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Chi è l'uomo che ha fatto causa al governo francese per cybersquatting

Dopo 24 anni in cui è stato in mano a un cittadino francese emigrato negli Usa, il dominio internet France.com nei mesi scorsi è passato brutalmente sotto il controllo del governo francese.

Ma l’uomo, residente in California, titolare dell’azienda France.com che gestiva l’omonimo dominio, ritiene di aver subito un sequestro illegale del proprio sito, una sorta di cybersquatting di Stato e dunque ha fatto causa alla Francia. In un tribunale americano.

Tutto inizia con un chiosco digitale

La singolare vicenda nasce all’inizio degli anni ‘90. Jean-Noël Frydman, che ci vede lungo, acquista il dominio France.com dalla società Network Solutions (poi comprata da Web.com) e ci costruisce sopra una fiorente attività commerciale, che genera milioni di dollari di vendite all’anno, usandolo come un chiosco digitale e punto informativo per americani francofili, attraverso una società in California.

Per anni sembra filare tutto liscio tanto che Frydman riceve una serie di premi come “tour operator dell’anno” e simili (dalla stessa agenzia per il turismo che oggi è citata in giudizio). L’uomo registra anche il marchio France.com negli Usa per una serie di attività legate al marketing di servizi collegati al turismo in Francia, informazioni di viaggio ecc.

La guerra contro il governo

Nel 2015 però al ministero degli Esteri francese la situazione non sembra più andare bene e così avvia una causa in Francia per prendersi il controllo del dominio. Inizia una guerra legale che arriva al settembre 2017, quando la corte d’appello di Parigi stabilisce che France.com viola la legge sui marchi. E a quel punto gli avvocati del ministero chiedono alla società che fa da registrar, Web.com, di consegnare loro il dominio. Lo scorso marzo Web.com ha acconsentito e il dominio è stato rediretto dalla azienda dell’uomo a un sito dell’agenzia del turismo francese, di fatto bloccando tutte le attività della azienda, comprese le mail di lavoro.

Il passaggio del dominio da Frydman al ministero è avvenuto senza una notifica formale all’interessato e senza che abbia ricevuto alcun tipo di indennizzo. E dunque alcuni giorni fa l’uomo, attraverso la sua società californiana France.com, ha intentato una causa in una corte federale della Virginia per riavere indietro il dominio. L’azione legale nomina la Repubblica francese, l’agenzia del turismo francese (Atout France), il ministero degli Esteri (e il ministro), oltre all’azienda americana VeriSign, la società che gestisce i domini .com e .net.

Nemmeno il tentativo di trattare

Secondo Frydman la Francia non avrebbe nemmeno tentato una trattativa, ma avrebbe usato il sistema giudiziario per sequestrare il dominio senza compenso, ritenendosi titolare del termine France. Ma per l’uomo si tratterebbe di un atto illegittimo, configurandosi come il sequestro di una proprietà basata negli Stati Uniti. E avrebbe violato la legge americana contro il cybersquatting, che proibisce di registrare il dominio di un marchio di un’azienda per confondere i consumatori.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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