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Ciao, uomo della musica

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Se n’è andato uno dei giganti della musica italiana e internazionale. Il saluto di Cronache Laiche al direttore d’orchestra Claudio Abbado.


martedì 21 gennaio 2014 10:02


Se n’è andato uno dei giganti della musica italiana e internazionale, il direttore d’orchestra Claudio Abbado. Molti sono gli interventi che commentano una scomparsa così significativa per la vita musicale, forse perché non si tratta solo di quella.
Claudio Abbado ha infatti più di altri incarnato istanze e ideali che accomunano tutti, a partire dal suo annuncio di rinunciare allo stipendio da senatore a vita per devolverlo alla scuola di musica di Fiesole affinché finanziasse borse di studio per giovani musicisti. Come ben sottolineato dal filosofo e assessore alla cultura per il Comune di Firenze Sergio Givone, il gesto di Abbado «mostra, più di tante parole, che investire in cultura è doveroso e possibile. Dando l’esempio in prima persona, il maestro si dimostra una volta di più persona di estremo valore non solo musicale».

Tra le tante particolarità che hanno caratterizzato la lunga e intensa vita di Claudio Abbado, una in special modo merita di essere ricordata in quanto significativa da un punto di vista non soltanto musicale: l’appoggio del maestro Abbado alla meritevole orchestra giovanile venezuelana Simón Bolívar, con la quale il grande direttore italiano ha collaborato a lungo.
Fondata dall’economista e musicista venezuelano José Antonio Abreu, l’orchestra è assai particolare in quanto composta per la maggior parte da giovani provenienti da fasce povere della popolazione, dai barrios (le favelas venezuelane) e quindi da contesti difficili in cui il far musica insieme diviene uno strumento di riscatto sociale.

L’appoggio di Abbado a questa realtà è stato entusiastico, come dimostra il documentario di Helmut Failoni e Francesco Merini L’altra voce della musica. In viaggio con Claudio Abbado tra Caracas e L’Avana, nel quale l’umanità e il talento del grande maestro anziano si armonizzano, è proprio il caso di dirlo, con i colori e l’entusiasmo dei giovani venezuelani scampati a povertà ed estremo disagio sociale.
«Sono arrivato qui con allegria», afferma il maestro Abbado nel documentario riferendosi alla sua esperienza con i ragazzi dell’orchestra Simón Bolívar, «perché c’è non soltanto un fatto culturale, c’è un fatto sociale: aiutare i giovani a poter avere quello a cui hanno diritto tutti».

Paolo Valcepina

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