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Cina: giustiziato per errore, riaperto il caso dopo 19 anni

(AGI) – Pechino, 22 dic. – Un tribunale di Jinan, capoluogo della provincia orientale cinese dello Shandong, ha riaperto oggi il caso di Nie Shubin, condannato a morte e giustiziato nel 1995 per violenza carnale e omicidio al posto di un’altra persona che aveva piu’ tardi confessato il reato. Si tratta del secondo caso di revisione di un processo in Cina per una condanna a morte inflitta alla persona sbagliata nel giro di pochi giorni. Settimana scorsa, era stato dichiarato innocente da un tribunale della Mongolia Interna un condannato a morte nel 1996, di nome Hugjiltu, anch’egli giustiziato per stupro e omicidio all’eta’ di 18 anni al posto di un’altra persona, che aveva confessato entrambi i reati nel 2005. La famiglia di Nie Shubin aveva iniziato a chiedere la revisione del processo gia’ dal 2005, quando un altro uomo si era dichiarato colpevole per i reati ascritti al giovane. Diverse volte da allora, la madre di Nie, Zhang Huanzhi, ha chiesto al tribunale della provincia nord-orientale dello Hebei, che aveva emesso il verdetto, di riaprire il caso del figlio. Il sistema giudiziario cinese e’ in via di riforma, come deciso nel corso del Quarto Plenum di ottobre scorso, per renderlo piu’ trasparente e in linea con lo Stato di diritto socialista con caratteristiche cinesi. Secondo l’avvocato della famiglia di Nie Shubin, Chen Guangwu, la riapertura del caso costituisce “un test chiave per l’idea di Stato di diritto in Cina”, anche se il processo per la riabilitazione postuma del giovane potrebbe richiedere molto tempo, secondo un altro degli avvocati della famiglia, Li Shuting. “Abbiamo solo coperto le basi – ha dichiarato oggi – Il prossimo passo e’ la riapertura delle indagini”. (AGI) .
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