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Chi sono gli Incel e perché odiano le donne

Niente Jihad, niente Califfato, niente infedeli nè guerra all’Occidente. Alla fine, dietro la strage di Toronto, potrebbe esserci la mano di uno sfigato che non riusciva a rimorchiare. Anzi, del re degli sfigati, un ‘Incel’, come lui stesso si definiva nel’ultimo post lasciato su Facebook prima di lanciarsi alla guida di un furgone a noleggio sui pedoni di un’affollata strada della città canadese.

Una strage annunciata, quindi, se solo qualcuno, come ha sottolineato da Selvaggia Lucarelli sul Fatto, avesse capito cosa diavolo si nascondeva dietro quel messaggio criptico pieno di Chad, Stacey e, per l’appunto, Incel. 

Ma cosa dice il messaggio di Alek Minassian, 25 anni, ora accusato di dieci omicidi? “La Ribellione degli Incel è già iniziata: distruggeremo tutti i Chads e le Stacys! Tutti saluteranno il Supremo Signore Elliot Rodger”. Un sacco di nomi e un acronimo piuttosto criptico. Che è meglio spiegare, punto per punto

Chi è Chad

In realtà non è nessuno. E’ il ‘maschio alfa’, come lo definisce la Lucarelli, quello che non ha difficoltà a rimorchiare, che ogni sera se ne porta a letto una diversa, che piace a tutte.

Chi è Stacey?

Anche lei, come Chad, non è nessuno. O meglio: è un’idea. Un’incona creata proprio da quell’oscuro terzo personaggio, Elliot Rodger, che ne dà questa definizione: “una troia bionda viziata come tutte quelle ragazze che ho tanto desiderato, che mi hanno respinto e mi hanno considerato un uomo inferiore”

Chi è Elliot Rodger

A caldo si potrebbe definire il re degli sbiellati e fin qui è l’unico personaggio reale della fantasia altrettanto sbiellata di Minassian. E’ un americano di 22 anni – la cui storia è raccontata dal Corriere – che nel 2014, in California, uccise sei persone e poi si suicidò. E’  considerato qualcosa di più che un eroe tra gli Incel, il ‘profeta’ che per primo aveva professato la frustrazione per la sua verginità e per le donne che lo respingevano. In un video inquietante pubblicato su YouTube, Rodger parlava delle donne che lo hanno respinto e ignorato, promettendo di “punire tutti voi per questo”.

Chi sono gli Incel

E finalmente veniamo a loro: i misteriosi Incel. Il termine lo dobbiamo proprio a una donna canadese che lo ha coniato quando ha lanciato un sito web più di 20 anni fa per offrire supporto alle persone che lottano per trovare partner. Sta per ‘Celibi involontari’ (Involuntary Celibates) e oggi la donna, una quarantenne che ha chiesto di essere identificata solo come Alana, ha detto alla France Presse di essere rattristata nel vedere la frase cooptata da troll online e misogini.

Ora l’acronimo si riferisce agli uomini che si sentono incapaci di avere rapporti sessuali e generalmente ne incolpano le donne. “Doveva essere un movimento utile e di sostegno”, ha detto al quotidiano The Globe and Mail, spiegando che il termine intendeva includere “persone che si trovano a essere celibi o soli e non frequentano altri”. “È stato uno shock scoprire che c’era qualcuno la cui unica ragione per scatenare la violenza era la solitudine e il celibato”, ha aggiunto.

Gli Incel hanno creato bacheche e forum sul web per sfogare le loro frustrazioni. I commenti sessisti, razzisti e omofobici sono comuni. Così come quelli anti-femministi. Criticati per i loro inni alla violenza, i siti dedicati agli Incel sono sempre più all’attenzione della polizia. A novembre il forum online Reddit ha bandito un sottogruppo controverso dedicato agli Incel, che contava decine di migliaia di membri.

Cosa ha generato gli Incel?

Secondo la Lucarelli, gli Involuntary Celibates, incolpano della loro vita sessuale insoddisfacente “una società subdolamente misandrica in cui le correnti femministe insabbiano le colpe delle donne e in cui giocano un ruolo fondamentale la bellezza estetica e l’ipergamia. Ritengono perciò di non riuscire ad avere rapporti sessuali con l’altro sesso perché sono sgradevoli fisicamente e incolpano le donne di scegliere solo partner attraenti o con uno status economico superiore al loro (ipergamia)”.

Alcune femministe, ricorda l’editorialista sul Fatto, si sono dette contrarie al fatto di ricondurre la faccenda alla ‘follia’ perché così si riduce il gesto di un Minassian qualunque a un problema individuale anzichè culturale. Gli Incel parlano spesso della necessità di una rivoluzione dei “maschi beta” e qui entra in gioco Elliot Rodger chiamato nei gruppi “eroe”, “fratello”, “gentleman”, “santo”.

Un altro neologismo usato dagli Incel, scrive ancora Lucarelli, e nella “maschiosfera” è “Red pili”, termine che trae spunto dal film Matrix e indica l’uomo che finalmente prende coscienza della misandria imperante.

Chi c’è nella ‘maschiosfera’

Nella maschiosfera si aggirano gli Incel e vari sottogruppi: dai separati/divorziati che parlano di divorce rape (il divorzio inteso come uno stupro nei confronti dell’uomo che viene privato di denaro e diritti), a coloro che professano l’apologia dello stupro, a quelli che più innocentemente istruiscono sugli uomini sulle tecniche di seduzione.

Dove proliferano i disagiati 

La maschiosfera, aggiunge la Lucarelli, si muove negli ambienti politici e culturali dell’estrema destra americana, abbracciando xenofobia e in particolare antisemitismo. Il fenomeno delle persone con idee strampalate o malsane che si attirano tra di loro ha un nome evocativo ed è cranck magnetism (…).che crea (…) persone con disagi profondi e tendenza all’isolamento (…) che sul web trovano ulteriori spunti e istigazione all’odio.

Dal lupo solitario al lupo da branco

Secondo la Lucarelli non esistono più i ‘lupi solitari’, gli assassini isolati. Oggi esistono lupi da branco, individui fomentati e istigati dalla Rete e da gruppi di persone con cui condividono gli stessi folli ideali, che siano di natura religiosa o misogina o altro.

Gli Incel in Italia

In Italia non esistono gli Incel, scrive ancora Selvaggia Lucarelli, “ma solo perché non sapevo, non sapevamo, che nome dargli”. In realtà, i nostri Incel esistono e hanno molti punti di contatto con quelli descritti da giornali canadesi, americani e inglesi. Sono i membri di alcuni gruppi in cui l’odio nei confronti delle donne è il tema centrale. Come gli Incel, hanno un loro slang misogino: “Le duemila” per esempio sono le “puttane” molto giovani, i “beta” sono i maschi sfigati, i loro idoli sono i Sollecito (che infatti di alcuni gruppi misogini era membro apprezzato), i Misseri, i Bossetti, tutti coinvolti (a diverso titolo) nell’omicidio di giovani ragazze. Sono gruppi spesso vicini all’estrema destra in cui, come in quelli degli Incel, si usano meme a tema “apologia dello stupro” e “Le donne sono tutte zoccole”. “Pastorizia never dies” e il misogino “No alla violenza” sono tra i peggiori.

Gruppi in cui si ritrovano principalmente adolescenti, che quindi possono avere difficoltà nel relazionarsi con il sesso femminile, ragazzi con problemi nel socializzare, separati e semplici misogini nonché razzisti e individui feroci con il diverso, con la società bacchettona e incline alla censura (i “Buongiorno Kaffè” nel loro slang sono gli adulti ridicoli, incapaci di comprendere il web e il registro dei millennials.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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