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Ciro Esposito, De Santis in aula in barella

(AGI) – Roma, 28 apr. – E’ in corso l’udienza preliminare davanti al gup Maria Paola Tomaselli per l’esame della richiesta di rinvio a giudizio, avanzata dai pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, per Daniele De Santis, l’ex ultra’ romanista che il 3 maggio dello scorso anno, durante alcuni incidenti avvenuti in viale Tor di Quinto a poche ore dalla finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, sparo’ diversi colpi di pistola contro un gruppo di supporter partenopei provocando la morte di Ciro Esposito (deceduto dopo 53 giorni di ricovero in ospedale), e il ferimento di Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito (accusati di rissa aggravata dalla procura). De Santis, che risponde di omicidio e di lesioni personali, e’ stato portato in aula in barella per le precarie condizioni di salute ed e’ in compagnia dei genitori. Al suo arrivo, al primo piano della palazzina A del tribunale, ha trovato amici e parenti pronti a gridare ‘forza Daniele’ come segno di incoraggiamento e solidarieta’. “Vedere Daniele De Santis in aula questa mattina e’ stato molto doloroso. Dico la verita’. Ho provato un dolore simile a quello di quando l’ostetrica ti prende il figlio appena nato”. Antonella Leandri, mamma di Ciro Esposito, e’ in aula per seguire l’udienza gup nei confronti dell’ex ultra’ romanista accusato di omicidio. “Un po’ di tensione c’e’, ma sono abbastanza tranquilla – confessa la signora – e ho intenzione di seguire anche tutte le udienze del processo. E’ nostro dovere essere sempre presenti”. Sulle grida di incoraggiamento rivolte all’imputato al suo arrivo in aula, la mamma di Ciro preferisce non dire nulla: “Io stavo dentro e non ho sentito niente”. Il suo legale, l’avvocato Angelo Pisani invece aggiunge: “In questi mesi non c’e’ stato mai nessun segnale di pentimento”. E ancora la signora: “I genitori di De Santis mi hanno chiesto scusa? Mai. Silenzio assoluto dall’inizio di questa vicenda a oggi. Ma non e’ a me che la devono chiedere. A Dio un giorno dovranno spiegare quello che e’ stato fatto”. (AGI) .
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