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Cinque anni dopo Alemanno un sindaco di Roma torna a schierarsi con i tassisti

Dalle proteste contro le prime liberalizzazioni volute nel 2006 dall’allora ministro dello Sviluppo Economico del governo Prodi, Pierluigi Bersani, alle manifestazioni in piazza a Roma contro il sindaco Walter Veltroni che ottenne più licenze taxi per la capitale, fino alle sollevazioni contro il ‘nuovo nemico’ Uber. Che la categoria dei tassisti sia lo zoccolo duro dell’elettorato capitolino lo si capisce da come i primi cittadini della Capitale si schierano a favore delle proteste messe in atto negli anni dagli autisti del servizio di trasporto pubblico non di linea. Dopo il sostegno che Gianni Alemanno ha sempre assicurato alla categoria, in veste di sindaco – ma anche prima – oggi a schierasi con i proprietari delle auto bianche è la prima cittadina M5S, Virginia Raggi

“Per noi siete fondamentali” 

“Noi siamo con voi, lo sapete, per noi il servizio di trasporto pubblico non di linea è fondamentale. E’ il biglietto da visita della città, deve essere regolamentato, va sicuramente migliorato però le riforme dall’alto sicuramente non ci piacciono e sicuramente complicano tutto il sistema”. Ha dichiarato stamattina la sindaca di Roma Virginia Raggi scesa in piazza Madonna di Loreto per incontrare una delegazione di tassisti che manifestavano contro l’emendamento Lanzillotta che, secondo i proprietari delle auto bianche, favorirebbe la concorrenza dell’applicazione digitale Uber

 

 

Quando Alemanno difendeva “quei poveracci di tassisti”

E’ il 2012 quando Gianni Alemanno, difende “quei poveracci di tassisti” dai “poteri forti” che andavano “smantellati”; il riferimento è alle liberalizzazioni annunciate dal governo Monti. “Non bisogna confondere le liberalizzazioni su banche, ferrovie, assicurazioni con quelle su piccole realtà – spiegava il sindaco – perché il rischio è di proletarizzare settori dei quali potrebbero impossessarsi i grandi gruppi”. Il rapporto idilliaco tra il primo cittadino e i tassisti romani scatta fin dai tempi della campagna elettorale per le Comunali, conclusasi poi con l’ascesa di Alemanno in Campidoglio ad aprile 2008. 

Già nel 2006 Alemanno, in veste di ministro delle politiche agricole e forestali, era sceso in piazza al Circo Massimo accanto ai tassisti che protestavano per il decreto Bersani sulle liberalizzazioni delle licenze per il potenziamento del servizio pubblico dei taxi. All’epoca il primo cittadino era Walter Veltroni. Alemanno cavalca l’onda della protesta e nel 2008 da candidato del Pdl a sindaco di Roma scommette “una cena con tutti coloro che sono in buona fede e che non considerano i tassisti come una lobby” che, nel caso venga eletto, riuscirà a “a migliorare il servizio dei taxi, armonizzando gli interessi della categoria e della città”.

L’impegno della categoria nell’elezione del sindaco 

E ad aprile 2008 Alemanno sale al Campidoglio; un’ascesa cominciata con un carosello di taxi, con Gianfranco Fini che ringrazia di persona i tassisti “per il loro impegno” e che si conclude con l’acclamazione in piazza del neo eletto Alemanno.

Si apre così una stagione di distensione tra il Campidoglio e la categoria. Nel 2009 il primo cittadino promette ai tassisti una battaglia per cambiare la legge nazionale per eliminare gli autisti Ncc. 

Nel 2010 viene approvata dai sindacati di categoria la proposta avanzata dal sindaco per l’aumento delle tariffe dei taxi nel Comune di Roma. Ma l’amore, si sa, è eterno finché dura. Il regolamento contro l’abusivismo del settore viene considerato troppo debole; dalle proteste dei tassisti romani Alemanno non si salva e nel 2012 la rottura tra il sindaco e il presidente Uri-Unione dei radiotaxi d’Italia per l’introduzione del numero unico di chiamata per i taxi “Chiamataxi 060609” segna la spaccatura. Il presidente del ‘3570’, Loreno Bittarelli, a capo di una delle principali cooperative di tassisti romani, dichiara che non avrebbe sostenuto la ricandidatura di Gianni Alemanno per il Campidoglio. E Alemanno nel 2013 non viene rieletto; al Campidoglio arriva Ignazio Marino.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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