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Chi è Gualtiero Bassetti, cardinale 'sindacalista'

“Se Bassetti è nella terna lo nomino subito”, aveva confidato Papa Francesco ad alcuni vescovi che lo salutavano lunedì pomeriggio nell’aula del Sinodo, al termine del lungo botta e risposta che quest’anno ha del tutto sostituito sia la prolusione che il discorso del Papa in apertura dei lavori dell’Assemblea Cei.

75 anni non sono un problema

Nato il 7 aprile 1942 a Popolano di Marradi, al confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna, cioè in provincia di Firenze ma nella diocesi di Faenza, Gualtiero Bassetti ha appena compiuto 75 anni, età nella quale i vescovi sono tenuti a presentare la rinuncia. Ma per Francesco questo non è un problema: lo ha riconfermato quel giorno stesso alla guida della diocesi di Perugia, che guida dal 2009. 

Bassetti, uomo mite e generoso, mai si sarebbe aspettato di diventare cardinale e poi presidente della Cei: “Non scherziamo…”, rispose infatti a chi nel 2014 gli annunciò in sacrestia la porpora appena annunciata dal Papa e lo stesso rispondeva in questi giorni a chi gli augurava l’incarico arrivato oggi. Una scelta prevedibile se si considera la grande stima di cui gode da parte del Papa che lo ha chiamato a far parte della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia (Citta’ del Vaticano, 4-25 ottobre 2015) e gli ha poi affidato le Meditazioni della Via Crucis presieduta da Papa Francesco il Venerdì Santo 2016 al Colosseo, sviluppando nelle quattordici stazioni il tema della sofferenza dell’uomo di oggi, della famiglia, delle persecuzioni e delle tragedie delle migrazioni, sul filo conduttore dell’amore e del perdono.

Il cardinale di Perugia (il primo dopo circa un secolo) è stato vice presidente della Cei dal 2009 al 2014 ed è l’attuale presidente della Conferenza episcopale umbra. Ma soprattutto era già subentrato due anni fa a Bagnasco quale membro delle Congregazioni per i Vescovi, una nomina papale che sembrò all’epoca una chiara investitura. Bassetti è membro anche dei dicasteri e per il Clero e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. 

Un cardinale a servizio degli ultimi

Il nuovo presidente della Cei è soprattutto un cardinale al servizio degli “ultimi” facendo sentire concretamente la vicinanza della Chiesa di Cristo alle persone in difficoltà, disagiate, emarginate, sofferenti, gli “scarti della societa’”. Nel suo servizio episcopale, inoltre, ha spesso richiamato i cristiani ai loro doveri verso i fratelli che vivono difficili situazioni di povertà umana e materiale, oltre a non far mancare la sua attenzione a quanti sono “distanti” dalla Chiesa, perché la Parola di Dio, che annuncia la salvezza, va fatta conoscere a tutti, nessuno è escluso. L’attenzione al mondo del lavoro si concretizza nelle numerose visite alle aziende, alle associazioni di categoria e trova un punto fermo nella Lettera pastorale che il primo maggio 2004 ha pubblicato dal titolo “Nella crisi: la speranza oltre ogni paura” che ha accompagnato prima ad Arezzo e poi a Perugia, con interventi concreti a sostegno delle famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro, attivando o rilanciando progetti di solidarietà gestiti dalla Carita.

Dal Seminario alla Cei

  • Dopo aver trascorso l’infanzia a Fantino, nell’Arcidiocesi di Firenze, nel 1956 entra nel Seminario di Firenze.
  • Il 29 giugno 1966 viene ordinato presbitero nel duomo di Santa Maria del Fiore dal cardinale Ermenegildo Florit.
  • Inviato come vice parroco nella comunità di San Salvi, nel 1968 è chiamato in Seminario come assistente al Minore e responsabile della pastorale vocazionale.
  • Nel 1972 viene nominato rettore del Seminario Minore.
  • Nel 1979 il cardinale Giovanni Benelli gli affida l’incarico di rettore del Seminario Maggiore, a soli 37 anni.
  • Nel 1990 il cardinale Silvano Piovanelli lo nomina suo pro-vicario e nel 1992 lo chiama a diventare vicario generale dell’Arcidiocesi di Firenze.
  • Il 3 luglio 1994 Papa Giovanni Paolo II lo elegge vescovo di Massa Marittima-Piombino, in sostituzione di Angelo Comastri che era allora sofferente per una grave malattia. Viene ordinato vescovo l’8 settembre dal cardinale Piovanelli nella basilica di San Lorenzo a Firenze; dieci giorni più tardi fa il suo ingresso nella Diocesi a lui affidata.
  • Il 21 novembre 1998 viene eletto vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, dove fa il suo ingresso il 6 febbraio 1999. Inizia il suo ministero in terra d’Arezzo con il Giubileo del 2000, al quale dedica la sua prima Lettera pastorale. Dalla GMG di Roma in poi, la vicinanza ai giovani sarà una costante del suo episcopato: insieme per il mondo nelle Giornate mondiali della Gioventù, accanto a loro nei luoghi e nei tempi della vita della Diocesi.
  • Promosso da Papa Benedetto XVI alla sede arcivescovile metropolitana di Perugia-Città della Pieve il 16 luglio 2009, fa il suo ingresso in diocesi il 4 ottobre dello stesso anno, giorno della solennità di san Francesco di Assisi, Patrono d’Italia.
  • Ha pubblicato nel febbraio del 2012 il Direttorio’ Come sono belle le tue tende’, nel quale ha disposto la riorganizzazione della Diocesi perugino-pievese in Unità Pastorali. Con la Lettera pastorale ‘Il tuo volto, Signore, io cerco’ (14 ottobre 2012) ha introdotto la sua comunità diocesana nell’Anno della fede.
  • A fine 2013 ha iniziato la sua Visita pastorale, che concluderà nel 2017. Le prime realtà incontrate sono quelle del mondo del lavoro, degli immigrati, della sanità, dell’università. “Il titolo della mia Visita pastorale, ‘Devo fermarmi a casa tua’, dice tutto, ma il mio principale desiderio – ha sottolineato di recente il cardinale – è quello di conoscere capillarmente il territorio, rendermi conto fino in fondo anche delle bellezze, delle fragilità, delle ricchezze e delle povertà di questa stupenda Chiesa che il Signore mi ha affidato”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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