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Colombo fu un corsaro portoghese? L'esame del Dna svelerà il mistero

Che Cristoforo Colombo sia nato a Genova resta l’ipotesi più accreditata, benché periodicamente ridiscussa dagli esperti. Soprattutto riemerge, di quando in quando, la tesi che fosse catalano, galiziano o portoghese. Già il figlio di Colombo, Fernando, contribuì a velare con un’aura di mistero le sue origini, tacendo il luogo di nascita nella biografia Historie della vita e dei fatti di Cristoforo Colombo.

Ora un team di ricercatori lusitani cerca di stabilire la verità definitiva sulla nascita dello scopritore dell’America. Lo farà grazie a un frammento di dna di cinquecento anni fa. Più in dettaglio, l’Università di Coimbra e l’Ist (Instituto Superior Tecnico) di Lisbona proveranno a capire se Colombo fosse portoghese e se si trattasse in realtà della stessa persona di Pedro Ataìde, temuto corsaro del quindicesimo secolo. La tesi fu sviluppata dal professore dell’Ist Fernando Branco in un libro pubblicato nel 2012 dal titolo ‘Cristobal Colon, nobile portoghese’, nel quale si elencano decine di coincidenze fra la vita di Colombo e quella di Pedro Ataìde, il quale fu dato per morto nella battaglia navale al Capo San Vincenzo nel 1473, dove combattè assieme a un corsaro francese chiamato Culon. Secondo la tesi del professor Branco, Ataìde riuscì a salvarsi e a raggiungere a nuoto le coste dell’Algarve dove decise di cambiarsi il nome in Pedro Colon (o Culon) per motivi di sicurezza, giacché la sua famiglia era perseguitata in Portogallo avendo partecipato a una congiura per uccidere il re Giovanni II.

Il suo vero nome fu in realtà Pedro Colon?

“C’è una concorrenza di indizi che indicano come il suo vero nome fosse Pedro Colon. Non scrisse mai il suo nome come Cristoforo Colombo. Si firmava come ammiraglio o con una firma criptata in cui si possono leggere varie cose, tra cui ‘Pedro Colon’” ha spiegato Branco. La biografia di Colombo afferma che il navigatore arrivò in Portogallo nel 1476, a nuoto dopo un naufragio, circostanza rafforzativa della tesi.

I ricercatori di Coimbra e dell’Ist analizzeranno il dna estratto dalle ossa del cugino di Pedro Ataìde per compararlo con quello del figlio di Colombo, Fernando, che già fu sequenziato in Spagna nel 2006. “Sono quasi certo che il suo nome fosse Pedro Colon. Resta da accertare se c’è relazione con Pedro Ataìde” sostiene Branco.

La prova, tuttavia, sarà possibile solo se le ossa del cugino di Ataìde saranno ritrovate in buono stato, dettaglio che si ignora perché la tomba in cui è sepolto non è stata ancora aperta. I ricercatori sperano di poterlo fare nei prossimi mesi, appena ottenuto il permesso dalle autorità.

Tutto dipenderà dallo stato di conservazione delle ossa

“Si condurrà innanzitutto un’analisi per verificare che è un uomo e ha un’età compatibile. Poi si preleverà un frammento osseo per eseguire l’analisi medica” ha spiegato l’antropologa forense Eugenia Cunha dell’ateneo di Coimbra, che partecipa al progetto. Il pezzetto osseo sarà inviato all’università di Santiago di Compostela in Spagna, dove sarà analizzato.

La tesi di Branco, avvalorata dall’Accademia di Storia portoghese, non è la sola che sostiene la nascita lusitana di Colombo. Il ricercatore Manuel Rosa, attivo negli Stati Uniti, assicura che lo scopritore dell’America nacque nell’isola di Madeira figlio di un re polacco sconfitto dagli Ottomani. Un’ipotesi degli anni Ottanta, sostenuta da Augusto Mascarenhas Barreto, afferma che Colombo nacque nella cittadina di Cuba nell’Alentejo e fece la spia al servizio di re Giovanni II, con la missione di allontanare gli spagnoli dalla rotta per le Indie. Al di fuori dei confini portoghesi, c’è chi ha caldeggiato l’origine spagnola di Colombo (galiziano, catalano, ma anche estremegno, andaluso oppure basco) e addirittura la sua ascendenza inglese, greca, norvegese, croata… Chi più ne ha più ne metta.    

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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