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Coloni uccidono bimbo a Nablus Netanyahu "atto di terrorismo"

(AGI) – Gerusalemme, 31 lug. – Un bimbo palestinese di un anno e mezzo e’ stato ucciso in un attentato di coloni israeliani contro una casa in Cisgiordania. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha subito bollato l’accaduto come “un atto terroristico”. Il piccolo e’ morto tra le fiamme della casa in cui viveva, incendiata da coloni israeliani nel villaggio di Kfar Douma vicino a Nablus. Altre tre persone, tutte familiari del piccolo, sono rimaste gravemente ferite. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, almeno 4 coloni hanno lanciato bottiglie molotov contro la casa per poi scrivere sui muri con bombolette spray frasi inneggianti alla “vendetta” e “lunga vita al Messia” prima di scappare.

Il piccolo si chiamava Ali Saad Daubasha. Il padre e la madre, Saad e Reham ed un altro figlio di 4 anni, Ahmad, sono stati ricoverati in ospedale a Nablus. Secondo i testimoni il padre e’ riuscito a salvare la moglie e l’altro bimbo, ma non e’ riuscito a trovare nel fumo e nel buio il piu’ piccolo Ali. Secondo il Jerusalem Post, la donna, il marito e l’altro bambino di 4 anni sono ricoverati in condizioni critiche all’ospedale Tel-Ha-shomer. Le ustioni, secondo Yediot Ahronoth, sono estese tra il 70 e il 90 per cento dei loro corpi. Il bambino, che quando e’ arrivato in ospedale e’ stato sottoposto a tecniche di rianimazione, e’ stato ricoverato in terapia intensiva. E’ fuori pericolo invece un’altra bambina, ospite della famiglia palestinese, che ha riportato solo un’intossicazione.

Secondo un testimone palestinese, citato sempre da Haaretz, i coloni hanno rotto le finestre prima di gettare dentro le molotov per poter essere certi che gli ordigni incendiari sviluppassero le fieamme all’interno della casa e non si limitassero a danneggiare i muri della casa. A confermare la notiza anche la polizia israeliana secondo la quale gli autori dell’attacco sono estremisti ebrei, come evidenziano, ha riferito la portavoce Luba Samri, gli slogan lasciati dai killer sulle pareti: “Siamo di fronte ad un attacco che si sospetta ispirato da un movente nazionalista”, ha dichiarato. Secondo il parlamentare Yinon Magal, membro del partito nazionalista dei coloni ‘Focolare Domestico’, l’attentato e’ stato immorale e contrario a quanto previsto dall’ebraismo.

Magal ha ricordato come il villaggio dove e’ stato ucciso il piccolo Ali sia vicino alla zona dove venne ucciso il 27enne colono israeliano Malachi Rosenfeld da terroristi palestinesi il 30 giugno scorso. Rosenfeld con altri tre amici era in macchina nelle vicinanze di ritorno da una partita a Basket. Anche i suoi amici rimasero feriti.

Netanyahu, e’ stato un atto di “terrorismo”

Un “atto terroristico”, lo ha definito Netanyahu, che si e’ detto “sconvolto” dalla tragedia di Nablus. “E’ un chiaro atto di terrorismo e Israele agisce con durezza contro il terrorismo a prescindere da chi siano gli autori”. L’esercito israeliano ha istituito dei posti di blocco nella zona e schierato soldati nel tentativo di trovare gli autori del gesto. La tensione nell’area e’ altissima considerato che Hamas che aveva dichiarato oggi la “giornata della rabbia”, per gli scontri al Monte del Tempio.

Olp, il governo di Israele “pienamente responsabile”

I palestinesi ritengono che il governo israeliano sia “pienamente responsabile” della morte del piccolo, “conseguenza diretta” dell'”impunita’” accordata dalle autorita’ israeliani ai coloni. La dura posizione assunta da Netanyahu, dall’esercito israeliano, dal ministro della Difesa, Moshe Yaalon, nei confronti degli autori dell’attentato non ha convinto Saeb Erekat, il numero due dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), secondo cui “non si puo’ dissociare questo attacco barbaro” da un “governo che rappresenta una coalizione per la colonizzazione e l’apartheid”. (AGI)

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