parlarle in un paio di occasioni di quello che stava succedendo sul lago. La situazione era visibile, c’erano anche le foto. L’ho invitata a venire a vedere con i suoi occhi…. Se è venuta, io non l’ho mai saputo. Non so se la cosa sia stata presa sottogamba, o se sia stata delegata Acea a gestire la situazione. Fatto sta che è stata gestita malissimo. Se da novembre si fossero presi i provvedimenti giusti, magari si sarebbero salvati quei 40 centimetri che a noi avrebbero fatto la differenza. Questo non prendere mai in considerazione la realtà dei fatti mi amareggia. Acea a volte è venuta ai tavoli anche con arroganza”. Leggi qui l’intervista integrale.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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