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Chi non vuole andare subito al voto dopo la decisione della Consulta, e perché 

Nello stesso momento in cui Renzi, Grillo, Salvini e Meloni plaudono alla scelta della Consulta che ha bocciato parte dell’Italicum, chiedendo di andare subito al voto con l’attuale legge elettorale, un altro fronte politico, altrettanto trasversale, chiede di attendere che il Parlamento vari una nuova legge elettorale prima di indire nuove elezioni. La tesi che sostengono parte del Pd, Forza Italia, Ncd e Sinistra Italiana è che sarebbe meglio omologare le leggi elettorali, ad oggi diverse alla Camera e al Senato. 

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Bersani (Pd): la responsabilità della legge elettorale è del parlamento

“Al di là del pronunciamento della Consulta la responsabilità della legge elettorale spetta al Parlamento”, ha detto Pierluigi Bersani, parlando con i cronisti alla Camera della legge elettorale. “Noi abbiamo già dovuto votare una legge elettorale con la fiducia, se poi lasciamo alla Consulta il tema del sistema di voto è meglio che andiamo a casa. Altrimenti significa non vedere la mucca nel corridoio”.

Cuperlo (Pd): le forze politiche hanno il dovere di varare legge equilibrata

Adesso che la Corte si è espressa il Parlamento non ha più alibi e deve dotare la democrazia italiana di una buona legge elettorale”, ha affermato Gianni Cuperlo. “L’impianto che esce dalla sentenza non sottrae alle forze politiche il dovere di varare una legge equilibrata, saggia, condivisa. Si apra quindi da subito il confronto nelle commissioni competenti”. 

Lupi (Ncd): Camera e Senato hanno leggi disomogenee

Lupi: “Bisogna prendere atto che la Consulta ci lascia due leggi elettorali disomogenee. Da una parte alla Camera è previsto un premio di maggioranza alla lista, al Senato non c’è premio di maggioranza ma è prevista la coalizione. Quindi è necessario che il Parlamento intervenga per rendere omogenee le due liste, anche in tempi rapidi”.

Brunetta (Forza Italia): l’Italia ha altri problemi, non il voto anticipato

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, dice che gli interessa poco “che si vada a votare tra sei o dodici mesi, manca talmente poco tempo per il voto che questa fregola di Renzi e di altri per il voto anticipato, francamente, non la capisco”. “Credo che l’Italia abbia altri problemi che l’anticipo del voto di qualche mese”. 

Fratoianni (Sinistra Italiana): omogeizzare le leggi delle due Camere prima del voto

“La sentenza odierna della Corte Costituzionale demolisce un altro dei pilastri della stagione renziana con la sostanziale bocciatura dell’Italicum, via il ballottaggio via le pluricandidature, viene meno quella legge che avevano definito la migliore legge del mondo”, afferma Nicola Fratoiani di Sinistra Italiana. “Ora il Parlamento ha la possibilità e la necessità di omogeneizzare le leggi elettorali relativa a Camera e Senato. Bisogna restituire agli italiani l’idea che il proprio voto èuguale a quello di ogni altro cittadino”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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