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Codex Jesus: Giuseppe, cugino di Erode, padre di Gesù e ufficiale romano

21754165_1283085701801441_1093062553_nNel precedente articolo, estratto come questo dal libro Codex Jesus, abbiamo dimostrato che Giuseppe, cugino del re Erode il Grande, era l’amante di Maria Boeto, terza moglie del re, da cui nacque Gesù, figlio illegittimo. Celso rivolge attacchi diretti contro la persona di Gesù e contro gli apostoli, parlando anche del soldato soprannominato Pantera. Ad ulteriore conferma del fatto che Giuseppe Pantera era il cugino di Erode il Grande, vediamo se questi era anche un legionario romano:

«Colui al quale avete dato il nome di Gesù in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. »

« Di esser nato da una vergine, te lo sei inventato tu [Gesù]. Tu sei nato in un villaggio della Giudea da una donna del posto, una povera filatrice a giornata. Questa fu scacciata dal marito, di professione carpentiere, per comprovato adulterio. Ripudiata dal marito e ridotta a un ignominioso vagabondaggio, clandestinamente ti partorì da un soldato di nome Pantera. A causa della tua povertà, hai lavorato come salariato in Egitto, dove sei diventato esperto in taluni poteri, di cui vanno fieri gli Egiziani. Poi sei tornato, e insuperbito per questi poteri, proprio grazie ad essi ti sei proclamato figlio di Dio. » (I, 28)

Ed ecco le citazioni citazioni del Talmud su Gesù dove compare Pantera:

«E lo hanno fatto a Ben Stada a Lidda, essi lo appesero alla vigilia della Pasqua ebraica Ben Stada era Ben Padira Rabbi Hisda ha detto: “Il marito è Stada, la madre di l’amante Panthera era sposato con Stada. Sua madre era Miriam, una lavandaia o dal parrucchiere”»1.

“Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo viene preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza essere visti, possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato di sedurre gli dice ‘Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai detto prima.’ Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l’altro gli chiede ‘Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e servire degli idoli?’ Se il seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se egli dice ‘E’ nostro dovere e diritto di farlo,’ allora i testimoni che l’hanno sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono con la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed essi lo appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus, il figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito”2.

Maria era chiamata Stada, perché, secondo l’insegnamento del Pumbadita, aveva lasciato il marito e commesso adulterio, ed è quello che successe visto che Maria fu costretta a fuggire da Erode il Grande, suo marito, che aveva scoperto la congiura nei suoi confronti. Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme e in Maimonide, nello Shabbath, il passo indicato dice:

 

“Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: ‘Non è vero che il figlio di Stada esercitava la magia egizia incidendosela nella carne?’ Essi risposero: “Era un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi. Il figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.”

I rabbini cercarono di nascondere il nome di Gesù, ma il loro inganno è chiaramente evidente, tanto che lo chiamano “il figlio di Pandira”, e Gesù il Nazareno è in tal modo chiamato in altri passi del Talmud dove si fa espressa menzione di Gesù il figlio di Pandira. Anche San Giovanni Damasceno, nella sua Genealogia di Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di Panthera. Poi i rabbini dicono che questa Stada era Maria, e questa Maria la madre di Peloni “quella tale persona” per celare il nome di Gesù che chiamano “il Seduttore del Popolo”, ed i vangeli testimoniano il fatto che Gesù fosse così chiamato dagli ebrei. Inoltre “quello che fu appeso” si riferisce chiaramente alla crocifissione di Gesù, visto che viene aggiunto un riferimento al tempo della vigilia di Pasqua riportato nel Sanhedrin (43a): “Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Gesù
Inoltre coincide anche il periodo storico, in quanto si dice che questo figlio di Stada viveva nei giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era contemporaneo del rabbino Akibah che visse al tempo della crocifissione di Gesù. Gli archeologi hanno scoperto che Pantera è un nome greco presente in numerose iscrizioni latine dell’epoca portato come soprannome dai soldati romani in Palestina. In una località della Germania nel 1906, lo storico tedesco Adolf Deissmann pubblicò un breve articolo intitolato Der Name Pantera ed espose dettagliatamente le varie iscrizioni nelle quali quel nome era apparso nel I secolo d.C., dimostrando così che quell’epiteto aveva una certa diffusione nell’esercito, un nome di battaglia che nel caso di Giuseppe lo collegava ad Iside e Cleopatra che amava vestirsi di nero per assumere le sembianze del felino, la pantera. In Germania, nel cimitero romano di Bingerbriick, è stata trovata una pietra tombale con inciso il nome di un certo Tiberius Jiulius Abdes Pantera, un legionario romano con la testa e il collo fratturati e una iscrizione latina ai suoi piedi che recita: “Tiberio Giulio Abdes Pantera di Sidone, anni 62 soldato con 40 anni di servizio nella prima coorte di arcieri giace qui.”

Questo ritrovamento ha portato l’archeologo James D. Tabor a supporre che questo legionario fosse il padre di Gesù, nonostante il suo nome non corrisponda a quello di Giuseppe. Ma il soprannome “pantera” era portato anche da altri legionari romani, e se Giuseppe, cugino di Gesù fosse stato un soldato o ufficiale romano, è possibile che avesse portato questo soprannome. Ma Giuseppe fu un soldato o comandante delle legioni romane? Ecco la prova che dà ulteriore conferma alla nostra scoperta di Giuseppe padre di Gesù, tratto dal libro “Antichità giudaiche” dello storico Flavio Giuseppe, coevo di Gesù:

I Giudei quivi accampati nell’assedio della legione, appena scorsero l’esercito avanzare, interruppero l’assedio e si diedero alla fuga. Quando i Giudei dentro Gerusalemme furono rimproverati aspramente da Varo, respinsero le sue accuse dicendo che la folla era convenuta per la festività e che erano stati coinvolti nella guerra non di loro volontà ma per l’audacia dei forestieri, giacché si trovavano sotto l’assedio con i Romani, non avevano il desiderio di assediare loro. Intanto erano venuti Giuseppe, cugino del re Erode, Grato e Rufo in testa alle loro truppe, e anche i Romani che erano stati sotto l’assedio;

Giuseppe era al comando delle sue truppe sotto il governatore romano Varo, per questo Celso, le fonti talmudiche e la Toledoth Yeshu ci informano che il padre di Gesù, Giuseppe, era un soldato romano.

Dopo 2000 anni di oblio escono tutte le prove di come hanno costruito il cristianesimo su personaggi realmente esistiti, la cui storia è stata modificata per non far capire che Maria moglie di Erode, e il cugino Giuseppe cospirarono per uccidere il re, con un veleno fatto venire dall’Egitto, in quanto Maria era rimasta incinta da Giuseppe di Gesù.

Alessandro De Angelis scrittore ricercatore di “Antropologia delle Religioni”.
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1Talmud Sinedrio 67a

2Talmud Sinedrio 67a

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