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Clinton e Trump, le ultime cartucce

Roma – Hillary Clinton e Donald Trump sparano le ultime cartucce, al termine di una campagna elettorale per la Casa Bianca che ha segnato, per scarsa eleganza e pochi contenuti, uno dei punti più bassi della storia politica americana. I sondaggi indicano la possibilità di un testa-a-testa sebbene nelle ultime ore la candidata democratica, ‘assolta’ dall’Fbi nel caso ‘emailgate’, abbia conseguito una sostanziale rimonta rispetto al rivale repubblicano.

CLINTON: “RIUNIFICHERO’ IL PAESE”; TRUMP: “SEI CORROTTA”

I due rivali, impegnati a correre in queste ultime ore da un comizio all’altro, hanno continuato a cercare di dare una scossa a quei sondaggi che inchiodano entrambi un po’ sopra il 40%. “La missione che mi attende è quella di riunificare il Paese, e per riuscirci ho molto lavoro da fare”, ha esordito Clinton. “Io”, ha proseguito, “voglio veramente essere il presidente di tutti, di chi vota per me così come di chi vota contro di me”. L’ex first lady ha parlato mentre saliva a bordo dell’aereo che da White Plains, la cittadina dello Stato di New York nei cui pressi formalmente risiede, l’avrebbe condotta ai quattro appuntamenti residui: a Oakland, in Pennsylvania, quindi ad Allendale, nel Michigan, proseguendo con il mega-comizio a Filadelfia in compagnia del marito Bill e della figlia Chelsea, di Barack e Michelle Obama nonché delle rockstar Bruce Springsteen e Jon Bon Jovi. A mezzanotte in punto ultimissima tappa a Raleigh, North Carolina, uno degli Stati decisivi ai fini della vittoria.

E’ “protetta da un sistema corrotto”, ha replicato indirettamente Donald Trump tornano a definire l’avversaria come il prodotto di un “pantano”. “Il mio contratto con l’elettore americano comincia con un programma per mettere fine alla corruzione del governo, e per strappare il nostro Paese, e strapparlo alla svelta, a quelle lobby che conosco così bene”, ha aggiunto ripetendo lo stesso messaggio in un tour tra Raleigh, nello Stato determinante della North Carolina, Scranton nell’altrettanto strategica Pennsylvania, Manchester in New Hampshire e infine Grand Rapids, nel Michigan. Negli appelli finali, affidati a due video, Clinton e Trump non si discostano molto dal contenuto veicolato in questi mesi e spesso sommerso dal fango che si sono gettati addosso reciprocamente: Clinton sottolinea la necessità di “un’America buia e divisa o speranzosa e inclusiva”; Trump -braccio alzato, il pugno chiuso e con il cielo sullo sfondo- guarda al centro della telecamera e dice: “Gli unici che possono fermare questa macchina corrotta siete voi”. Per evitare sorprese e gaffe, lo staff di Trump ha preferito commissariare l’account Twitter del candidato repubblicano togliendolo di mano al magnate.

OBAMA: “FATE PER HILLARY CIO’ CHE AVETE FATTO PER ME”

Le ultime ore di campagna elettorale hanno visto Barack Obama, più deciso a fianco di Clinton da quando l’Fbi sembrava voler accusare la candidata democratica, mettere il proprio carisma sul tavolo, un po’ perduto per la verità in due mandati ma sempre convincente per il popolo di “Yew we can”. “Fate per Hillary ciò che avete fatto per me. Avete l’opportunità di eleggere il primo presidente donna”, ha affermato il presidente americano di fronte alla folla riunita ad ascoltarlo a Ann Arbor, nel Michigan.

CLINTON FAVORITA, MA PERDE GRANDI ELETTORI

La conservatrice Fox News di Rupert Murdoch dà Clinton al 48%, avanti di 4 punti rispetto al rivale repubblicano Donald Trump, fermo – a livello nazionale – al 44%. Nel precedenti sondaggi, diffuso venerdì scorso, Fox News assegnava all candidata democratica un vantaggio di soli due punti, 45 a 43%. Tradotti in grandi elettori (i delegati espressi da ogni singolo stato in base alla popolazione che formalmente eleggeranno il 19 dicembre il 45esimo presidente degli Stati Uniti), Fox vede oggi Clinton a quota 205 (gliene ne servono altri 65 per raggiungere il numero magico di 270 per conquistare la Casa Bianca) mentre Trump è indietro a quota 158. Ben 175 sono i delegati nei cosiddetti “swing states”, gli stati in bilico dove non è ancora chiara una tendenza di voto.In Florida, lo stato chiave per eccellenza (è, tra quelli in bilico, quello elettoralmente più pesante perché assegna 29 grandi elettori sui 270 necessari per conquistare la Casa Bianca) hanno già votato i due terzi degli elettori: 6,8 milioni di persone. Se è aumentato in termini percentuali a livello nazionale (il totale del voto popolare) il vantaggio della candidata democratica sul rivale repubblicano, il distacco tra i due è calato in termini di grandi elettori. Ed è quest’ultimo il dato che conta. Secondo RealClearPolitics (il sito che opera quotidianamente una media ponderata di tutti i sondaggi): in percentuale Clinton ha portato il vantaggio a 3 punti (47,2% contro 44,2%) rispetto ai soli 1,8 punti di ieri. Ma a questo incremento in termini percentuali è corrisposto un calo dei grandi elettori, che dai 216 di ieri è scesa a 203 (ne servono 270 per conquistare la Casa Bianca) mentre il rivale repubblicano e’ inchiodato a quota 164. Sono invece aumentati – sintomo della grande incertezza che impera – i grandi elettori in palio: sono passati da 158 a 171 nei cosiddetti “swing states”, gli stati in bilico, che sono a loro volta cresciuti da 13 a 14. Si è aggiunta la Virginia. Non solo. Il New Hampshire, che fino ad ieri era dato a Trump con un irrilevante vantaggio dell’1,6%, oggi è ‘passato’, ma con un distacco ancora inferiore (lo 0,6%) a Clinton.

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