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Chi ha votato per Milano e chi per Amsterdam prima del sorteggio per l'Agenzia del Farmaco?

Che i giochi sulle prossime sedi delle agenzie europee che devono lasciare Londra fossero aperti e che i pronostici potessero essere ribaltati si sapeva. Ma che si sarebbe andati al sorteggio sia per l’agenzia dei farmaci che per l’autorità bancaria non era auspicato da nessuno. Il caso ha premiato Amsterdam su Milano per l’Ema e Parigi su Dublino per l’Eba, eliminando le altre favorite, rispettivamente Bratislava e Francoforte, prima della decisione finale.

Il governo italiano, che pure ha messo in campo un grande gioco di squadra della politica unita con gli interessi economici e scientifici, era sempre stato prudente; ma quando oggi i primi turni di votazione al Consiglio Affari generali davano Milano prima davanti alle concorrenti e Bratislava esclusa già al primo turno, le speranze di portare nel capoluogo lombardo i 900 dipendenti Ema si erano fatte decisamente concrete. Il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, che ha partecipato al voto, ha ammesso che il risultato finale lascia “l’amaro in bocca”, rivendicando però il grande lavoro fatto e il buon risultato di Milano nelle votazioni, che hanno “confermato la validità della candidatura”.  “Sulla monetina – ha detto – non c’è influenza politica che tenga”.

Come ha funzionato la votazione

L’insolita “procedura”, approvata al vertice di giugno dai capi di Stato e di governo Ue, è cominciata dopo le 16, in un grigio e piovoso pomeriggio autunnale, nel palazzo del Consiglio Ue a Bruxelles. Milano, che aveva ottenuto più voti di tutte le altre candidate (in tutto 19) ai primi due turni, è arrivata pari alla città olandese al terzo, (13 voti per ciascuna, Slovacchia astenuta) e si è cos’ arrivati all’estrazione, come previsto dal sistema di voto deciso nello scorso mese di giugno dal Consiglio. La presidenza estone ha estratto la pallina di Amsterdam (non ci sono state monetine, come nel calcio, o buste, come nei quiz televisivi) e Milano ha perso. 

Ha deciso l’astensione di Bratislava

Al primo turno, quando ogni paese aveva a disposizione 6 voti, Milano ne aveva ottenuti 25, Amsterdam e Copenaghen 20 ciascuna: sono le tre città che si sono affrontate al turno successivo. Le altre avevano ottenuto rispettivamente 15 voti (Bratislava), 13 (Barcellona), 12 (Stoccolma), 10 (Atene e Porto), 7 (Varsavia e Bucarest), 5 (Helsinki e Bruxelles), 4 (Vienna), 3 (Sofia, Bonn e Lille). Al secondo turno, Milano ha avuto 12 preferenze, Amsterdam 9 e Copenaghen 5: il totale fa 26 perché la Slovacchia, evidentemente delusa per l’assenza dal ballottaggio della sua capitale, si è astenuta. È stata questa scelta a determinare la situazione di parità al terzo turno: i 26 si sono equamente divisi fra Milano e Amsterdam, portando le due città al sorteggio.

Quali sono i paesi che hanno sostenuto la candidatura italiana?

Gozi ha pubblicamente ringraziato Grecia, Romania, Malta, Cipro, ma non ha voluto rivelare gli altri 9 paesi che hanno votato per Milano. Secondo le indiscrezioni circolate, i grandi (Germania, Spagna e probabilmente anche la Francia) hanno scelto Amsterdam. A votare per l’Italia sarebbero stati alcuni paesi dell’Est (a partire dalla Croazia) e la Svezia. Dopo la prima decisione, i 27 sono passati alla votazione per decidere la destinazione della seconda agenzia che dovrà lasciare Londra, l’Eba. Anche in questo caso è stato necessario arrivare all’estrazione, che ha portato, contro i pronostici, alla vittoria di Parigi su Dublino ma soprattutto sulla superfavorita Francoforte, esclusa già al secondo turno.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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