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Chi sono e cosa hanno fatto i 26 eroi premiati da Mattarella

C’è il vigile del fuoco che si è calato nel pozzo per salvare due bambini e c’è il camerunense che, arrivato in Italia per studio, ha imparato a  conoscere il significato del caporalato e a combatterlo in prima linea. E poi, l’imprenditore che assume persone con disabilità e malattie terminali e il medico chirurgo che opera bambini cardiopatici nei Paesi in guerra o devastati dalla povertà. Sono solo quattro tra i 26 ‘eroi’ di tutti i giorni che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di premiare conferendo loro al Quirinale le Onorificenze al merito della Repubblica italiana (Omri). Uomini e donne ‘comuni’ che con il loro lavoro si sono distinti per l’impegno nella solidarietà, nell’integrazione, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza.

Ecco chi sono:

Angelo Di Giannantonio, 66 anni è Responsabile della Casa Famiglia La Tenda e Presidente dell’Associazione Insieme, di Roma, impegno che condivide con la moglie Maria Grazia Viganò (59 anni). Dopo aver iniziato come volontari presso una Casa famiglia, Angelo e Maria Grazia hanno deciso di accogliere in affidamento alcuni minori per poi fondare, circa 10 anni fa, l’associazione Insieme che gestisce la Casa famiglia La Tenda della quale sono anche famiglia residente.

Stefano D’Amico, 41 anni, di Milano, è Medico chirurgo specializzato in anestesia e rianimazione, in servizio presso l’Ospedale Civile di Legnano (MI). Il 26 agosto stava facendo jogging lungo l’Alzaia del Naviglio Grande quando si è accorto di una donna caduta in acqua con la bicicletta e con la figlia di sette mesi legata al seggiolino. Si è immediatamente tuffato riportando a riva la donna e la bambina, alla quale ha praticato il massaggio cardiaco, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, salvandole la vita.

Jean Pierre Yvan Sagnet, 31 anni, di Bari, laureato nel 2013 in Ingegneria delle Telecomunicazione al Politecnico di Torino, al momento lavora come sindacalista per la federazione Lavoratori AgroIndustria Flai-Cgil. Nato in Camerun, nel 2007 è arrivato in Italia con un permesso di soggiorno per studio. Si è stabilito in Puglia, dove ha trovato lavoro nella raccolta del pomodoro e dove ha imparato a conoscere il fenomeno del caporalato. Sagnet ha promosso una sollevazione collettiva contro gli sfruttatori diventando il leader del primo sciopero dei braccianti stranieri nelle campagne di Nardò in Puglia nell’agosto 2011. A seguito dell’azione di Sagnet, la magistratura ha arrestato16 persone appartenenti a un’organizzazione criminale attiva tra Rosarno, Nardò e altre città della Puglia. Il suo contributo è stato fondamentale.

Bonizella Biagini, 60 anni, svolge la sua attività presso l’UNDP (United Nation Development Programme) a Tirana. Laureata in fisica teorica, ha cominciato, già a metà degli anni ’80, a studiare i primi modelli matematici applicati al clima. Ha lavorato con Legambiente, con il Climate Action Network. E’stata tra i pionieri del Global Environment Facility, programma per aiutare i Paesi più poveri ad affrontare il cambiamento climatico. Al momento è impegnata nel trasferire in 11 Stati africani tecnologie a basso prezzo per diffondere dati essenziali ai contadini su uragani e siccità.

Marzio Babille, 63 anni, triestino. È stato il rappresentante dell’Unicef in Iraq. Dopo aver prestato il servizio in Palestina, Sudan,
India, Chad e Libia, nel 2013 ha guidato in Kurdistan la risposta di emergenza per l’arrivo di 250mila siriani. Nel 2014 ha gestito l’assistenza umanitaria nella provincia di Al Anbar, e poi, in veste di coordinatore umanitario delle Nazioni Unite,ha gestito l’arrivo di un milione e mezzo di profughi provocato dall’offensiva dell’Is a Mosul, Sinjar e Tikrit. Ad agosto 2014 è stato a Talkief ed Alqosh ad assistere le prime migliaia di cristiani sfollati da Mosul. A settembre ad Amerli, liberata dopo un assedio di 83 giorni da parte dell’Is. Ha inoltre preso parte con Unicef e OMS alle attività volte ad avviare una intensa campagna di vaccinazione per la poliomielite penetrando anche a Mosul.

Francesco Maria De Ponte, 27 anni, romano. Affetto da sindrome di autismo, è riuscito a conseguire la laurea magistrale presso l’Università Luiss Guido Carli. È dottore in Scienze politiche, indirizzo istituzioni politiche e amministrative.
 

Marco Sciammarella, 46 anni, di Milano. Maestro d’orchestra. Nel 2010 ha fondato, insieme ad altri esperti e insegnanti di musica, musicoterapia e riabilitazione, AllegroModerato una orchestra sinfonica composta da 50 elementi, per due terzi diversamente abili. L’idea alla base del progetto è che la musica possa aiutare le persone con fragilità psichiche, mentali e fisiche a sviluppare energie e competenze emotive, cognitive e relazionali. L’orchestra si esibisce in Italia e all’estero. Il 2 marzo 2016 era all’Auditorium di Bolzano insieme a Franco Mussida, della Pfm. AllegroModerato ha anche scelto di ribaltare un cliché: alcuni dei ragazzi con disabilità vanno a dare lezione di musica e canto nei reparti pediatrici di alcuni ospedali e hanno tenuto due seminari ai detenuti di San Vittore e del Beccaria.

Marco Ottocento, 53 anni (Verona). E’ imprenditore sociale dal 1996. Nel 2007 ha fondato a Verona, insieme alla moglie Luisa e ad altre cinque famiglie, la Fondazione Più di un Sogno Onlus che si rivolge a persone con disabilità intellettiva e sindrome di Down. Ad oggi il gruppo di organizzazioni non profit che fanno capo a Più di un Sogno si dedicano a circa 100 persone con disabilità intellettiva di Verona, provincia e territori limitrofi e impiegano un centinaio di volontari e una trentina tra dipendenti e collaboratori.

Maria Rosa Volpe, 56 anni (Agrigento). Ispettore capo della Polizia di Stato, è dal 1996 responsabile dell’Ufficio Minori della Questura di Agrigento. Tra i minori che arrivano ad Agrigento è conosciuta come “mamma Maria”. Dal 2004, quando l’immigrazione è diventata l’ambito redominante nell’attività dell’Ufficio, prende in consegna i minori non accompagnati per affidarli ai servizi sociali. In realtà fa molto di più: segue da lontano i ragazzi anche quando diventano maggiorenni o trovano una sistemazione. Dopo il naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013, chiedendo aiuto alla parrocchia e ai bar della città, ha preparato una festa per accogliere i giovani migranti.

Marco Bartoletti, 54 anni (Firenze). Presidente e proprietario di un gruppo di 8 aziende cha fanno capo alla BB Holding, azienda leader mondiale nella produzione di accessori per la moda. Nelle sue aziende assume persone con disabilità e con malattie terminali: tramite il lavoro restituisce dignità a queste persone. L’impegno sociale di Bartoletti si estende anche al supporto di attività a beneficio del territorio locale e di associazioni impegnate nel sociale.

Enzo Mauro Muscia, 48 anni (Varese). Fino al 2010 era direttore commerciale per la filiale di Saronno della multinazionale Anovo,
specializzata nell’assistenza post vendita di dispositivi elettronici. Nel 2011, viene chiusa la filiale di Saronno. Vengono licenziate 320 persone, molte delle quali in età matura. Tra queste anche Muscia che tuttavia cerca di far ripartire l’azienda. Prende la decisione di mettere insieme i suoi risparmi, ipotecare la casa e investire la liquidazione per acquistare dal curatore fallimentare i macchinari dell’azienda (a cui cambierà nome: A-Novo). Riassume inizialmente otto colleghi fino ad arrivare, oggi, a 35 dipendenti (tutti ex colleghi).

Rosario Esposito La Rossa, 28 anni (Napoli). Scrittore ed editore. Nato e cresciuto a Scampia. A 18 anni pubblica Al di là della neve, una raccolta di racconti su Scampia, dedicata al cugino, vittima di camorra, con cui vince il Premio Fabrizio Romano 2007 e il Premio Siani 2008. Nel 2007 fonda, insieme a Maddalena Stornaiuolo, l’associazione Voci di Scampia. Sempre a Scampia, realizza la "Fabbrica dei Pizzini ella Legalità, in collaborazione con Coppola Editore e la Biblioteca Popolare per Ragazzi di Scampia, raccogliendo oltre 20mila volumi da tutta l’Italia. Attualmente dirige anche il marchio Made in Scampia, progetto di imprenditoria giovanile che produce, con il sostegno degli artigiani locali, prodotti enogastronomici e culturali a prezzi popolari. Dal 2010 è il nuovo proprietario dello storico marchio editoriale Marotta & Cafiero editori. 

Giuseppe Antoci, 48 anni (Santo Stefano di Camastra). Dal 2013 è Presidente del Parco dei Nebrodi, la più grande area protetta dell’isola che sposa 24 Comuni fra Enna, Messina e Catania. Il suo impegno si è caratterizzato nella lotta contro i pascoli abusivi, gli abigeati, le macellazioni clandestine, il furto di macchinari agricoli e le frodi per ottenere finanziamenti europei. Ha più volte subito minacce prima di scampare, la notte del 17 maggio 2016 a un agguato mentre stava tornando a casa. Sotto la sua gestione, è stato adottato un protocollo di legalità che contiene le linee guida per contrastare i tentativi d’infiltrazione mafiosa nelle procedure di concessione a privati di beni compresi nel territorio di un Parco.

Michele Albanese, 56 anni (Catanzaro). Giornalista del Quotidiano del Sud, collaboratore dell’agenzia Ansa e consigliere nazionale della FNSI. E’ costretto a vivere sotto scorta dal 2014 per aver indagato e raccontato le realtà criminali di una delle zone a più alta densità mafiosa d’Italia, la Piana di Gioia Tauro: dal potere delle cosche, all’omicidio di Cocò Campolongo, al ruolo della ’ndrangheta nelle attività del porto.

Amalia De Simone, 43 anni (Napoli). Giornalista del Corriere.it e direttrice di Radio Siani, l’emittente anticamorra di Ercolano. I suoi reportage fanno luce sulla Terra dei fuochi e sul clan dei Casalesi nonché sugli immigrati irregolari del litorale Domizio, tra i quali ha messo le sue basi la mafia nigeriana. Ha vinto riconoscimenti nell’ambito del premio Cronista dell’Anno. Ha ricevuto inoltre vari premi tra cui il Premio Cutuli per la sezione Stampa Nazionale.

Franco Chianelli, 69 anni, e Luciana Cardinali, 61 anni (Perugia). Nel 1990 fondano, insieme ad altri genitori accomunati dalla dolorosa esperienza della malattia e morte dei propri figli, il Comitato per la Vita Daniele Chianelli – di cui Franco Chianelli è Presidente – con l’intento di dare un contributo a supporto della struttura pubblica nel sostegno a quanti soffrono e lottano per la vita e un’assistenza globale alle famiglie. Nel 2003 il Comitato realizza il Residence Daniele Chianelli, una struttura speciale per pazienti in terapia ambulatoriale, accanto all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia che, gratuitamente, accoglie i malati adulti e bambini in cura presso i Reparti di Oncoematologia Pediatrica ed Ematologia, con i loro familiari.

Fiorella Tosoni, 59 anni, e Nicola Tudisco, 63 anni (Roma). Nel 1997 fondano l’Associazione Andrea Tudisco, di cui Fiorella è Presidente, per onorare la memoria del figlio morto per leucemia all’età di 10 anni. Obiettivo dell’associazione è assistere e sostenere i bambini affetti da gravi patologie e i loro nuclei familiari, creare borse di studio per la ricerca. In particolare, dal 2003 l’Associazione gestisce le seguenti attività rivolte ai bambini con gravi patologie in cura presso le strutture ospedaliere romane: una “casa accoglienza” per l’ospitalità ai piccoli pazienti e ai loro genitori; servizio di ludo terapia e clownterapia; servizio di assistenza domiciliare; supporto psicologico, individuale e familiare.

Milena Bethaz, 44 anni (Aosta). Laureata in Scienze naturali e già campionessa del mondo di corsa in montagna, nell’estate 2000 riesce a coronare il sogno di diventare guardiaparco del Gran Paradiso. Il 17 agosto 2000, mentre stava facendo un sopralluogo insieme a un collega, vengono drammaticamente colpiti da un fulmine. Il collega perde la vita e per Milena seguono un periodo di coma, operazioni al cervello, una paresi e infine una lunga riabilitazione. Con straordinaria forza di volontà è riuscita a tornare alla sua vita e alle sue passioni. Nel luglio 2015 compie una significativa avventura alpinistica che l’ha vista raggiungere la vetta del Gran Paradiso a 4.061 metri.

Monica Priore, 40 anni (Brindisi). Campionessa di nuoto, da quando aveva 5 anni convive con il diabete di tipo 1. Ha effettuato in questa disciplina diverse imprese come la traversata dello Stretto di Messina (5 km in meno di 2 ore) e quella della Capri – meta di Sorrento (22 km in 6 ore e 30). Per raccontare la sua esperienza Monica ha scritto una autobiografia “Il mio mare ha l’acqua dolce” nella quale descrive la sua vita a partire dalla diagnosi fino alle recenti imprese sportive. Ha girato le scuole per presentare il suo libro e il suo messaggio socio-sportivo.

Natale Ceccarelli, 60 anni (Napoli).  Colonnello medico dell’Aeronautica militare in servizio presso l’infermeria principale dell’aeroporto militare di Pratica di Mare a Pomezia. E’ Capo del “Gruppo di Biocontenimento” deputato al trasporto di malati infettivi. Il trasporto sanitario aereo di pazienti altamente contagiosi con assetto di biocontenimento è una eccellenza dell’Aeronautica Militare. Tale trasporto prevede l’impiego di particolari sistemi d’isolamento avio-trasportabili e di personale altamente qualificato ed addestrato. L’Aeronautica Militare ha sviluppato la capacità di evacuazione aero-medica sin dal 2005 ed è l’unica forza aerea europea, insieme alla Royal Air Force britannica, ad avere una capacità simile.

Vincenzo Tancredi, 53 anni (Torino). Appena maggiorenne decide di arruolarsi nella Polizia di Stato. Arrivato a Torino, nel 1995, lavora nella Squadra Volanti. Ventitré anni dopo entra a far parte della sezione Fasce Deboli (minori, anziani, disabili). Ha scritto un libro “Io non abbocco”, edito dal Gruppo Abele e il cui ricavato è stato devoluto alla Fondazione Specchio dei tempi. E’ un vademecum contro la truffa agli anziani.

Fratel Marco Rizzonato, 55 anni (Milano). Divina provvidenza a Torino, la cittadella della carità fondata da san Giuseppe Cottolengo nel 1832 e nota come “Cottolengo”. A 19 anni entra nella Congregazione dei Fratelli di S. Giuseppe Cottolengo per dedicarsi ai disabili, ai detenuti e ai poveri con una serie di progetti innovativi. Nel 2000, viene chiamato a raccontare la sua esperienza con i disabili ai detenuti della casa circondariale torinese Lorusso Cotugno; è così coinvolgente che i carcerati gli chiedono di diventare volontari al Cottolengo. Un desiderio irrealizzabile, ma poi fratel Marco ha un’idea: se loro non possono uscire dal carcere ci possono entrare i disabili. E’ anche presidente dell’Associazione Outsider, fondata nel 2003 con lo scopo di integrare le persone con disabilità attraverso l’arte-terapia.

Tullia Passerini, 46 anni (Roma). In servizio presso il Ministero dell’Ambiente, è impegnata da oltre 20 anni in numerose attività di volontariato relative all’assistenza ai bambini disagiati. Dal settembre 2012 ha iniziato un percorso di volontariato presso il carcere di Rebibbia, con l’associazione “A Roma Insieme – Leda Colombini”. In particolare, è impegnata a fianco delle detenute madri i cui figli vivono in carcere. Ha ideato e realizzato, insieme a sponsor privati, due progetti: il primo ha avuto per oggetto la ristrutturazione degli spazi del reparto femminile del carcere ed il secondo ha visto la creazione di un campo polifunzionale per permettere alle detenute lo svolgimento di attività sportive come forma di reinserimento sociale.

Ottavio Daniello Trerotoli, 46 anni (Bari) . E’ aero-soccorritore presso il nucleo elicotteristi di Bari. In occasione del disastro ferroviario del 12/7/2016 sulla tratta Andria-Corato, si è distinto per la professionalità e umanità con cui ha operato il salvataggio di Samuele, il bambino di sei anni rimasto gravemente imprigionato all’interno del vagone su cui viaggiava.

Mario De Bellis, 35 anni (Firenze). Co-Direttore Area di Cardiochirurgia e Responsabile della Cooperazione Internazionale del Policlinico San Donato Milanese. Il 29 maggio 2015, a Bagno a Ripoli, l’equipaggio del Nucleo radiomobile di cui fa parte De Bellis, soccorre due bambini caduti in un pozzo di 15 metri. De Bellis,dopo essersi legato in vita un lungo tubo di gomma, aiutato da un collega, si è calato nel pozzo. Raggiunti i bambini, li ha tenuti in braccio fino all’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Alessandro Frigiola, 74 anni (Milano). Co-Direttore Area di Cardiochirurgia e Responsabile della Cooperazione Internazionale del Policlinico San Donato Milanese. Si specializza in cardiochirurgia infantile. Nel 1993, fonda insieme alla prof.ssa Silvia Cirri, l’;associazione Bambini Cardiopatici nel mondo: presente in 26 Paesi, invia medici in missioni per operare i bambini con patologie cardiache, trasformando spesso delle tende da campo in ospedali super attrezzati e tecnologici e allo stesso tempo forma, i medici locali ospitandoli all’Ospedale di San Donato Milanese. Nel 1996, nasce l’idea di creare un centro specialistico a Damasco. Nel 2000 viene siglato un accordo con il contributo della cooperazione italiana e del governo siriano, ma è stato necessario attendere il 2011 perché il centro diventasse operativo. A pochi mesi dall’inizio dei conflitti viene aperto un centro di cardiochirurgia pediatrica che costituisce l’unico centro del genere in tutta la Siria. Nel maggio 2016, a 74 anni, Frigiola torna a prestare servizio a Damasco. Ad oggi ha operato circa 12mila pazienti (più della metà bambini); ha partecipato a quasi 400 missioni in Egitto, Camerun, Romania,Tunisia, Venezuela, Cina, Perù, Senegal, Siria.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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