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Chi è Lakhe Mashrapov, il killer della strage di Istanbul – Video

Roma – A tre giorni dall’attentato terroristico di Istanbul rivendicato dall’Isis è stato identificato il killer. Si tratta di Lakhe Mashrapov, 28 anni, kirghiso.

 

Una prima foto del passaporto dell’autore della strage del Reina Club è stata diffusa dalla polizia il 2 gennaio, da quella immagine si evince che il documento è stato rilasciato il 21 ottobre 2016.
 

Il primo attentato rivendicato dall’Isis in Turchia 

E’ la prima volta che l’Isis rivendica un attentato in Turchia, il che fa pensare che lo Stato Islamico abbia dichiarato apertamente guerra al Paese. Nella rivendicazione, diffusa dall’agenzia di Daesh, Amaq, l’Isis minaccia altri attacchi in Turchia. Che il gruppo jihadista definisce “apostata” e “serva dei crociati”. Il riferimento è molto probabilmente alle recenti nuove alleanze del presidente Recep Erdogan (a cominciare da quella con la Russia) e all’accordo per il cessate-il-fuoco in Siria. La polizia turca ha arrestato otto persone a Istanbul per presunto coinvolgimento nella strage.

 
Istanbul sembra essere tornata alla normalità. Il telone blu che copre la parte anteriore della discoteca Reina è familiare a chi vive in una città che conosce il terrorismo ed è stata più volte vittima di attentati. La polizia sorveglia l’ingresso del club, proprio come hanno fatto le forze dell’ordine a Parigi, al di fuori del Bataclan nel novembre 2015. Al suo interno si possono solo immaginare le conseguenze di un attacco che ha lasciato a terra 39 morti e 69 feriti. Ma in Francia lo choc e il dolore erano palpabili: centinaia di parigini in piedi si abbracciavano, le lacrime rigavano i volti. All’esterno del night club di Istanbul il giorno dopo la strage il dolore non è tangibile. Piccoli gruppi di giovani si aggiravano già ieri intorno al locale, alcuni hanno posato garofani rossi e candele. Ma non ci sono lacrime. Gli abitanti di Istanbul sono tristemente abituati a questo tipo di tragedia. C’è stata invece rabbia. Anche contro i giornalisti che riprendevano le operazioni di soccorso e di polizia. Alcuni reporter locali hanno raccontanto all’Abc di essere stati aggrediti. Forse l’unica sorpresa è stata che l’attentato è accaduto in una zona considerata “sicura”.
 
Per approfondire:

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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