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Codice Rosa Bianca: task force contro omofobia e abusi su deboli

(AGI) – Roma, 22 set. – Dal Friuli alla Sicilia, passando per
Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e
Basilicata. Parte in 20 Asl, con un bacino di circa 8 milioni
di utenti, l’operazione “Codice Rosa Bianca” contro gli abusi
sui piu’ deboli. Una task force composta da Aziende sanitarie,
Procure e Forze dell’Ordine contro la violenza che colpisce
ogni anno in Italia le persone fragili o vittime di omofobia.
Almeno tre milioni di cittadini indifesi. La rivoluzione
antiviolenza annunciata dalla Fiaso, la Federazione di Asl e
ospedali, porta il nome del progetto che da quasi cinque anni
e’ realta’ nella Asl 9 di Grosseto e che ora la stessa
Federazione sta esportando in tutta Italia.Due giornate di
“full immersion”, ieri e oggi, per spiegare a una settantina di
medici e infermieri in prima linea nei pronto soccorso come
approcciare le vittime di violenza. Questa stessa squadra, “a
cascata”, formera’ poi altre centinaia di professionisti
sanitari delle 20 tra Asl e Aziende ospedaliere che per ora
hanno aderito al progetto. “La formazione a ha spiegato
Direttore di Fiaso, Nicola Pinelli a si muove in armonia con i
progetti anti-violenza gia’ esistenti in Italia e il successivo
passo sara’ quello di aprire servizi ad hoc in ambito
pediatrico”. Il percorso “Codice Rosa Bianca” parte dalla
trincea dei pronto soccorso. Qui il personale opportunamente
formato a riconoscere i segnali di un trauma da abuso capisce
quando e’ necessario intervenire con un setting assistenziale
ad hoc. A quel punto si avvia un percorso basato sulla
semplificazione delle procedure e il dialogo tra le parti, con
una attenzione particolare alla tutela della riservatezza. La
vittima viene accompagnata in una stanza dedicata che
garantisce tranquillita’ ed e’ dotata di tutto cio’ che si
rende necessario per la visita e l’eventuale accesso in
borghese di polizia o carabinieri, per raccogliere
testimonianza o denuncia. Qui personale medico e
infermieristico, con alle spalle una solida formazione e
continui aggiornamenti, arriva gia’ informato di tutto quanto
dichiarato in sede di accoglienza al pronto soccorso, cosi’
come ogni successivo specialista.
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