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Clinica ostetrica bombardata in Siria, 2 morti e 3 feriti

Londra – Una clinica ostetrica gestita da ‘Save the Children’ e ‘Syria Relief’ a Kafr Takharim, nella provincia di Idlib, Siria nord-occidentale, e’ stata colpita e gravemente danneggiata durante un bombardamento aereo: il bilancio provvisorio delle vittime è di almeno due morti accertati e tre feriti. Lo hanno reso noto via Twitter le due organizzazioni umanitarie non governative britanniche, l’una con sede a Londra e l’altra a Manchester, secondo cui le vittime sarebbero tutte parenti di pazienti, che erano in visita.

 

3 massacres de civils dans 3 villes: #Alep, #Qamishli, #Ghandoura.
3 coupables:
1. Armée syrienne.
2. EI
3. Armée US pic.twitter.com/w4FcQJAGsw

— Bahar Kimyongur (@Kimyongur) 29 luglio 2016

 

Non si sa ancora da quale delle parti in conflitto sia stato condotto il raid, ma la cittadina e’ nelle mani dei ribelli del Libero Esercito Siriano e, insieme alla struttura sanitaria, e’ stato colpito e gravemente lesionato anche un edificio adiacente della Difesa Civile, un corpo volontario di auto-tutela che opera nelle zone del Paese controllate dalle forze ostili al regime di Bashar al-Assad. 

 

The aftermath of the horrific #Syria hospital bombing. Our thoughts are with families & team members on the ground. pic.twitter.com/AOW4Kd01lT

— Save the Children UK (@savechildrenuk) 29 luglio 2016

 

Il complesso e’ rimasto in parte distrutto, specie il settore dell’ingresso principale. L’ong ha precisato che l’ospedale e’ il piu’ importante del suo genere nell’area, e che ogni mese vi avvengono oltre trecento parti assistiti. Dal canto suo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione dell’opposizione non radicale in esilio con sede a Londra, ha riferito che la struttura “non e’ quasi piu’ operativa” a causa dei danni subiti. L’ospedale e’ il piu’ importante del suo genere nell’area, ogni mese assiste circa 1.350 tra donne e bambini e vi avvengono oltre 320 parti assistiti. Non se ne trovano altri nel raggio di un’ottantina di chilometri. La struttura e’ rimasta in parte distrutta, specie il settore dell’ingresso principale. Dal canto suo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione dell’opposizione non radicale in esilio con sede a Londra, ha riferito che “non e’ praticamente piu’ operativa” a causa dei danni subiti. (AGI)

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