TwitterFacebookGoogle+

Chi sono le 4 studentesse friulane che hanno brevettato l'uovo sodo vegano

Ha l’aspetto e le caratteristiche organolettiche di un uovo sodo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale. L’uovo sodo vegano è stato brevettato dall’Università di Udine e si presenta come un prodotto pronto al consumo, adatto a quanti seguono la particolare dieta, ma anche per persone che soffrono di ipercolesterolemia o celiachia, essendo privo di colesterolo e glutine.

Brevetto numero 100 dell’ateneo friulano

L’invenzione (il brevetto numero 100 depositato dall’ateneo friulano) è di quattro studentesse del corso di laurea in Scienze e tecnologie alimentariFrancesca Zuccolo, Greta Titton, Arianna Roi e Aurora Gobessi – ed è frutto di un anno e mezzo di sperimentazione nei laboratori del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell Università. “Il raggiungimento del centesimo brevetto – commenta Antonio Abramo, delegato ai brevetti – è un traguardo importante per un ateneo giovane come il nostro”. 

L’uovo vegano è interamente costituito da ingredienti di origine naturale e vegetale, per lo più proteici, in particolare farine di diversi legumi, oli vegetali, un gelificante e un sale speciale. È un prodotto refrigerato, pronto al consumo, da mangiare in insalata o in abbinamento a diverse salse. “Il settore di interesse – spiegano le inventrici – è l’industria alimentare, in particolare le aziende che producono già prodotti destinati a consumatori vegani o alimenti funzionali. Vendibile in negozi alimentari biologici, vegetariani e vegani, ma anche in qualsiasi supermercato, vista la sempre crescente richiesta di prodotti di questo tipo da parte dei consumatori”.

Nella messa a punto del prodotto “le difficoltà – raccontano le inventrici – non sono state poche, soprattutto di carattere tecnologico e nella scelta degli ingredienti. Sono state necessarie numerosissime prove per riuscire a ottenere la formulazione ottimale in termini di consistenza e gusto del prodotto finito”.

“Il raggiungimento del centesimo brevetto – commenta con soddisfazione Antonio Abramo, delegato ai brevetti – è un traguardo importante per un ateneo giovane come il nostro, che è tra i più attivi in questo settore. Questo brevetto, in particolare, ci rende particolarmente orgogliosi perché frutto della fantasia inventiva di quattro giovani studentesse, nell’ambito di un percorso didattico che ha permesso di mettere in pratica la capacità imprenditoriale che hanno gli studenti. E non poteva esserci nulla di meglio di un uovo, con tutti i suoi significati simbolici, per riassumere e rappresentare questo traguardo”.

Inizia il percorso di commercializzazione

Nelle prossime settimane il brevetto inizierà il percorso di commercializzazione, con la presentazione ad aziende potenzialmente interessate ad acquisire il procedimento per ottenere questo nuovo prodotto vegano. Nella messa a punto del prodotto le difficoltà – raccontano le inventrici – non sono state poche, soprattutto di carattere tecnologico e nella scelta degli ingredienti. Sono state necessarie numerosissime prove per riuscire a ottenere la formulazione ottimale in termini di consistenza e gusto.

Coldiretti: “uovo vegano”, nome ingannevole

“Non chiamatelo uovo vegano per non creare confusione e ingannare i consumatori sulle reali caratteristiche del nuovo prodotto”. Coldiretti Friuli Venezia-Giulia prende posizione contro il prodotto che, secondo i ricercatori, ha l’aspetto e le caratteristiche organolettiche di un “uovo sodo di gallina”, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale.

“Per valorizzare il risultato della ricerca senza cadere nell’equivoco delle fake news occorre – sottolinea la Coldiretti – rispettare il recente pronunciamento della Corte di Giustizia europea sul fatto che i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale” anche se “tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione”. “I prodotti vegetariani e vegani – conclude Coldiretti – non possono pertanto essere chiamati con nomi di alimenti di origine animale per difendere dall’inganno il 7,6% di italiani che segue questo tipo di dieta”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.