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Ci salveranno i cattivi, perché i supereroi ci vogliono morti

Eh si, cari. Toccherà sporcarsi i vestitini belli andando a chiedere aiuto al supervillain Putin, sperando nella generosità della Matrioska Rossija, e a chiunque altro possa aiutarci a salvarci da questo porco e fottuto delirio mondialista. Foss’anche il Demonio in persona o chi viene dipinto come tale. Vi do la brutta notizia. Potremmo doverci servire di fascisti, nazionalisti, populisti, mafiosi, razzisti, canaglie redente, putains au bon coeur, canaglie ma con una dignità ed afflitti da quel difetto congenito imperdonabile e schifoso che è il patriottismo. Siete avvertiti. In tempo di guerra si mangiano anche i gatti, a stufatino. Ve ne toglierete la voglia.

Questo perché i buoni, i supereroi: Capitan America, gli Uomini Ragno, i Batman vestiti di bianco, gli Uomini Invisibili e le Wonder Women, ottuse, cretine e più cattive e nefaste dei loro maschi, ci vogliono morti. Lo stanno facendo, ucciderci, proprio con il loro buonismo velenoso, all’arsenico, che ci avvelena giorno per giorno.
Se non ci accorgeremo in tempo dell’ennesimo inganno, ovverosia che in questo orrendo filmaccio di inizio millennio i cattivi non sono quelli che ci vengono indicati come tali, ma quegli altri, moriremo come tanti Napoleoni nelle nostre Sant’Elene, isolette da dove, esiliati in quanto appestati dall’Ebola della nostra inferiorità morale di smascheratori della realtà ed indagatori dell’incubo europeista e mondialista, quindi fascisti e razzisti, i supereroi ci esilieranno per banchettare felici e indisturbati sulle rovine dell’Europa.
Riusciranno a farlo assieme ai “nuovi europei”, ai mutanti del melting pot artificiale ed altamente tossico ed esplosivo da loro creato e che stanno usando come suprema arma di distruzione di massa; assieme ai loro goumiers che attendono solo il via libera per, quando saranno in numero sufficiente, scatenare saccheggi che potranno oscurare la memoria di Nanchino? No, perché la guerra civile come prassi e come nuova arma rivoluzionaria, della rivoluzione transmediterranea, ovvero la nuova potenziale barbarie di importazione, dei metodi da Utu e Tutsi, il razzismo – che è sempre reciproco, e loro lo sanno perfettamente – agito sul campo, agito in senso psichiatrico, agieren in senso freudiano, porterà solo alla reciproca distruzione. La materia a collidere con l’antimateria. Non è scontro di civiltà, caro Huntington, ma l’inciviltà lanciata consapevolmente a bomba contro la civiltà da chi si è illuso di poterla dominare e invece nasconde, facendolo, un’inconscia voglia di autodistruzione. Perché il buonismo, che ti fa vedere tutti buoni, ti impedisce di capire che la bontà è un’eccezione perché l’Uomo, in quanto Uomo, è cattivo. Una bestia immonda che si scatena appena lo metti nel giusto contesto. E’ etologia. Metti dei dominanti in una gabbia con altri dominanti o con dei sottomessi e sarà carneficina. Non è Hitler, è Dio padre onnipotente ed eterno, per chi ci crede. La Natura, per i laici.
Stanno scatenando l’apocalisse contro quest’Europa che vogliono distruggere dopo secoli di cultura inarrivabile ed illuminata da multiformi ingegni – altro che solo salvata dalle guerre fratricide, luridi figli di puttana! – e dalla quale nacquero la democrazia, lo stato di diritto e il potere parlamentare che, per la prima volta, hanno permesso anche al cialtrone del voto di appartenenza di contare e decidere del destino del suo vicino di casa. Democrazia che tuttavia ci permette di esprimerci, di parlare (ancora per quanto?) perché comprende, di serie, il concetto di libertà. Democrazia che ora viene svilita, asservita agli interessi degli apprendisti stregoni che, prigionieri del loro pensiero magico, si illudono che, all’ultimo momento, arriverà il Magus ex machina a fermare le loro scope impazzite che stanno inondando il mondo di denaro fasullo e di cavarsela con un calcio nel culo, mentre invece creperanno anche loro con il collo segato quando le scope molleranno i secchi ed impugneranno i coltelli dei loro compari d’Anello tagliagole.
Questa scelleratezza, questo giocare con il cerino acceso in un deposito di dinamite, ha qualcosa che assomiglia tanto alla vendetta di chi, per il fatto di aver trovato il regulus per mutare la merda in oro e, chissà, essere arrivato a dominare il fulmine, il terremoto e la tempesta, è convinto di essere Dio e di poter lanciare la sfida ultima a sé stesso. Un Dio vendicativo e feroce che tradendo la sua natura umana, ha perso completamente il lume della Ragione. Continuo a pensare al cowboy demente che cavalca la bomba atomica al grido di “Hee Haw!!” nel finale del “Dr. Stranamore” di Kubrick. Sarebbe colui Dio? Un imbecille totale? “Si”, ci dicono, “non è meraviglioso, pezzenti?”
I buoni vorrebbero che non capissimo che quello che stanno attuando, da una parte impoverendoci con il loro sterco fasullo e dall’altra dresdizzandoci ogni sera con tonnellate di melassa immigrazionista che, invece della pietà, non fa che incendiare il nostro razzismo latente (non c’è mica da vergognarsi, il razzismo non esiste solo quando non ve ne è motivo) e finiranno per farci perfino cominciare a guardare con simpatia i cappucci bianchi del Ku Klux Klan, non è altro che il vecchio colonialismo reloaded.
Ci hanno fatto l’Australia, il Canada, per non parlare degli Stati Uniti, con quel metodo infallibile.
Prima mandano in avanscoperta bonari preti di campagna e fratacchioni a benedire i nativi e a distribuire collanine, sigarette e stecche di cioccolata e a predicare la tolleranza e l’apertura verso le altre culture. Multiculturalismo è bello; la tradizione locale, il tuo dialetto sono brutti. Anzi, fascisti. Devi aprirti al mondo.
Poi partono i bastimenti carichi di galeotti e puttane per marcare il territorio.
Solo alla fine dell’operazione, eventualmente, attivano le santedonne e i santuomini pellegrini, i bravi emigranti e i volonterosi zappatori.
Nessuna civiltà precedente ha comunque  mai retto il frontale dell’invasione del proprio territorio e tutti gli invasi hanno dovuto sempre difendersi – ahimè invano – con la violenza. Ditelo alle buonesse che credono di ammansire il migrante infoiato sventolando la gaia bandiera della pace e dell’accoglienza come muleta di fratellanza.
Non vogliono che si chiami invasione, i supereroi, ma io fascisticamente me ne frego. Nel nostro caso, ma in quello dell’intera Europa, pensiamo alla povera Grecia, sfruttando la concomitanza di una feroce crisi economica sistemica, scatenata da loro stessi, hanno intensificato l’invio di navi cariche di disperati che dura per altro da decenni, con un’alta percentuale di veri poveri e veri bisognosi di asilo provenienti dalle guerre imperiali e che devono essere ipocritamente “salvati”.
Stanno comunque già alzando il tiro. Continuano a chiamarli profughi, così ti senti in colpa se cominci a chiederti se non siano troppi tutti questi sconosciuti attorno a casa, ma invece dei poveri ed affamati fanno sbarcare giovinastri pretenziosi ed arroganti, convinti della superiorità della loro razza nera, intrisi di balotellismo, reclutati al paese dai gatti&volpe che li hanno convinti a seminare gli zecchini nel campo dei miracoli e fatti salire sui gommoni dagli omini di burro che hanno promesso loro il Paese dei Balocchi e che, una volta giunti a contatto con la nostra durezza del vivere e la risicata generosità delle cooperative, si incazzano contro i bianchi rassisti. Fateci caso. Siamo sempre i bianchi rassisti.

 

Secondo me siamo già alla fase successiva, all’ondata degli avanzi di galera – di cui i loro paesi immagino si liberino volentieri – che stanno cominciando a delinquere pesantemente, assaltandoci in stile Johannesburgh,(dove le case isolate devono essere difese con reti elettrificate), ammazzando, stuprando e rubando il rubabile.
Eppure, anche di fronte all’efferato assassinio di due anziani in Sicilia da parte di un criminale che non aveva alcun titolo a venire nel nostro paese e che era ospitato nel centro di accoglienza oggetto di inchieste di magistratura sulla cosiddetta Industria dell’Accoglienza, c’è chi insiste ad imbrattare i giornali con la propria merda buonista, giustificando, perdonando, obbligandoci a porgere con la forza quella maledetta altra guancia e facendoci ingoiare l’insopportabile ingiustizia dell’accusa di razzismo a senso unico, dell’ingoia e taci perché così è deciso. Nel silenzio complice di autorità inesistenti che non sanno dire una parola di conforto ma solo fare la lurida morale ai propri cittadini esasperati, giocando con il fuoco in un territorio dove la Mafia potrebbe recuperare il suo antico ruolo di difensore degli indifesi, e che ribadiscono solo, con il loro silenzio, la loro complicità e il fatto che siamo soli ed appunto indifesi di fronte a questo grandioso progetto di destrutturazione e ristrutturazione violenta dell’Europa.
Sembra un secolo invece che la nostra classe dirigente reagì come sappiamo quando l’Albania ci mandò una nave di galeotti a scopo intimidatorio. Mettendo in piedi l’operazione Pellicano, ovvero “la dislocazione di 700 militari italiani al comando del generale Antonio Quintana in Albania, con il compito di evitare esodi, gestire gli aiuti umanitari, distribuire generi alimentari e assicurare la cooperazione tecnica.” Era il 1991 e, rispetto ad oggi, sembravamo perfino ancora un paese sovrano. Anche i comunisti come Napolitano erano per gli immediati respingimenti di persone che, ieri come oggi, non avevano alcun requisito per goderne dell’indiscutibile diritto d’asilo. Si potevano ancora chiamare addirittura clandestini e chi tra loro delinqueva, delinquente.
Poi qualcosa è cambiato. Sono arrivati i maledetti anni 2000, il guanto in faccia a Dio è stato lanciato e il mondo ha iniziato a girare al contrario come un disco satanico. Stiamo velocemente regredendo agli anni bui ma potremmo fare ancora meglio. Arrivare a quella clava con la quale combatteremmo la quarta guerra mondiale dopo aver combattuto la terza. Come diceva Einstein.
P.S: Ho sempre odiato i film post-apocalittici alla “Mad Max”. Ora so perché.
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