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Coldiretti, Ue blocca export vino mentre Italia vara testo unico

Roma – Mentre in Italia si punta alla semplificazione con il varo del testo unico sul vino, a Bruxelles si lavora a nuovi oneri burocratici per fermare le esportazioni dei piccoli produttori di vino che in Italia rappresentano lo zoccolo duro del settore. è quanto ha denunciato la Coldiretti al Vinitaly di Verona dove al proprio stand, nel Centro Servizi Arena (corridoio tra i padiglioni 6 e 7) è stata aperta la prima “cantina dell’orrore” per denunciare nuovi e incredibili casi di contraffazioni e imitazioni dei nostri vini piu’ prestigiosi. “L’Unione europea – sottolinea la Coldiretti – sta lavorando a una nuova definizione di piccolo produttore di vino escludendo quanti esportano che perderebbero cosi tutti i benefici di semplificazione con obbligo anche all’utilizzo del documento doganale informatizzato. Un danno che colpisce gran parte del sistema vitivinicolo nazionale che dovrebbe affrontare i ritardi provocati dal nuovi carichi burocratici con pesanti costi aggiuntivi per le tantissime imprese di dimensioni ridotte che hanno puntato sull’export”. A oggi, spiega la Coldiretti,”su un totale di 48mila produttori di vino solo 2.500 superano i 1.000 ettolitri di produzione che li obbliga a questi adempimenti mentre al contrario sono ben 45.500 quelli che ne sarebbero colpiti”. 

Si tratta di una iniziativa, nell’ambito del processo di revisione dei regolamenti, applicativa dell’Organizzazione Comune di mercato (Ocm) Unica per adattarli alle modifiche intervenute al processo di Lisbona e per rispondere alle esigenze di semplificazione secondo la Commissione. In realtà la misura – denuncia la Coldiretti – colpirebbe il vino italiano proprio all’indomani del record storico raggiunto nelle esportazioni che nel 2015 hanno raggiunto la cifra record di 5,4 miliardi di euro (+5%). Grazie al grande processo di qualificazione del settore oggi si beve piu’ vino italiano all’estero. Il risultato è che oggi nel mondo una bottiglia di vino esportata su 5 è fatta in Italia e il 66% delle bottiglie di vino spedite oltre le frontiere sono Doc/Docg o Igt.La Coldiretti evidenzia una fortissima preoccupazione per la introduzione di una nuova definizione di piccolo produttore (diversa da quella dell’art. 40 della direttiva delle accise) secondo cui chi esporta vino non è piu’ piccolo produttore perdendo tutti i benefici di semplificazione ad esso connessi e eliminando la possibilita’ di usare il documento di trasporto cartaceo denominato “MVV”, oggi utilizzato dai piccoli produttori per gli scambi intra-Ue (che in Italia sono il 95% del totale) in alternativa e deroga al sistema doganale dell’E-AD, obbligando di fatto tutti all’utilizzo del documento accise informatizzato. La burocrazia – precisa Coldiretti – è considerata dai vitivinicoltori il principale ostacolo al loro lavoro che nel 2015 ha consentito di realizzare un fatturato record di 9,7 miliardi (+3%) soprattutto grazie all’export che è stato di 5,4 miliardi (+5%) che ha superato per volumi e valore il mercato interno caratterizzato da anni da una sostanziale stagnazione. (AGI)

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