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Chi sono i due vincitori delle elezioni in Austria e perché il nome di Strache crea imbarazzo

L’Austria conferma la virata a destra. I dati vedono i popolari di Sebastian Kurz hanno il 30,5% e l’estrema destra di Heinz-Christian Strache il 26,8%. Ma chi sono questi due nuovi protagonisti della politica austriaca e europea? E perché la loro elezione ci riguarda da vicino?

Chi è Kurz, che potrebbe diventare il più giovane premier d’Europa

Il governo italiano conosce bene Sebastian Kurz, leader 31enne del Partito Popolare dal 15 maggio dello scorso anno, poichè da ministro degli Esteri è stato protagonista di un braccio di ferro che ha portato i due paesi sull’orlo di una crisi diplomatica. Da quando assunse la carica, Kurz ha utilizzato il tema dei migranti, e della rotta che passa dal Brennero, per conquistare consensi e approdare alla guida del governo austriaco, diventando – con tutta probabilità riceverà l’incarico di formare il governo – il premier più giovane del mondo.

Figlio di una insegnante e di un tecnico, Kurz ha alle spalle una già lunga carriera politica: dopo la campagna elettorale del 2010 a 24 anni venne nominato Segretario di Stato, prima ancora di aver finito gli studi forensi, poi il passaggio agli Esteri. A Vienna ha anche ospitato, nel 2015, l’accordo sul nucleare iraniano. Dal paese alpino privo di sbocchi sul mare Kurz ha cercato di dirigere la politica europea in materia di sbarchi degli migranti, in particolare quelli in arrivo sulle coste italiane, pretendendo “che venga interrotto il traghettamento di migranti illegali da Lampedusa verso la terraferma”.

All’Italia. “Mettete i migranti su un’isola, poi organizzate il rientro”

Lo scorso anno, al quotidiano Die Presse, il ministro rilanciava anche l’ipotesi di “accogliere le persone su un’isola, per poi organizzare il loro rientro”. Un piano sulla falsa riga di Ellis Island di New York, dove per anni sono stati smistati piu’ di 12 milioni di migranti.

Chi è Strache e perché è tornata la parola nazismo

 Heinz-Christian Strache é l’uomo che potrebbe diventare il vice-cancelliere austriaco, segnando così il ritorno dell’incubo neonazista nel proprio paese.

Erede di Joerg Haider alla guida del Partito della Libertà, ha puntato sui temi più capaci di toccare la pancia dell’elettorato, quelli dell’invasione di massa e della guerra civile a cui il Paese rischierebbe di andare incontro senza un freno all’ingresso di migranti. Strache, nato nel 1969, è leader dell’Fpo dal 2005. Da allora, quando raccolse l’11% dei voti nelle legislative del 2006, il suo partito è arrivato al 20,5% nel 2013 e oggi è in linea con il record del 1999, quando toccò il 26,9% delle preferenze. La sua militanza, da giovane, nelle schiere neo-naziste è stata catalogata dal diretto interessato come passato, qualcosa che risale a quando era “stupido, giovane e ingenuo”.

“Non ero nazista ma stupido, giovane e ingenuo”

La designazione quale cancelliere austriaco da parte del presidente Alxander Van Der Bellen dell’attuale ministro degli Esteri e leader dei popolari dell’Oevp, Sebastian Kurz, potrebbe complicare le relazioni già non facilissime tra Vienna e Roma sul dossier Migranti, gestito finora proprio dal prossimo ‘premier’ di Vienna. Kurz, che dovrebbe allearsi con l’estrema destra di Strache per governare, ha costantemente usato la “minaccia dei migranti” – memore degli effetti in Germania della scelta del cancelliere Angela Merkel che nel 2015 con la ‘WillkommenKultur’ fece entrare quasi 1 milioni di disperati, perdendo l’8% alle elezioni del 24 settembre – per guadagnare consensi, ricorrendo al continuo spauracchio della chiusura del valico del Brennero, arrivando spesso ad un passo, ed in un caso oltre, dall’incidente diplomatico con l’Italia.

La minaccia all’Italia di chiudere il valico del Brennero

Kurz nella primavera scorsa aveva favorito la crisi del Governo austriaco guidato dal socialdemocratico Christian Kern e si è sempre battuto sulla problematica dell’arrivo dei migranti in Europa. Dopo aver fatto chiudere la rotta dei Balcani, Kurz ha insistito per far interrompere il flusso lungo la rotta del Mediterraneo dal Nord Africa verso l’Europa attraverso l’Italia. Il 20 luglio incontrando a Vienna il titolare della Farnesina, Angelino Alfano, Kurz aveva esordito sostenendo prima che “con il ministro degli Esteri Alfano è sempre un piacere incontrarci” salvo poi aggiungere, o intimare:

“Io sono un amico della chiarezza. Gli ho detto: basta ingressi illegali di migranti sulla terraferma italiana da Lampedusa. Attualmente al Brennero c’è una cooperazione tra le forze di polizia, ma se l’Italia continuerà a far arrivare migranti verso nord allora chiuderemo i nostri confini”

All’epoca il capo della diplomazia austriaca, che già puntava a vincere le elezioni, sostenne: “Non può essere che persone salvate nel Mar Mediterraneo vengano portate in Italia sulla terraferma e poi portate verso nord. Il traffico che c’è tra Lampedusa e la terraferma non può esistere“. Alle parole di Kurz Alfano replicò: “Le sue” sono “idee per la campagna elettorale austriaca (il voto odierno, ndr)…Gliel’ho detto chiaramente”. Peraltro quel giorno – in cui esplose la polemica con Kurz – il capo della diplomazia italiana Alfano era in realtà a Vienna non per parlare di migranti ,a per organizzare la presidenza italiana dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 2018.

“L’Italia chieda scusa a Kurz, Le parole hanno supeato il limite”

Ad alimentare la polemica – stemperata dal sangue freddo di Alfano – il braccio destro di Kurz: “L’Italia chieda scusa per gli insulti insistenti e totalmente inaccettabili nei confronti del ministro degli Esteri Sebastian Kurz. È scandaloso l’accusa nei confronti del ministro di essere un neo-nazista. Le parole hanno superato il limite” disse Heinz-Christian Strache, leader del partito della destra liberalnazionale austriaca (Fpoe), giunto terzo oggi e con ogni probabilità nuovo partner di coalizione con Kurz. Il realtà Strache non ce l’aveva con Alfano ma con il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che aveva descritto la presa di posizione del ministro degli Esteri austriaco Kurz “paragonabile a quella di un naziskin”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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