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Chi sono gli 'impresentabili (secondo Di Maio) 

Mentre la politica si ingolfa nella discussione sul movente che ha spinto Luca Traini a sparare 30 colpi contro 6 immigrati africani o sulle ragioni dell’uomo che ha pubblicato un post con il fotomontaggio di Laura Boldrini decapitata, nessuno parla più di programmi e tutti sembrano impiegati nella ricerca di un tema da rilanciare per incendiare ancora di più una campagna elettorale già tesa allo spasimo. I protagonisti dell’ultima querelle sono – manco a dirlo – Matteo Renzi e Luigi di Maio. Comincia, a onor del vero, il candidato premier di M5s, che non ha mandato giù lo smacco del ‘caso Dessì‘, il candidato senatore che vice in una casa in affitto a 7 euro e secondo i detrattori ha frequentazioni discutibili come un rampollo del clan Spada

Sul blog di M5s Di Maio fa nomi e cognomi: una lista di candidati del Pd e del centrodestra che sarebbero ‘impresentabili’ perché coinvolti in vicende giudiziarie. Ma chi sono? Nota bene: le ‘accuse’ sono farina del sacco di Di Maio

Gli ‘impresentabili’ del Pd (secondo Di Maio)

  • Luciano D’Alfonso, governatore della Regione Abruzzo, indagato a Pescara e a L’Aquila, per una inchiesta su appalti regionali e sul recupero del complesso che ha ospitato il mercato ortofrutticolo pescarese.
  • Vito Vattuone, capolista del Pd nel collegio plurinominale per il Senato in Liguria, coinvolto nella vicenda dei rimborsi regionali.
  • Claudio Mancini (proporzionale Camera Latina), Carlo Lucherini (uninominale Senato Guidonia), Bruno Astorre , (proporzionale Senato), Claudio Moscardelli, rinviati a giudizio perché coinvolti nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo.
  • Ferdinando Aiello, Brunello Censore e Antonio Scalzo in Calabria, rinviati a giudizio nel luglio scorso (ma Di Maio non spiega per cosa)
  • Angelo D’Agostino, imputato in un processo a Roma per una storia di certificati falsi.
  • Vittorino Facciolla, assessore regionale all’Agricoltura in Molise, indagato nell’ambito di un’indagine sui Peu (Progetti Edilizi Unitari), fondi per la ricostruzione post sisma in Molise.
  • De Luca junior, figlio del governatore della Campania, imputato di bancarotta fraudolenta per il crac della società immobiliare “Ifil”.
  • Umberto Del Basso De Caro, accusato di tentata concussione.
  • Franco Alfieri, il “signore delle fritture”, condannato in appello a restituire 40.000 euro al Comune di Agropoli e imputato per omissione in atti d’ufficio.
  • Luca Lotti, indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio nel caso Consip.

Gli impresentabili del centrodestra (sempre secondo Di Maio)
 

  • Luigi Cesaro, detto “Giggino a’ purpetta”, indagato per voto di scambio in riferimento alle ultime elezioni regionali e per minacce a pubblico ufficiale aggravato dalla finalità mafiosa.
  • Antonio Angelucci, condannato in primo grado a un anno e 4 mesi per falso e tentata truffa per i contributi pubblici percepiti tra il 2006 e il 2007 per i quotidiani ‘Libero’ e ‘il Riformista’
  • Ugo Cappellacci, capolista in Sardegna, ex governatore
  • Michele Iorio, condannato a 6 mesi di reclusione per abuso d’ufficio e a un anno di interdizione dai pubblici uffici.
  • Urania Papatheu, candidata nel Catanese, condannata in primo grado per la vicenda dell’ex Ente fiera di Messina.
  • Edoardo Rixi, Lega, assessore regionale in Liguria e imputato per le spese in Regione Liguria.
  • Umberto Bossi, condannato a 2 anni e 3 mesi per aver usato i soldi del partito a fini privati
  • Roberto Formigoni, condannato per corruzione a sei anni e imputato in altri processi

E il Pd non resta a guardare La  replica di Matteo Renzi arriva su Facebook: “Di Maio in difficoltà fa sempre la stessa cosa: attacca me e il PD. E sempre con la solita mossa: il ritornello dei candidati impresentabili”. La risposta di Di Maio è ancora più velenosa: “ma lo dici proprio tu che hai preso i soldi da Buzzi e da Mafia capitale per le elezioni?”. 

Il segretario del Pd torna sulla vicenda Dessì: “Chi in Lazio vota per il Movimento Cinque Stelle vota uno scroccone, amico del clan Spada. Punto. Qualcuno può smentire? No, nessuno”, si legge nel post, “impresentabile rimane Dessì, per le sue amicizie. Anche se non ha avvisi di garanzia. Talmente impresentabile che se ne vergognano anche i Cinque Stelle”

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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