TwitterFacebookGoogle+

Chi è il tranviere accusato dell'omicidio di una 19enne, che ospitava in casa

Per i vicini di casa che gli hanno urlato ‘Mostro!’ quando la polizia l’ha portato via nel pomeriggio dall’abitazione di via Brioschi 93, condivisa con la moglie e di proprietà di una cooperativa di tranvieri, non ci sono dubbi: Alessandro Garlaschi, conducente di tram, 40 anni, è l’assassino della 19enne Jessica Valentina Faoro (Repubblica) una grande passione per i cani, come testimonia il suo profilo Facebook, e un passato difficile che l’ha portata a vivere per un periodo in una comunità.

Il sospetto è anche quello degli inquirenti che, su disposizione del pm Cristiana Roveda, hanno fermato l’autista del tram numero 15 con l’accusa di omicidio volontario dopo un lungo confronto col magistrato durante il quale avrebbe reso parziali ammissioni. Il corpo della ragazza è stato trovato stamattina intorno alle 10 e 30 ma il delitto, secondo i primi accertamenti, risale all’alba quando Jessica è stata uccisa con due coltellate. Le indagini si sono subito concentrate su Garlaschi che stamattina è sceso nella portineria dello stabile in cui vive con la moglie alla periferia sud del capoluogo lombardo, coi vestiti sporchi di sangue e ha detto: “Ho una ragazza morta in casa”. (Corriere della sera)

L’altro ieri Jessica era stata vista dai vicini nel cortile dello stabile non lontano dai Navigli assieme all’uomo e al cane di lei. Non sono ancora chiari i rapporti tra la vittima e marito e moglie. Da accertare anche perché vivesse a casa dei coniugi da una ventina di giorni. Dai primi riscontri sembra che Jessica vivesse in quell’appartamento in subaffitto e desse una mano a stirare le camicie. Forse è stata uccisa per avere rifiutato le avances di Garlaschi, già denunciato da una donna per stalking nel 2014 e descritto come “indebitato e maniacale” e “cupo e strano” da alcuni vicini (Il Secolo XIX).

L’uomo, secondo l’ipotesi più accreditata, quando la moglie ha lasciato l’abitazione, avrebbe fatto delle avance alla giovane e, al suo rifiuto, l’avrebbe colpita. Sul suo profilo Facebook, la ragazza aveva postato una propria foto poche ore prima di essere uccisa, con un aforisma di Charlie Chaplin: “Un giorno senza sorriso è un giorno perso…” e anche la foto di lei con un coetaneo che definiva “Amore mio”. Ora sono in tanti a salutarla (“Riposa piccolo angelo”) e a insultare Garlaschi, considerato il “mostro”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.