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Chiesti oltre cinque secoli di carcere per Mafia Capitale

Sono in totale 515 gli anni richiesti dalla procura di Roma per i 46 imputati nel processo per Mafia Capitale. Per l’accusa le intercettazioni e i riscontri investigativi formano un contesto probatorio evidente. Paolo Ieli, procuratore aggiunto, nella sua requisitoria ha parlato di “un karaoke della corruzione”. Al termine della requisitoria del 27 aprile la Procura ha depositato una memoria di 1430 pagine. Il processo riprendera il 2 e 3 maggio prossimi con gli interventi dei legali di parte civile. 

Ecco tutte le richieste di condanna

Le pene più elevate sono state richieste per 19 imputati, quelli considerati come gli organizzatori o comunque i partecipanti all’organizzazione di Mafia Capitale, accusati di associazione di stampo mafioso. 

  • Massimo Carminati – E’ il primo della lista, per lui sono stati richiesti 28 anni di reclusione. L’ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) è considerato il capo e il promotore dell’organizzazione criminale. La Procura ha chiesto inoltre che venga dichiarato ‘delinquente abituale’ e che, a pena espiata, si applichi nei suoi confronti la misura di sicurezza della casa di lavoro o colonia agricola per due anni, oltre alla confisca dei beni (opere d’arte ‘in primis’). Carminati, collegato in videoconferenza dal carcere di Parma, alla richiesta dei pm, ha esultato a mo’ di provocazione.
 

 

  • Salvatore Buzzi – Per il ras delle Cooperative sono stati richiesti 26 anni e 3 mesi, è considerato tra i vertici dell’organizzazione. 
  • Riccardo Brugia – E’ un ex Nar e amico fraterno di Massimo Carminati, per lui richiesti  25 anni e 10 mesi. 
  • Fabrizio Franco Testa – Per l’imprenditore sono stati chiesti 22 anni, è considerato dalla Procura uno dei facilitatore di Mafia Capitale
  • Franco Panzironi – Ex Ad di Ama, 21 anni 
  • Matteo Calvio – Definito lo ‘spezzapolitici’, era il tirapiedi di Carminati, 21 anni
  • Roberto Lacopo – Il proprietario della pompa di benzina di Corso Francia, 21 anni. E’ considerato uno dei complici di mafia Capitale.
  • Carlo Pucci – 21 anni. Nato nell’humus della “gioventù fascistella dell’Eur”, aveva un negozio di tabaccheria in viale Europa, con la Giunta Alemanno e l’arrivo di Riccardo Mancini sulla sedia di Eur Spa, fa una carriera prodigiosa.
  • Carlo Maria Guarany – Per l’imprenditore delle coop 19 anni 
  • Paolo Di Ninno – Per lui chiesti 19 anni, ritenuto dagli investigatori del Ros il direttore finanziario dell’organizzazione
  • Claudio Caldarelli – Ex assessore alle politiche sociali del XIX municipio di Roma, per lui 19 anni
  • Luca Gramazio – Ex consigliere prima del Comune di Roma e poi della Regione Lazio, 19 anni e 6 mesi 

Le altre richieste di condanna:

  • Alessandra Garrone – 18 anni e 6 mesi 
  • Nadia Cerrito -18 anni 
  • Agostino Gaglianone – 18 anni 
  • Giuseppe Ietto -16 anni e 2 mesi
  • Cristiano Guarnera -16 anni
  • Rocco Rotolo – 16 anni
  • Salvatore Ruggiero – 16 anni 
  • Emanuela Bugitti – 9 anni
  • Sandro Coltellacci – 9 anni
  • Claudio Bolla – 9 anni
  • Giovanni Lacopo – 7 anni
  • Claudio Turella – 7 anni 
  • Giuseppe Mogliani – 6 anni 
  • Giovanni Fiscon – 5 anni
  • Angelo Scozzafava – 5 anni 
  • Franco Figurelli – 4 anni e 10 mesi 
  • Mirko Coratti –  4 anni e mezzo
  • Stefano Bravo – 4 anni e due mesi
  • Pierina Chiaravalle – 4 anni
  • Giovanni De Carlo – 4 anni 
  • Sergio Menichelli – 4 anni
  • Marco Placidi – 4 anni 
  • Mario Schina – 4 anni 
  • Antonio Esposito – 4 anni 
  • Mario Cola -4 anni 
  • Fabio Stefoni -4 anni 
  • Andrea Tassone – 4 anni 
  • Guido Magrini – 4 anni 
  • Giordano Tredicine – 4 anni 
  • Pierpaolo Pedetti – 4 anni 
  • Michele Nacamulli – 3 anni e mezzo
  • Tiziano Zuccolo – 3 anni e mezzo
  • Daniele Pulcini – 3 anni

Leggi anche: Odevaine e gli altri ‘facilitatori’: Buzzi fa i nomi di Mafia Capitale

Due anni e mezzo per Marco Odevaine  

Due anni e mezzo di reclusione, in continuazione con una condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere, frutto di un patteggiamento, rimediata il 3 novembre 2016 per le tangenti ottenute in relazione agli appalti che la cooperativa ‘La Cascina’ è riuscita ad aggiudicarsi: è la nuova condanna che la Procura ha sollecitato nei confronti di Luca Odevaine, l’ex componente del Tavolo di coordinamento sugli immigrati del Viminale, che nel maxi-processo ‘Mafia Capitale’ risponde di un episodio di corruzione in concorso con il presidente della ’29 giugno’ Salvatore Buzzi. “Odevaine ha fornito una collaborazione”, ha precisato in sede di requisitoria il pm Luca Tescaroli.

Per approfondire: 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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