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Coldiretti, stop Ue a 'semaforo' salva 60% prodotti italiani

Roma – “La bocciatura dell’etichetta a semaforo salva le esportazioni delle principali denominazioni Made in Italy, dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche gli oli extravergine di oliva, la mozzarella o le nocciole che sono tra le vittime illustri della normativa adottata ingiustamente dal Regno Unito che colpisce il 60% delle produzioni italiane”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il parere del Parlamento europeo che ha stoppato il sistema di etichettatura “a semaforo”. “Fino ad ora, nonostante la prescrizione del Regolamento in questione di esprimersi entro il 2009, la Commissione non ha mai dato seguito alla loro definizione e ha di fatto tollerato – denuncia la Coldiretti – la decisione della Gran Bretagna di far adottare tale sistema dal 98% dei supermercati inglesi con un ostacolo alla libera circolazione delle merci che sta mettendo in pericolo alcuni settori cardine dell’export Made in Italy. Si tratta – spiega la Coldiretti – di una informazione visiva sul contenuto di nutrienti con i bollini rosso, giallo o verde ad indicare il contenuto di nutrienti critici per la salute. La segnalazione sui contenuti di grassi, sali e zuccheri – critica la Coldiretti – non si basa sulle quantita’ effettivamente consumate, ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze. Il sistema – continua la Coldiretti – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale”.

“Il voto di oggi in Plenaria a favore dell’eliminazione dei profili nutrizionali è stato un segnale forte alla Commissione per quanto riguarda qualsiasi forma di sistema di etichettatura sul genere del semaforo inglese”. Questa la dichiarazione dell’europarlamentare Paolo De Castro dopo il voto di oggi a Strasburgo sul paragrafo 47 del Programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione europea (REFIT), che contiene indicazioni per la Commissione di eliminare il concetto dei cosiddetti “profili nutrizionali”. “Le informazioni nutrizionali per i consumatori – spiega De Castro – devono essere corrette e trasparenti, e in alcun modo fuorvianti o condizionanti come lo sono ad esempio quelle percepite dai consumatori inglesi attraverso il sistema di etichettatura a semaforo”. “L’indicazione dei profili nutrizionali non ha alcun fondamento scientifico – prosegue l’europarlamentare-, anzi si rischia in base all’indicazione dei contenuti di grassi, di sale e di zucchero di creare una lista di alimenti catalogati in ‘buoni’ o ‘cattivi’ cosa profondamente sbagliata, non essendo gli alimenti presi singolarmente ad essere dannosi ma le diete i cui vengono inseriti”. “Inoltre – conclude De Castro – come segnalato dall’esperienza nei supermercati inglesi questo sistema costituisce una penalizzazione anche a livello economico per molti dei nostri prodotti e in particolare dei prodotti tipici con marchio di qualita’”.

Il commento alla decisione del Parlamento europeo arriva anche dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che ricorda come la battaglia sia stata condotta “anche in recenti Consigli dei Ministri europei, con l’appoggio di 15 paesi. “Siamo sempre stati in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualita’.  Il voto di oggi in Parlamento europeo – aggiunge – e’ un successo che l’Italia ha costruito facendo squadra. Abbiamo unito le filiere produttive, quelle agricole e collaborato costantemente con i nostri parlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualita’ concreto su questo piano. Lo dobbiamo soprattutto – conclude il ministro – ai consumatori, che vengono tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non e’ ammissibile che le nostre aziende che lavorano sulla qualita’ e producono alcuni dei prodotti cardine della dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre invece le bibite gassate ‘light’ ricevono il bollino verde. L’Italia andra’ avanti con determinazione”. (AGI) 

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