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Chi è Simona Mangiante, l'avvocato di Caserta coinvolta nel Russiagate

Un filo rosso che collega Malta a Roma e Roma a Washington, ma che probabilmente parte da Mosca: nelle pieghe del Russiagate, il caso che rischia di mettere nei guai la Casa Bianca, c’è anche un capitolo quasi tutto italiano, di professori universitari, assistenti parlamentari e consiglieri della campagna elettorale che adesso parlano con il procuratore generale Robert Mueller. E chissà cosa possono raccontare. Al centro una figura femminile: si chiama Simona Mangiante, è di Caserta e, intervistata dal “Guardian”, dice di trovarsi in mezzo a un pasticcio internazionale del tutto a sua insaputa. 

Chi è Simona Mangiante

Lei è di Caserta, è figlia di un professore e di un’insegnante di inglese, fa l’avvocato e per anni ha lavorato al Parlamento Europeo, occupandosi di tutela dell’infanzia. Qui, nel 2012, conosce un professore maltese, Joseph Mifsud, che ora Mueller e la sua squadra sospettano essere un personaggio centrale nel caso delle presunte interferenze russe nella campagna elettorale americana. Per intenderci: l’uomo che avrebbe detto a un esponente dello staff di Trump, nel corso di un incontro a Roma, di essere in possesso di materiale “sporco” su Hillary Clinton e di essere in possesso “di migliaia di email” sottratte al Partito Democratico. Insomma, l’inizio dell’operazione che avrebbe portato a un incontro tra emissari russi e lo staff di Trump proprio dentro la Trump Tower. 

Il contatto di Mifsud con Trump si chiama George Papadopoulos, e il particolare non è privo di importanza, dal momento che prima di iniziare a collaborare con Mueller, Papadopoulos si è fidanzato con la Mangiante, nel frattempo assunta da Mifsud a Londra e più tardi licenziatasi.

Il garbuglio inizia quando Mangiante e Mifsud fanno conoscenza, scrive il Guardian, ad opera di Gianni Pittella, ora capogruppo del Partito Socialista e Progressista Europeo a Strasburgo. Lo scorso novembre Pittella, intervistato da “La Repubblica”, ha dichiarato: “Mifsud non mi ha mai dato l’idea di essere un faccendiere. Non credo possa avere utilizzato le sue capacità per fini opachi e strani intrighi”. Il diretto interessato, intervistato tempo fa da un altro quotidiano inglese, ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti.

Il rapporto con Mifsud, il fidanzamento con Papadopulos

Mangiante asserisce “di avere sempre visto Mifsud in compagnia di Pittella”. Lei comunque ha frequentato più di un ufficio a Strasburgo: quello di Roberta Angelilli e di un’atra vicepresidente del Parlamento Europeo, Mairead McGuinness. Addirittura sarebbe arrivata all’ufficio di presidenza sotto Martin Schulz, presidente dell’assemblea fino a pochi mesi fa e poi candidato della Spd alla cancelleria tedesca.

Mifsud, da parte sua, è anche un professore della Link University, istituto accademico con sede a Roma tra l’Eur e la Garbatella, ma tra i suoi interessi c’era all’epoca anche il “London Centre of International Law Practice”. Nome altisonante, e sempre secondo il Guardian “Pittella suggerì a Mangiante, il cui contratto era scaduto, di andare a lavorare per Mifusd a Londra”.

Era il settembre 2016: pochi mesi prima dall’altra parte dell’oceano Papadopoulos aveva incontrato Trump ed alcuni suoi collaboratori dopo aver ricevuto le confidenze del professore maltese. Arrivata a Londra, Mangiante racconta di aver ricevuto un messaggio via Linkedin. Proprio dal collaboratore del futuro presidente degli Stati Uniti, che proprio in quello studio aveva prestato la sua opera fino a qualche tempo prima.

È l’inizio di una storia d’amore, successiva però all’abbandono da parte della donna del suo nuovo lavoro: “Qualcosa che non era certamente quello che fingeva di essere”. Però sia chiaro, dice Mangiante al Guardian, “lì non ho mai incontrato nessun russo”. Così come la Russia non sarebbe mai stata oggetto delle conversazioni con Papadopoulos.

Conversazioni che portano al fidanzamento nella primavera dello scorso anno. Trump è divenuto presidente, ma è scoppiato anche lo scandalo. E Papadopoulos, interrogato dall’Fbi, fornisce sulle prime una versione distorta dei suoi incontri con Mifsud. Poi provvede a chiudere la pagina Facebook e a cambiare il numero di cellulare, e cambia atteggiamento. Decide di collaborare.

Il giorno stesso in cui Papadopoulos trova un accordo con Mueller e i suoi, ammettendo di aver mentito agli investigatori, Simona Mangiante è nella casa del fidanzato a Chicago. Bussano alla porta: è un’ingiunzione a comparire, e lei si presenta alla sede cittadina dell’Fbi. Oggi racconta: Papadopoulos “non era, come qualcuno ora lo descrive, un personaggio secondario. Scriveva i discorsi di Trump, era coinvolto al livello più alto, organizzò l’incontro tra il Trump candidato e il presidente egiziano al Sisi”. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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