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Cina Italia ambasciatore Li Ruiyu

Da Li Ruiyu, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nel mese di marzo 2018 si sono tenute in Cina la prima sessione plenaria della Tredicesima Assemblea Nazionale del Popolo Cinese e la prima sessione della Tredicesima riunione della Conferenza Politica Consultiva del popolo cinese. Si è trattato di un nuovo momento fondamentale per lo sviluppo futuro cinese, così come per la vita della popolazione e dell’economia del Paese, svoltosi sulla scia del XIX Congresso del Partito Comunista Cinese dello scorso ottobre che ha sancito il pensiero di Xi Jinping per il socialismo con caratteristiche cinesi per la Nuova Era.

Le “Due Sessioni”, oltre ad aver approvato il Rapporto di Lavoro Annuale del Governo Cinese, hanno anche portato a termine altri compiti importanti che includono l’inizio della Tredicesima Assemblea Nazionale del Popolo, l’emendamento della costituzione e la promozione delle riforme strutturali. Si è trattato di una serie di eventi con valore e impatto fuori dall’ordinario che hanno attirato l’attenzione cinese quanto quella internazionale. Io, in qualità di Membro della Conferenza Politica Consultiva, ho preso parte alle consultazioni e ne sono uscito arricchito e colpito; per questo vorrei condividere con voi, amici italiani, i punti più importanti di questa esperienza.

1. Continuare a promuovere in modo irremovibile la costruzione del sistema legislativo cinese. “Creare le leggi guardando ai tempi correnti, creare i riti e le usanze in base alla situazione reale”. L’emendamento alla costituzione è una istanza inevitabile per il nostro tempo: una necessità per il miglioramento della prassi e un dovere per perfezionare il sistema legislativo. Dopo il XIX Congresso del PCC, il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, con il suo core leader, il presidente Xi Jinping, ha guidato stabilmente la Cina sulla strada del socialismo con caratteristiche cinesi, e ha dato vita a una serie di nuove linee di pensiero strategiche e nuovi concetti per il governo del Paese. Sulla base del nuovo trend e della nuova missione, che è quella di sostenere e continuare a sviluppare il socialismo con caratteristiche cinesi in una nuova era, la necessità intrinseca di perfezionare la costituzione del Paese nasce dalla volontà di trasformare le linee guida di pensiero del Partito in pensiero guida per il Paese intero.

L’ emendamento alla Costituzione cinese, il quinto dalla nascita della Repubblica Popolare, rappresenta non solo una grande decisione strategica generale del Partito Comunista Cinese per sostenere e sviluppare il socialismo con caratteristiche cinesi per la nuova era, ma anche una misura di fondamentale importanza per promuovere il governo secondo la legge e portare avanti la modernizzazione del sistema di governance e della capacità di governare. Per poter durare nel tempo, la costituzione di un Paese deve adattarsi ai nuovi trend, assorbire le nuove esperienze, confermare i nuovi risultati e fornire nuove regolamentazioni.

La Costituzione emendata ha ricevuto apprezzamento unanime, e il processo di creazione del testo emendato ha incarnato pienamente la democrazia e raccolto conoscenze e pareri da tutte le parti coinvolte, raggiungendo un ampio consenso e incarnando la volontà comune del Partito e del Popolo cinese. Le due assemblee hanno approvato la “Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla supervisione nazionale” che punta a creare un sistema di supervisione dei funzionari governativi a livello nazionale completo. Ciò ha un significato importante al fine di migliorare le attività anti-corruzione e di promuovere un governo a norma di legge.

2. Approfondire in modo irremovibile le riforme strutturali. “Una nuova era richiede nuove azioni, le nuove azioni contribuiscono al successo della nuova era”. Le Due Assemblee hanno approvato la “Decisione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese in merito all’approfondimento delle riforme strutturali degli organi di Partito e di Stato”, un provvedimento che si propone di contribuire in modo sostanziale al progetto di riforma statale e di Partito.

Il fulcro delle riforme è quello di risolvere con un approccio scientifico le problematiche attuali riguardo all’assetto delle istituzioni e alla distribuzione delle mansioni, nonché riguardo alla modernizzazione del sistema di governance e della capacità di governare il Paese che non sono ancora adeguate alla domanda dei tempi attuali. Le riforme mirano anche a rimuovere ostacoli e abusi nell’assetto delle istituzioni e nella distribuzione delle competenze, a realizzare una sistematizzazione, maggiore scientificità, regolamentazione e ordine del sistema di governance nazionale al fine di fornire garanzie più forti e stabili per lo sviluppo futuro cinese.

In seguito alle riforme, verranno eliminati dal Consiglio di Stato 8 ministeri e 7 vice-ministeri e verranno costituiti ex-novo o ri-organizzati i seguenti ministeri: Ministero delle Risorse Naturali, Ministero per l’Ecologia e l’Ambiente, Ministero dell’Agricoltura e le Zone Rurali, Ministero della Cultura e del Turismo, Commissione per la Sanità e la Salute, Ministero per gli Affari degli Ex-Militari, Ministero per la Gestione delle Crisi, Ministero della Scienza e la Tecnologia, Ministero della Giustizia, Ministero per le Risorse Idriche, Ufficio Nazionale per l’Audit. Si tratta di riforme senza precedenti, estremamente forti e dalla portata molto ampia.

3. Aprire stabilmente il mercato al fine di realizzare la cooperazione win-win. Il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese ha ribadito che “le porte dell’apertura cinese non si chiuderanno, anzi, si apriranno sempre di più”. Il Premier Li Keqiang, nel Rapporto di Lavoro Annuale del Governo Cinese, ha affermato che negli ultimi anni la Cina ha guidato e promosso la creazione e l’implementazione di una serie di grandi progetti di interconnessione e di cooperazione economico-commerciale come l’iniziativa Belt and Road, la creazione del Silk Road Fund e della Asian Infrastructure and Investment Bank.

La gestione degli investimenti esteri è passata da un sistema di approvazioni a uno basato sulle black list e sono state abolite due terzi delle misure restrittive. “La prosperità negli affari non risiede nelle dimensioni, ma nell’onestà di parole e azioni”. Le porte della Cina saranno sempre più aperte verso l’estero, questa è la promessa solenne della Cina; nell’impegnarsi per promuovere il proprio sviluppo, il Paese creerà sempre più grandi opportunità per il mondo intero. Il governo cinese si impegnerà a promuovere la crescita stabile degli investimenti esteri e a rafforzare i collegamenti con le normative economico-commerciali internazionale nei singoli settori, per creare un ambiente per il business ai primi posti a livello internazionale.

La Cina intende aprire totalmente il settore della manifattura ordinaria e ampliare l’apertura in settori come telecomunicazione, il medicale, l’istruzione, i servizi per gli anziani, i veicoli ad energie rinnovabili etc. Successivamente, la Cina intende anche aprire mercati come quello delle carte bancarie, allentare i limiti operativi per le agenzie assicurative a capitale estero, e allentare o eliminare del tutto le limitazioni alle azioni a capitale straniero nel settore bancario, delle obbligazioni, della gestione dei fondi, dei futures e della gestione dei patrimoni finanziari; nonché unificare gli standard per l’accesso al mercato delle banche a capitale straniero e cinesi. La Cina intende anche far sì che gli investitori stranieri versino la tassa differita per i profitti maturati e reinvestiti in Cina.

Il Paese mira a semplificare le procedure di apertura delle aziende a capitale straniero, prevedendo un unico ufficio per la preparazione dei documenti commerciali e per la registrazione nell’industria e il commercio. Si prevede anche l’ampliamento e la moltiplicazione delle esperienze di zone sperimentali di libero scambio e l’esplorazione della possibilità di costruire dei porti per il libero scambio per raggiungere un nuovo apice di riforma ed apertura.

La Cina intende aumentare l’apertura del suo mercato, promuovere l’upgrade dei comparti industriali e creare uno sviluppo bilanciato del commercio per fornire un maggior numero di scelte possibili ai suoi consumatori. La Cina continuerà a promuovere fortemente la globalizzazione economica, a tutelare il libero commercio e a sostenere il negoziato e le consultazioni pacifiche come via di risoluzione delle dispute commerciali. La Cina si opporrà al protezionismo economico e tutelerà con forza i propri interessi legittimi, nonché è disponibile, insieme a tutte le altre parti coinvolte, a promuovere le consultazioni sul commercio multilaterale e ad ampliare attivamente le sue importazioni, nonché a organizzare al meglio la China International Import Expo.

4. La velocità di sviluppo della Cina è chiara, l’economia cinese è più stabile e sana. Negli ultimi cinque anni, sullo sfondo di uno sviluppo economico mondiale pieno di incertezze, il PIL cinese è passato da 8,6 mila a 12 mila miliardi di dollari, con una crescita media annua del 7,1% e con una percentuale sull’economia mondiale che è passata dal 11,4 al 15% e con un contributo alla crescita economica globale che supera il 30%. Più di 60 milioni di persone sono stati sollevati dalla povertà in modo stabile e il tasso di povertà del paese si è abbassato dal 10,2% precedente al 4% attuale, raggiungendo l’obiettivo di riduzione della povertà previsto dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu con 10 anni di anticipo.

Negli ultimi 40 anni di Riforme e Apertura, la Cina ha visto 800 milioni di cinesi affrancarsi dalla povertà, un fenomeno che è stato definito dalla Banca Mondiale come “uno dei più grandi racconti della storia dell’umanità”. Nel 2017, il tasso di crescita dell’economia cinese è stato del 6,9%, con una crescita stabile e positiva, migliore delle previsioni. Se si guarda ai numeri, i risultati dello sviluppo cinese lasciano ancor più senza parole. Nel 2017, la Cina ha ridotto la produzione di acciaio e ferro per più di 50 milioni di tonnellate e in totale ha risolto il problema della sovrapproduzione di energia derivata dal carbone per 250 milioni di tonnellate, eliminando, fermando o rimandando la produzione di 65 milioni di kilowatt di energia da carbone.

I nuovi aggiustamenti fiscali hanno superato i 380 miliardi di rmb, alleviando il fardello fiscale a tutti i diversi soggetti di mercato per un totale di 643,4 miliardi di rmb. La Cina intende promuovere la riforma dell’offerta, in cui si genera una successione tra le vecchie e le nuove leve dello sviluppo, il contributo dei consumi è passato dal 54,9% al 58,8%, mentre la percentuale rappresentata dal terziario ha visto un incremento dal 45,3% al 51,6% divenendo la principale leva della crescita. I risultati portati dall’innovazione sono stati numerosi. Nel 2017, gli investimenti della società cinese in ricerca e sviluppo hanno rappresentato il 2,15% del PIL; la percentuale di contributo sullo sviluppo scientifico-tecnologico ha visto un incremento dal 52,7% al 57,5%.

I grandi risultati portati dall’innovazione sono sempre più evidenti e settori come la rete ferroviaria ad alta velocità, l’e-commerce, i pagamenti in mobile, la sharing economy guidano ormai i trend a livello globale. La struttura del commercio estero ha visto un’ottimizzazione e nel 2017 la bilancia commerciale ha visto una crescita del 14,2%; gli investimenti esteri realmente utilizzati sono stati 136,3 miliardi di dollari, toccando un nuovo record storico. Le condizioni ambientali ed ecologiche del paese hanno visto un graduale miglioramento, lo sviluppo ecologico sta vivendo una fase positiva. Una serie di misure hanno contribuito a una ulteriore ottimizzazione strutturale dei comparti industriali e ad apportare linfa vitale alla capacità creativa della società cinese, creando un più ampio margine di sviluppo per l’economia e solide basi per un innalzamento di livello e una trasformazione generale.

5. Promuovere totalmente la diplomazia da grande potenza con caratteristiche cinesi, contribuendo alla creazione di un nuovo modello di rapporti internazionali e la creazione di un destino comune per l’umanità intera. Negli ultimi cinque anni, la diplomazia della Cina ha portato all’organizzazione, con successo, di numerosi eventi diplomatici come il “Belt and Road” Forum per la Cooperazione Internazionale, il Vertice non ufficiale dei Leader dell’Apec, il vertice del G20 di Hangzhou e quello dei leader dei Paesi BRIC a Xiamen. Il presidente Xi Jinping e gli altri Vertici cinesi hanno effettuato molteplici visite all’estero, partecipato ai vertici Onu, alle Conferenze sul Clima, al World Economic Forum, agli incontri dell’ASEAN ed altre attività di respiro internazionale con l’intento di costruire il “destino comune per l’intera umanità” e di contribuire con la “sapienza cinese” alla riforma del sistema di governance globale.

La Cina si impegnerà per il suo sviluppo interno e per creare un ambiente internazionale migliore e al contempo terrà lo sguardo puntato sul mondo intero, penserà al mondo intero e sarà pronta a unire le forze con gli altri paesi per costruire un destino comune per l’intera umanità. Inoltre, la costruzione di un nuovo sistema di relazioni internazionali basato su “rispetto reciproco, equità, giustizia e cooperazione di mutuo vantaggio” e la creazione di un mondo più bello, più pulito, caratterizzato da pace duratura, sicurezza diffusa, prosperità condivisa, apertura e inclusione rappresentano la direzione generale e gli obiettivi della diplomazia cinese. A prescindere dal grado di sviluppo che la Cina potrà raggiungere, crederà sempre nell’uguaglianza tra Paesi grandi e piccoli, continuerà a rispettare con convinzione i diversi sistemi culturali, a guardare obiettivamente a diritti e doveri, ad opporsi alle angherie dei grandi sui piccoli, dei forti sui deboli.

La Cina sarà all’altezza delle sempre più alte aspettative della comunità internazionale e, portando avanti la visione di una governance mondiale basata su “consultazioni, costruzione congiunta e condivisione”, parteciperà più attivamente alla riforma del sistema di governance globale e prenderà parte in modo più costruttivo alla ricerca di soluzioni politiche alle principali questioni di respiro regionale e internazionale.

La Cina, da ultimo, si impegnerà in modo più efficace con gli altri Paesi per affrontare le principali sfide globali. La Cina tutelerà fermamente la sua sovranità nazionale e il rispetto per il suo popolo, si porrà inoltre irremovibilmente dalla parte della giustizia internazionale e del progresso dell’umanità; nonché diverrà costruttrice della pace mondiale, contributore dello sviluppo globale e protettrice dell’ordine internazionale.

Italia e Cina

“Come può il laghetto essere così limpido? Grazie alle acque vive di sorgente che vi giungono”. Il XIX Congresso del PCC tenutosi nel 2017 e le Due Sessioni appena concluse rappresentano proprio un flusso di acque vive di sorgente per il laghetto dello sviluppo cinese e alla cooperazione internazionale di mutuo vantaggio. Non si sono limitati a guidare la Cina sulla soglia del socialismo con caratteristiche cinesi per la nuova era, ma hanno anche dato vita a nuove opportunità per la governance internazionale. 

Attualmente, i rapporti tra Italia e Cina e la cooperazione fattiva si trovano in un momento storico particolarmente positivo. La Cina è pronta a impegnarsi con l’Italia per cogliere il momento chiave a promuovere la cooperazione bilaterale verso una nuova fase, verso una nuova era. Nel farlo, possiamo individuare tre punti chiave.

Il primo è quello di implementare i consensi raggiunti dai nostri vertici, di promuovere i contatti strategici per lo sviluppo dei due Paesi, cercando insieme i punti di sinergia tra le nostre politiche attuali come l’iniziativa “Belt and Road” con la strategia di sviluppo italiana, il “Made in china 2025” e l’Industria 4.0 italiana, la strategia “Internet +” cinese con il piano per l’innovazione scientifico tecnologica italiano. Tutto ciò al fine di ampliare i contenuti del partenariato strategico globale sino-italiano.

Il secondo punto è continuare a sviluppare gli interessi comuni e promuovere insieme uno sviluppo aperto. Continuare a promuovere la cooperazione economico-commerciale sino-italiana verso uno sviluppo integrato e sempre maggiore, per dare ampio via alla sinergia tra i capitali e il mercato cinesi e le tecnologie e i brand italiani, per incoraggiare le imprese dei due Paesi a investire dall’altra parte, a creare una gestione localizzata, creando una serie di vantaggi come un aumento dell’occupazione e dell’introito fiscale per ambedue i Paesi e a un incremento del livello di internazionalizzazione delle imprese cinesi e italiane.

Il terzo punto è il rafforzamento degli scambi people to people. Si tratta di far sì che gli scambi culturali tra cinesi e italiani possano avere sempre maggiore influenza a livello internazionale, promuovere la cooperazione fattiva in ambito culturale e una sempre maggiore comprensione reciproca tra i popoli dei due Paesi.

 

                                      

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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